LA MEDITAZIONE

 

 

Prima di scrivere questo articolo ho meditato. Ho usato la forma più elementare di meditazione per raccogliere le idee migliori e renderle in forma concentrata attraverso questo scritto. Per un argomento del genere non mi interessava perdermi più di tanto in informazioni generiche che potete già trovare in molti altri scritti più autorevoli, il mio intento voleva essere invece quello di offrire il succo più prezioso di una parte della mia esperienza diretta con tale disciplina. Solo così potevo rendere onore a quello che la meditazione mi ha donato negli anni, provando a restituirgli attraverso la mia testimonianza, parte di quel valore eterno che possiede. In tal modo tale scritto poteva assumere il carattere che mi interessava imprimergli fin dal primo momento, composto principalmente da una parte tecnica ed una pratica, quest’ultima cuore assoluto dell’intero lavoro. Al giusto lettore che ne coglierà una sua personale utilità, dedico il mio sforzo più onesto.

L’istinto nel ricercare la Meditazione nasce nel momento in cui un certo tipo di uomo capisce di essere nato per risvegliare la propria natura divina. Parliamo di una delle tecniche più antiche che permette all’individuo di evolversi in perfetta armonia con le sue parti principali di cui è composto ovvero; Corpo, Mente, Spirito ed Anima. Lo scopo primo (ma anche ultimo prima di accedere a pratiche combinate superiori) consiste nell’armonizzare queste parti solo apparentemente separate, e con una monade finalmente compatta, avanzare fino alle soglie della Scienza magica. Se come già sappiamo la Magia serve a manifestare i poteri dell’anima, la meditazione ne regola i tempi ed i modi, comportandosi nei confronti del potenziale di ognuno di noi come un mediatore naturale ideale. Concentrandoci sulla nostra composizione interiore avverrà la prima messa a fuoco di noi stessi con noi stessi, il primo passo verso la conoscenza pratica di tale disciplina dovrebbe iniziare così; semplice e diretta ma soprattutto essenziale. Non leggete subito qualcosa, affollarvi di suggerimenti esterni vi rallenterà, aspettate di esservi prima connessi con le sensazioni del vostro corpo, parlate ed osservate come si comporta la vostra mente, riunite una prima impressione di cosa potrebbe essere il vostro spirito e isolate i primi respiri derivanti direttamente dalla vostra anima. Cominciate a considerarvi il frutto di quattro porzioni che formano tutte insieme la vostra unica essenza, tutto quello che di più autentico potete rappresentare. State per scomporvi per ricombinarvi sull’asse dell’ordine naturale, tale processo è talmente importante che se fatto come si deve proprio fin dai primi passi, vi posizionerà fin da subito verso la giusta direzione. Da qualche parte la scintilla che risiede dentro di voi vuole essere indirizzata fin da subito e nel modo più graduale e semplice possibile. La legge non scritta della gradualità è forse l’ingrediente più importante dopo quello della predisposizione spirituale al potenziamento individuale. Ho scoperto personalmente una delle prime sensazioni che riguardavano lo stato meditativo quasi per caso, ascoltando fin da piccolo la musica. L’ho dilatata a determinate tecniche specifiche negli anni successivi per approfondire quella sensazione di assenza di pensiero dentro il mio pensiero più profondo. Mi ha arricchito scoprire la moltitudine di porte che ti apre di te stesso, ogni cosa si scompone dal pensiero alla visualizzazione. Si dovrebbe cominciare a meditare quando ci si rende consapevoli dei propri silenzi.

 

La causa dell’infelicità umana è l’incapacità di stare seduti in silenzio da soli” – Paramhansa Yogananda

 

