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IL SATANISMO E’ UNO -  Tutto il resto è Distorsione



Nel Satanismo ci sono purtroppo forti spaccature. È forse il Culto più strumentalizzato e abusato della storia, sia per mano di coloro che ambivano a distruggerlo sia per mano di quelli che nel suo nome ambivano a crearlo. Il risultato è che nel corso dei secoli ognuno ha ritagliato su se stesso un Satanismo su misura e Satana è sempre stato letteralmente il capro espiratorio su cui ogni individuo ha rigettato le sue mancanze e debolezze, o in altri la bandiera da alzare comodamente per giustificarle. E questo vale ovviamente sia per i seguaci di Yahweh tanto quanto (purtroppo) anche per molti sedicenti Satanisti.

Ma ora cerchiamo di andare con ordine e fare un brevissimo excursus di come nel tempo ognuno abbia vivisezionato il Gentil Culto per crearne una forma distorta, adattabile alle proprie esigenze; chi magari ha agito in buona fede e riuscendo a modo suo anche a dar qualcosa e chi invece lo ha fatto consapevolmente in favor di una strategica contaminazione.


Accade ad esempio che per il CRISTIANO indottrinato, Satana vesta i panni del diavolo cattivo e tentatore su cui scaricare ogni responsabilità, difetto e senso di colpa. Il Satanismo agli occhi delle dottrine di Yahweh ha sempre rappresentato uno scrigno di pandora in cui riversare tutti i propri mali, una sorta di specchio a cui dare ogni colpa nel caso in cui non venga accettata l’immagine riflessa. La Chiesa in particolare ha sempre strumentalizzato la figura di Satana per poter controllare le menti della massa, assicurandosi che le persone restassero ben lontane da verità scomode e trasformando così Satana in uno spauracchio da temere, un ricettacolo del male da cui chiunque ambisse alla salvezza doveva tenersi lontano. Il Nobile Culto viene deformato nel “culto del male” e Satana stesso diventa un simulacro di tutti quei “peccati” e di quelle bassezze che l’individuo affetto dal morbo della morale cristiana non accetta di riconoscere in se stesso.

Idem per il RAZIONALISTA , nato solo in un’epoca moderna in cui l’ateismo e l’estremo senso di trasgressione diventano le risposte più semplici all’esempio sbagliato delle religioni abramitiche, fondate sull’innaturale repressione istintuale, su di una morale malsana che castra la natura umana, nonché su di un avvilente rapporto di sudditanza fra Uomo e Dio. Succede pertanto che l’individuo Razionalista, nonostante condivida le grandi qualità sataniche dell’indipendenza e dell’amor proprio, finisca per escludere l’aspetto spirituale esasperando invece quello materiale, offrendo così una visione parziale del Satanismo. Oppure il Razionalista che prende dal Culto di Satana il concetto di “Uomo Dio” ma si ferma al credersi già tale senza fare nulla per poi diventarlo davvero, in barba al concetto satanico della Meritocrazia e del Conquistarsi i traguardi con le proprie forze. Perché è vero, ogni uomo è potenzialmente divino ma altrettanto vero è che non basta essere un seme per ritenersi già un albero. Un seme non nutrito resterà sempre e solo un seme secco e infecondo. In soldoni il Culto di Lavey, per quanto possa essere un’interessante filosofia, non è certamente il Culto di Satana espresso nella sua forma più completa. Il Razionalista fa di Satana solo un mero simbolo di rifiuto verso la società cristiana, riducendo pertanto il Culto soltanto ad una funzione antitetica, in una dimensione fondamentalmente atea.