Dalle mie informazioni in merito alla storicità della meditazione non ho alcun dubbio nell’affermare che senza il contributo indoario su un certo territorio oggi non avremmo quella “cultura meditativa” per come la conosciamo attualmente. Le prime forme tecnico/pratiche prendono forma grazie all’eredità coltivata nella valle dell’indo più di 1500 anni fa. La conoscenza di determinate entità viene trasmessa ai primi rappresentati dell’epoca per poi essere custodita e infine trascritta nei testi sacri vedici. La predisposizione genetica di un ceppo ispirato, unito alle caratteristiche del luogo e alle influenze dell’epoca, danno vita a quello che tutt’ora ci si presenta come una delle eredità più preziose lasciate ad ogni vero Satanista Spirituale. Non a caso in lingua sanscrita è Dhyana il termine designato a indicare il significato che porta al mistero della sua applicazione. Dhyana ovvero in quell’ESSERE è racchiuso tutto il senso profondo di quell’atto. La meditazione è il primo strumento pratico per l’accrescimento personale, molti credono che per un individuo veramente recettivo, diventi forse l’arma più totale mai ottenuta. Quale tecnica infatti nasce sia per risvegliarsi che per trasformarsi? solo la Meditazione acutamente assorbita. Con il progressivo allontanamento dalle sue origini più incontaminate, la meditazione ha attraversato ogni fase storica fino ad essere cristallizzata dentro parametri culturali ben delimitati, che ne limitassero in qualche modo il suo tesoro nascosto. Anch’essa è stata strumentalizzata in certi ambiti esoterici, lentamente e senza dare troppo nell’occhio all’ingenuo di turno. La maggior parte delle traduzioni canoniche sui vantaggi derivanti dalla meditazione sembrano aver colto ed essersi fermati solo su alcuni aspetti, stranamente quelli meno impegnativi e facilmente ottenibili anche dal meno dotato di perseveranza, ovvero i benefici su un piano prettamente mentale. Una maggiore creatività, attenzione e consapevolezza, un più alto stato di coscienza ed altre proprietà cognitive, sempre generaliste ed alla portata di tutti. Al praticante medio manca la lettura dinamica della meditazione, la sua sferzata silenziosa che ti mette alla prova prima ancora di cambiarti per sempre. I suoi benefici reali ovviamente non si fermano solo su un piano mentale ma vanno ben al di là puntando fino alla nostra radice più importante. I vantaggi nell’ avere una mente più rilassata o più addestrata a rallentare la sua ansia tramite il respiro e gli occhi chiusi rappresentano la superficie di un lavoro su se stessi, e non servirà per forza scomodare la pratica meditativa per ottenerli. Etimologicamente parlando il termine che deriva dal suo significato è Mederi ovvero curare. Prendersi cura di noi stessi ma non solo con l’ausilio della mente ma con il coinvolgimento unificato di tutte le nostre parti più invisibili, senza escluderne nessuna. La Medita – AZIONE significa anche meditare prima di agire. È un invito a muoversi verso i propri obbiettivi spirituali con chiara lucidità e verso un accrescimento che punti via via ad abbattere ogni nostro timore. L’azione regola la nostra tempra vitale, non esiste strumento umano più completo di un individuo che medita sulla propria esperienza attiva. La vera meditazione è apparente immobilità, il poco dinamismo dei sensi, l’atteggiamento debole/passivo, non appartiene alle influenze nobili di una meditazione pura ma solo alla sua versione banalizzata, responsabile di aver reso l’intero impulso introspettivo un vezzo per neweggiani annoiati.

La Meditazione una volta depurata dai falsi stereotipi rappresenta l’accesso principale al proprio mondo interiore e non un lucchetto sul muro della paura. La si deve affrontare in prima persona spogliandola di tutte le decorazioni moderne che ne hanno sbiadito l’immagine regale. E’ la nostra sola esperienza che ci creiamo per scoprirla nella serenità della nostra intimità, senza intermediari o interferenze, meglio dunque goderci la sua scoperta senza farci sfuggire l’opportunità di vivercela appieno solo per noi stessi. Si medita per vedere anche senza l’ausilio degli occhi. Si medita per sentire con ogni parte del proprio corpo. Si medita per potenziarsi in pura autonomia. Si medita per accedere ad ogni piano della realtà che ci circonda. Si medita con quello che ci troviamo già dentro. Sono innumerevoli le cause che portano a non cogliere tutto il midollo più nutriente a cui la meditazione potrebbe portare. Per chi ci riesce c’è la già citata predisposizione individuale, ma la predisposizione può infrangersi in altre mancanze dissipando tutto quello che di buono poteva raggiungere. A determinare il successo del praticante dotato è il METODO, chiave di volta delle esperienze più indelebili. L’ordine e la gradualità con cui forgia fin dal primo momento il proprio lavoro di sperimentazione, fa la reale differenza che perdura nel tempo. Negli anni ho imparato che Ciò che di affine si vuole riunire prima si deve isolare, lo si scompone singolarmente per conoscerne meglio le proprietà e dopo lo si riunisce alle altre parti che hanno subito da noi lo stesso identico processo di sensibilizzazione delle parti. La Meditazione si appoggia su degli strumenti per mettere in pratica il suo potere trasformante, attraverso di loro manifesta sia i suoi effetti che i suoi benefici. Muovendo i primi passi vi accorgerete della prima grossa differenza che esiste tra la comune concentrazione e la più corposa contemplazione. La Concentrazione rappresenta il segnale del vostro potenziale, serve a impegnare la nostra attenzione in un solo punto, ed è una dote che con il tempo tende ad accrescersi. La contemplazione invece è il frutto di quello che il vostro pensiero genererà in termini di volontà. Serve ad ogni cosa perché il suo raggio di azione è molto più strutturato. La meditazione consideratela pure come la perfetta sintesi di queste due fasi indispensabili.

Il CORPO ha un suo ruolo soprattutto nella preparazione. La sua condizione serve a facilitare il nostro processo di immersione. Il corpo rispecchia quello che siamo prima dentro, è l’estensione bella o brutta di quello che conteniamo, esercitandosi il corpo seguirà i suoi miglioramenti che si stabilizzeranno in una fase di salute durevole. Nella pratica meditativa lo scopo è quello di abbandonare l’idea di avere il vincolo del corpo, ci proiettiamo gradualmente e lui rimane stabilmente adagiato su di una sedia ad aspettare il nostro ritorno. Sulla pelle eruzioni cutanee, pruriti e formicolii sparsi saranno presenti in misura differente a seconda del grado di bioelettricità fisica da cui si parte. Più si medita per esempio sull’energia, e più le vostre cellule biologiche lavoreranno incamerandone sempre di più. E’ normale che la nostra struttura di carne manifesti delle reazioni o non avrebbe senso quello che facciamo in nome di un cambiamento permanente. Non fatevi sormontare dalle preoccupazioni, nella fase iniziale se state facendo le cose come si deve, il corpo manifesterà sicuramente dei segni, ma con il tempo al meccanismo di adattamento subentrerà quello puntuale dell’accrescimento ed ogni malessere corporeo cesserà completamente. La posizione durante i vostri esercizi NON può essere arbitraria, si medita da seduti per un motivo ben preciso, ogni arto insieme ai centri energetici hanno bisogno di ritrovare il loro allineamento naturale che solo un coccige ben piantato, una schiena dritta e braccia e gambe rilassate, possono garantirgli. Il RESPIRO, che assicurando ossigeno ai tessuti del corpo fisico in realtà assicura con il suo flusso anche la salute - su un piano più sottile ed elevato - sia dello Spirito che dell’Anima. Il respiro non si limita dunque a scandire il nostro ritmo vitale organico, ma agisce su ogni nostra componente. La respirazione una volta riunita nei suoi vari compiti diventerà la nostra connessione, quella melodia di accompagnamento che c’è ma non si sente, per iniziare qualsiasi tipo di meditazione. Il centro di comando rimane la MENTE mediatrice ma non finalizzatrice, nel senso che la sua importanza si ferma dove subentra quella delle altre parti, ognuna di loro deve essere utile al suo scopo ma non deve diventare ostacolo dell’altra. Nella gestione della nostra mente la meditazione può fare moltissimo per renderla solo quello per cui è nata. Nella meditazione la mente va educata in modo mirato, in modo che durante i nostri lavori funzioni come un interruttore completamente affidabile. Se concediamo spazio alla nostra mente ella pur di intrattenerci si snaturerà eccedendo in altre complicanze prettamente umane. Ogni componente esiste per portare allo scopo per cui è nata, la mente va disciplinata per il suo bene e non limitata, esiste una bella differenza tra le due cose e alcune fonti hanno giocato molto su questa differenza per portare molte persone dalla parte opposta della verità. Ottenuta una mente completamente sintonizzata sulla vostra volontà ci si potrà aprire alle Visualizzazioni che affonderanno gran parte della loro efficacia e chiarezza proprio sulle fondamenta di una mente ben strutturata e lucida. Dalla mente del praticante passerà ogni cosa immaginabile ed inimmaginabile, sopravvive solo colui che riesce a separare e differenziare, traducendo tutto nella misura delle sue capacità sensibili. Nel momento stesso della contemplazione il nostro cervello abbasserà gradualmente le frequenze del cervello dallo stato “Beta” allo stato “Alpha” indispensabile per trovarsi nella condizione cerebrale ideale. Da lì con la sola parte destra del cervello (potere psichico) e spegnendo la parte sinistra (razionale) si potrà cominciare a lavorare su se stessi.