Responsabili della deturpazione del Culto anche i TRADIZIONALISTI, colpevoli di aver alimentato le mistificazioni cristiano giudee, suffragando così un’immagine distorta del Dio. Perché parliamoci chiaro, aldilà del fascino indiscutibile esercitato da rituali pomposi e mantelli neri, il Tradizionalismo fonda la propria  “tradizione” su che cosa se non appunto sulla tradizione di magi ebrei e cristiani? I grimori “satanici” da cui attinge la “tradizione”  son soltanto spazzatura salomonica di matrice cristiano giudea, roba che in alcun modo dovrebbe avere a che fare con le Nostre vere Tradizioni. Perché come ho sottolineato in precedenti articoli sul tema, non siamo certo avversi all’utilizzo di strumenti goetici, ma un vero Satanista dovrebbe sempre e comunque propendere per un approccio al divino di tipo teurgico, volto all’arricchimento spirituale e all’auto deificazione, non certo un approccio salomonico, del tutto irrispettoso e opportunista. Il Culto di Satana crede nel valore della tradizione, crede nelle proprie radici, ma non confonde quelle innestate dai cristiano-giudei con le proprie! E soprattutto il Satanista crede nella ritualistica, ma non certo nello sfruttamento degli Dei per fini materialistici. Inutile prestare tanta attenzione all’aroma di un incenso e la cura dei dettagli durante una celebrazione se poi non si ha l’ONORE di trattare con rispetto l’Ente evocato, scalciando come bambini per inezie e trattandolo come un genio della lampada da sobbarcare di richieste anziché cogliere la grande occasione di sondarne la saggezza.

Stessa cosa avviene in certi ordini OCCULTISTI fortemente impregnati di mano sinistra, certamente meritevoli di aver creato percorsi iniziatici profondi e atti a superare i propri limiti, ma al contempo del tutto incapaci di cogliere il lato più luminoso e nobile del Culto, confinandolo unicamente nella sfera ctonia, estremizzandone l’aspetto Oscuro fino a sconfinare nella brutalità e nell’omicidio. Perché se è vero che nel Satanismo esiste un aspetto fortemente Oscuro è anche vero che la Tenebra stessa non va banalizzata e resa una farsa grottesque per esaltati che hanno bisogno di giocare ai cattivoni per sentirsi forti. E certi atteggiamenti grezzi rasentano, passatemi il termine, il “vilipendio” alla grandezza del Sacro Satanico.

E che dire allora dei LUCIFERIANI, a mio avviso almeno in parte ben assimilabili con i cosiddetti Satanisti GNOSTICI? Indubbiamente una filosofia genuina e condivisibile, ma pur sempre rea di aver limitato la natura del Dio a quello dell’angelo caduto della Bibbia, sottoposto così sempre e comunque al Demiurgo Yahweh. Nasce così un pensiero in parte illuminante e votato ad una spiritualità sana, alla crescita e all’auto-deificazione, ma che comunque si rivela incompleto, poiché riduce il ruolo del Dio soltanto a quello di antagonista biblico, seppur visto in chiave eroica e positiva. E Il Culto, pur essendo esistito anche dopo la Bibbia, è esistito anche prima, seppur in molti non sono in grado di accettarlo e comprenderlo.

Allo stesso modo troviamo infine anche l’ACIDO a fare scempio del Satanismo, il quale si trincera dietro l’effige di Satana per giustificare le sue tendenze violente e la sua rabbia cieca, abbandonandosi così ad atti criminali nel suo nome e facendo del Nobile Culto soltanto uno strumento di ribellione verso quel sistema che tanto disprezza. L’Acidismo è tuttavia una TARA del Satanismo, un prodotto totalmente cristiano e pertanto non andrebbe minimamente preso in considerazione. Tuttavia, per quanto strano, anche nell’Acidismo esiste una aspetto che potrebbe essere compreso dal Culto, ossia quella rabbia sana derivante da un ordine fittizio che l’individuo avverte come distorto. E se l’Acido sapesse invece  gestire in modo più intelligente la propria rabbia e orientare la sua fiamma in favore di una lotta intelligente contro la menzogna e l’ingiustizia del regime yahwehiano, sicuramente potrebbe essere come un Satanista un Guerriero Spirituale. Ma in tal caso, appunto, non sarebbe un Acido, giacché sarebbe andato oltre la rabbia cieca, senza assecondare la facile emozione del momento.