 

L’approccio più semplice ma determinato darà i più grandi risultati. Una seria costanza farà il resto …

 

Il vostro primo passo verso la pratica dedicatelo a ri sensibilizzare i vostri cinque sensi, non si tratta di meditazione vera e propria ma di un primo approccio elementare per abituarvi a concentrarvi sulle vostre percezioni principali. La vista, l’udito, l’olfatto, il tatto e il gusto, sono conduttori sensibili che se stimolati con una dose di concentrazione maggiore accrescono le loro qualità intrinseche. Basterà sedersi, rilassarsi e focalizzarsi su uno di loro per volta, all’inizio il lavoro è principalmente composto da concentrazione e attesa, tra la concentrazione e l’attesa posizionate il vostro senso prescelto. Esempi: sulla vista osservate un punto e cercate di cogliere più di quello che state osservando. Sull’udito con gli occhi chiusi apritevi ad ogni rumore intorno a voi cercando di cogliere ogni minimo suono vicino e lontano, cercando di arrivare a suoni sempre più distanti da voi. Sugli altri sensi vige sempre lo stesso metodo, l’obbiettivo  è quello di ampliare la loro influenza fino a stimolare il sesto senso normalmente assopito in noi. Se non si riattivano prima tutti i cinque sensi, il sesto non subentrerà come dovrebbe. C’è stato chi lavorando su un senso per volta è riuscito a completare il percorso e ad arrivare al sesto in un certo stato mentale di livello. Non fissatevi delle scadenze, ci sarà chi di voi ci metterà più tempo a completare un solo senso e chi riuscirà in meno tempo, l’importante è avanzare solo quando si è riusciti a trasformare quel senso in un qualcosa di più sensibile. Una volta aguzzata la vista si potrà passare all’udito e così via fino al completamento. Nell’ottenimento dei risultati non ci comportiamo tutti nella stessa maniera, ognuno ha i suoi tempi, l’importante è arrivarci nell'unico modo giusto … quello migliore.

Arrivati a questo punto una volta ottenuta una maggiore conoscenza di tutti i vostri sensi principali, potrete accedere al cuore della pratica basilare. Secondo la mia personale esperienza esistono due principali meditazioni, nate per agire proprio sui due aspetti dell’essere umano; la Meditazione sul Vuoto (per la Mente) e la Meditazione sull’Energia (per l’Anima). Tale suddivisione non è figlia del caso ma è frutto di un’attenta sperimentazione che ho fatto in prima persona prima di poterle considerare come le due tecniche principali da cui poi si sviluppa tutto il resto dell’esperienza meditativa. In giro queste due meditazioni sono già conosciute con gli stessi identici nomi ma a cambiare qui è forse l’ordine ben scandito con cui ho deciso di presentarle. Avendole prima applicate sulla mia persona per alcuni anni, ho successivamente compreso che solamente presentandole con un prima ed un dopo e rifacendomi ad un loro preciso ordine interno avrei definitivamente attivato tutto il loro potenziale. Cercando di ricostruire una loro consequenzialità originaria sono arrivato alla conclusione che la mente deve essere approcciata per prima, nella sua immensa complessità la dobbiamo adattare all’approccio energetico come un muscolo ed esiste solo una tecnica che si concentra nel lavorare sulla dimensione prettamente mentale dell’essere umano. La MEDITAZIONE SUL VUOTO chiamata anche contemplazione primaria sull’assenza del pensiero vigile, si concentra nel rafforzare ed incrementare il controllo dei propri pensieri. Rigenera la mente dallo stress quotidiano e rende maggiormente padroni (quando serve) dei propri pensieri negativi e stati depressivi. E’ un solo esercizio ma dalla potente efficacia se si esegue alla perfezione e se si aumentano di volta in volta i minuti di impiego, fino ad un massimo di trenta. I vantaggi a cui porta la meditazione nel vuoto ve li ritroverete ovviamente anche in lavori di pre trance più impegnativi. Il vuoto meditativo sulla mente prepara il terreno all’efficienza di voi stessi in ogni situazione, si impara a pensare meglio banalmente parlando, ma effettivamente è proprio così. Una mente addestrata a rigenerarsi sul vuoto impara come non cadere alle illusioni delle dinamiche impreviste, accentua tremendamente il potere derivante dalla sua concentrazione, in una parola si resetta. I pensieri che generiamo in continuazione dentro la nostra mente attraverso immagini possono essere i più piacevoli compagni di viaggio così come nostri peggior nemici. Dipende solo da noi, ed ecco perché è così importante tale meditazione mirata. A differenza della meditazione sull’energia, quella nel vuoto non ha particolari varianti nell’esecuzione. La si può fare in un solo modo, a cambiare saranno le situazioni in cui i suoi servigi si potranno sfruttare per i propri scopi personali.