Ognuna delle correnti nate ispirandosi a Satana ha in sé qualcosa di reale e utile alla crescita del Satanista, ognuna di esse ci racconta un aspetto più o meno reale del nostro Culto. Non è dunque nelle mie intenzioni sminuire alcun pensiero, ma credo sia davvero arrivato il momento di smetterla definitivamente di contemplare il Satanismo basandoci soltanto su di una visione viziata dai nostri stessi limiti e di cominciare a considerarlo nella sua interezza, senza sconti e mezze misure.

Dovete assolutamente capire che, buona fede o meno, CREARE MILLE CORRENTI SERVE SOLO A DISORIENTARE E GENERARE CONFUSIONE! Serve soltanto a frammentare il Culto, a diluirlo in mille mezze verità storpiate o comunque incomplete. Dobbiamo smettere di creare sempre nuove forme ed iniziare a ritrovare quell’essenza originale che unisce le coscienze di ogni vero Satanista.

Satana è sempre stato la Compensazione ad ogni mancanza personale, la risposta più o meno estrema ad ogni squilibrio che la società patriarcale delle dottrine Yahvehiane ha apportato. Ma Satana, aldilà di tutte le dimensioni archetipiche che può vestire, (o che gli s’impone di indossare!) è invero un’entità REALE dotata di anima, mente e spirito, esattamente come tutti noi. Non lo si può relegare ad un simbolo, ad una bandiera da alzare per avvalorare le proprie idee, non lo si può modellare a piacimento per adattarlo alle proprie inclinazioni. Il Dio è REALE, ha una personalità, ha una storia e soprattutto ha dei Figli. E chiunque voglia davvero dirsi Satanista allora che ne sia davvero figlio e che sappia averne un contatto diretto autentico e senza filtri.

Ognuno ha preso un pezzo del Dio, lo ha smembrato, ne ha dilaniato le carni per ritagliarsi un abito su misura a secondo delle proprie esigenze, un Satanismo mutilato a proprio uso e consumo, sfornando correnti su correnti, tutte più o meno interessanti ma indubbiamente incomplete. Ognuno ha sentito l’esigenza di creare un Satanismo personale, estirpando dal Culto ciò che per convenienza non accettava. Ma la verità a cui nessun vero Satanista può scampare è che il Culto di Satana è un Culto COMPLETO, un Culto indifferente ai limiti, alla morale e alle paure che affliggono l’individuo. Un Culto che insegna a contemplare sia la Luce che l’Ombra, Eros e Thanatos, compenetrando in maniera armonica Razionalità e Spirito, Carne e Anima, Terreno e Ultraterreno. Credo che dopo secoli e secoli di spaccature e scissioni, sarebbe quanto meno auspicabile che la gente cominciasse a comprendere che IL SATANISMO E’ UNO e che in quanto tale non può essere smembrato solo per assecondare i capricci di coloro che non ne riescono a comprendere la vera Natura.

Ciò che pertanto USI si prefigge èproprio il raccogliere tutti i brandelli del proprio Culto mutilato per poterne finalmente riassemblare il Corpus, Riunendolo in un’opera “isidea” degna di ogni autentico Iniziato al culto misterico più antico della storia.

Ovviamente le mie parole non possono in alcun modo cambiare le singole inclinazioni personali, ognuno di noi ha una sua natura che arriva dove può arrivare e accetta solo ciò che riesce ad accettare. Tuttavia auguro comunque ad ogni vero Erede di Satana di poter ambire ad una visione totale della Via, sapendo prendere il meglio da ogni corrente e discernendo il genuino dalla contaminazione.


E mi auguro anche che un domani ognuno di noi possa arrivare a definirsi non più solo Razionalista, Tradizionalista o Spirituale, bensì semplicemente un… Satanista.

 

 


JENNIFER CREPUSCOLO





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Ultimo aggiornamento Domenica 22 Gennaio 2017 19:02
 
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