 

Sedetevi comodamente su una sedia in modo eretto e con tutti gli arti rilassati cominciate ad aspettare che uno stato di tranquillità sempre crescente si impossessi gradualmente di voi. A questo punto chiudete gli occhi e concentratevi sulla respirazione, avvertitela mentre rallenta sempre di più, per qualche momento deve esistere solo lei che alza ed abbassa il vostro diaframma, si gonfia e si assottiglia, si gonfia e si assottiglia. Appena avvertite che la vostra respirazione rallentata si è trasformata da semplice rumore a suono, riaprite gli occhi e fissate un punto della stanza che vedete in modo chiaro e limpido, che sia la fiamma di una candela o i contorni di un oggetto o di un quadro, studiatene l’aspetto, la forma e ad un certo punto annullate tutto il resto intorno. Ripetete nella vostra mente QUI E ORA. Fatelo e sforzatevi di concentrare tutti i vostri pensieri su quell’unica frase. Non esiste altro, non dovette pensare a nulla se non a quella concezione di assenza di tutti gli altri pensieri. Deve esistere e persistere soltanto quella sensazione di assenza di pensiero. Ad un certo punto fisserete così intensamente quell’unico punto da crearvi l’impressione che si sia creata una leggera nebbiolina intorno al punto da osservare. Questo vi porterà ad un vuoto, che dovrete cercare di mantenere il più a lungo possibile e che vi darà i benefici principali a cui è legata questa meditazione. Alla fine della seduta non alzatevi subito, aspettate qualche minuti, riflettete e riordinate le sensazioni che avete registrato, dopo rialzatevi pure e riprendete i vostri ritmi motori normali.

 

“Se non controlli la tua mente, lo farà qualcun altro” – Krishna Dharma

 

La principale tecnica che punta invece a lavorare sull’accrescimento del potere animico viene denominata MEDITAZIONE SULL’ENERGIA. E’ l’esercizio base sulla capacità di visualizzare, sentire e gestire l’energia ambientale e corporea. Meccanismo vitale per imparare ad assorbire dal respiro l’energia necessaria a rafforzare la propria anima partendo dalla propria aura.

 

Sedetevi comodamente su una sedia in modo eretto e con tutti gli arti rilassati cominciate ad aspettare ad occhi chiusi, che uno stato di tranquillità sempre crescente si impossessi gradualmente di tutto il vostro corpo. Quando vi trovate nella condizione di sentire soltanto il rumore ed il movimento della vostra respirazione, provate ad ogni inspirazione ad assorbire come una spugna dell’aria che sentirete entrare dalle vostre narici. Quell’aria è dell’energia che entra come un flusso silenzioso dentro di voi, in ogni parte del vostro corpo. Avvertitela calda o fredda, inizialmente concentratevi nel sentirla. Non sarà solo il naso ad incanalare dell’energia ma ogni centimetro della vostra pelle, ogni vostra parte inspirerà come un unico e grande organo. L’espirazione non esiste, per voi in questo esercizio esiste solo il momento in cui prendete dell’energia a forma d’aria. Vi concentrerete quando entrerà e distoglierete l’attenzione nella fase di espirazione. In questo modo uscirà solo dell’aria ma l’energia invece rimarrà dentro di voi. Fatelo per pochi minuti e dopo aumentate gradualmente il numero delle vostre inspirazioni. Di seduta in seduta, diventerete sempre più esperti e potrete (per esempio) provare ad aggiungere la visualizzazione al vostro esercizio immaginando nella vostra mente, quest’aria di un bianco splendente che entra di voi. Alla fine della seduta non alzatevi subito, aspettate qualche minuti, riflettete e riordinate le sensazioni che avete registrato, dopo rialzatevi pure e riprendete i vostri ritmi motori normali.

 

I benefici della meditazione sull’energia sono veramente molteplici, fin da subito sia il corpo che le altre componenti astrali reagiranno all’esercizio sovraccaricandosi. Quello che dovete fare è dosare l’energia assorbendone il giusto e aumentando gradatamente man mano che il vostro adattamento prende piede dentro di voi. Il meccanismo della respirazione (IN spirazione dentro aria – ES pirazione fuori l’aria) può essere gestito in diversi modi una volta capito come si comporta l’aria energetica. L’energia che facciamo entrare può limitarsi ad accumularsi come una batteria e a rigenerare automaticamente alcune componenti fisiche. Ma ad alti livelli di intensità non è consigliabile tenersela tutta dentro, andrebbe invece ridistribuita e fatta circolare. L’’energia che concentrerete può essere programmata e diretta verso aree specifiche e per scopi specifici che voi stessi gli darete. In base al colore con cui deciderete di visualizzarla potrà avere determinate proprietà creatrici, guaritrici o distruttive. L’energia che prenderete intorno e fuori da voi è potenzialmente infinita, ma attenzione questo non vuol dire che sia anche tutta pura e benefica. L’energia ambientale è potenzialmente neutra e trasformabile ma non ne esiste di un solo tipo. Non assorbite mai energia a caso, le uniche emanazioni energetiche che potete assorbire nella loro forma originale ed in spazi aperti sono quelle derivanti dalla luna, dal sole o dalle stelle. Ogni altra forma di energia va regolata da voi stessi prima di essere assorbita in sicurezza.

 

Come il corpo ha bisogno del cibo per reggersi in piedi, così l’anima ha bisogno di inalare dell’energia per nutrirsi. Ecco quanto è importante la meditazione per un qualsiasi essere umano.

 

Arriverà un preciso momento in cui l’esperienza che l’energia ha fatto su di voi vi chiederà quel qualcosa in più per cominciare davvero a fare sul serio. Se rinuncerete a tal passaggio, sarà come gettare via tutto l’impegno insieme ad i risultati che fino ad ora avete raggiunto. Il gradino in più sarà rappresentato dalla capacità intrinseca che l’energia possiede per eliminare eventuali blocchi e permettervi di far fluire ogni cosa verso la sua ascesa. Una volta diventati esperti nel gestire e dirigere la vostra energia usatela per voi stessi, sfruttatela in modo che il suo scopo possa mostrarvi finalmente il suo utilizzo più alto. Ogni iniziato della storia è passato da questo preciso momento e una volta oltrepassato il confine non è più stato lo stesso. Per permettere all’energia di mostrarvi il suo utilizzo più prezioso dovrete ovviamente arrivare ad un grado di intensità energetica molto elevato ma capirete da soli quando sarà arrivato il momento di agire. Con in mano la formula fissa raccoglimento - applicazione - evento vi troverete con tutti i requisiti fondamentali per focalizzarvi sulla vostra anatomia occulta e puntando ai vostri centri energetici comincerete a pompare energia programmato dal basso verso l’alto. Dall’osso sacro salirete fermandovi ad ogni Chakra principale. Ogni centro si illuminerà fino a farvi sentire il suo formicolio a quel punto passerete all’altro. Qualsiasi cosa deciderete di ripulire, sbloccare, purificare o attivare con l’ausilio dell’energia deve essere fatto nel modo migliore, curate ogni dettaglio in modo da azzerare ogni imprevisto e farvi ottenere nel modo più sicuro il risultato finale. L’anima avrà raggiunto il suo massimo respiro nel momento in cui il potere sprigionato dalla Kundalini risvegliata avrà trovato la sua strada per ascendere definitivamente. Ai pochi predestinati che riusciranno ad arrivare a tale stadio, non mi resta che congratularmi con loro informandoli che si trovano ufficialmente nella prima fase alchemica di trasformazione denominata Nigredo. Tutto quello che avete attraversato per arrivare a tale stadio è il sunto del suo significato simbolico, ben tradotto dall’interpretazione psicologica che vede in questa fase la combustione di vari elementi che faranno poi da ponte alla fase Albedo, passando alla Citrinitas e infine realizzandosi definitivamente nello stadio Rubedo, dimora dello Spirito ritrovato. I passaggi che ho appena tracciato sono grosso modo il sunto che troverete sotto forma di simbologia che porta al concetto ermetico di Grande Opera o Magnum Opus. Dai Chakra allo stadio Rubedo è tutto un lungo viaggio di metamorfosi sempre crescenti che sembrano raggiungere il loro massimo grado di pericolo per poi farvi avanzare ancora intatti. Con molta probabilità già dalla fase Nigredo in poi esisterà un altro Voi parallelo che pochi conosceranno, gli altri si limiteranno a notare un cambiamento nel modo di vivere ma non andranno molto a fondo alla cosa. Il vero ed il forte di quello che avete provato sulla vostra pelle strada facendo rimarrà solo dentro di voi.

MEDITAZIONI PERSONALIZZATE: Dopo aver penetrato parte del mistero racchiuso dall’esercizio della meditazione potrete cominciare ad esercitare la stessa consapevolezza che vi siete guadagnati sul campo per compiti specifici o esperimenti individuali. Adattate il tutto alle vostre inclinazioni, intuizioni e sensazioni. Le scoperte più approfondite su voi stessi nasceranno molto probabilmente da qui in poi e spetterà solo a voi l’uso che delle stesse vorrete fare. La meditazione è un applicativo funzionale ai vostri lavori personali, tutto può essere applicato ad una tecnica che vuole solo essere strutturata dai vostri obbiettivi. Potrete decidere di affiancare la meditazione con lo Yoga, con i Canti Vibrazionali o con il Trance per le proiezioni astrali. Ogni disciplina interconnessa con la meditazione ha il suo scopo ed ogni cosa che decidiamo di abbinare ai nostri esercizi porta con se il potere di amplificare i suoi effetti. Nella personalizzazione nascono nuovi programmi, e nuove forme di meditazione alternative - mi viene in mente la Meditazione runica - la rielaborazione fa parte del nostro modo di dimostrare gli effetti che quella particolare disciplina ha avuto su di noi. L’importante è limitarsi a riadattare sempre elementi affini tra di loro o non avrebbe senso provare a proporre nuove forme di meditazioni rivedute e corrette. La meditazione è stata in qualche modo personalizzata fin dall’antichità, mi vengono in mente gli egizi che credevano fermamente in una forma specifica di Meditazione sul Ba e Ka dell’anima considerata molto potente. Non tutti potevano avventurarsi nella sua pratica, solo gli adepti giunti ad un certo livello di preparazione. Successivamente le meditazioni che puntavano ad isolare l’anima o lo Spirito per specifici lavori individuali sono diventate vere e proprie prove iniziatiche riassorbite dalle prime Società Occulte formatesi nei secoli successivi al periodo egizio. Alcune personalizzazioni avendo dimostrato un certo potenziale sono state tramandate perché contenevano effettivamente un forte potere nella loro esecuzione, tanto da riconoscerne una loro utilità universalmente accettata anche da molti altri praticanti. Altra forma di applicazione di cui la sua personalizzazione si perde nella notte dei tempi è sicuramente la Meditazione sugli Elementi. Anche qui parliamo di una tecnica semi avanzata molto potente, che può essere approcciata dopo aver ottenuto una certa base di preparazione imprescindibile. Credo che ormai la si possa considerare come parte integrante di un qualsiasi programma di potenziamento spirituale, un percorso senza un lavoro avanzato di rapporto sugli elementi, è difficile concepirlo. Meditazione sull’elemento Aria, Meditazione sull’elemento Acqua, Meditazione sull’elemento Terra, Meditazione sull’elemento Fuoco. Ogni elemento isolato dagli altri spigiona un potere amplificato atto a farsi conoscere prima di concederci i propri segreti. L’insegnamento di fondo è sempre lo stesso; La meditazione deve scomporre ogni cosa prima di riunificarla definitivamente dentro la sapienza più indelebile.

Sono sempre più numerosi gli studi sul fronte scientifico che dimostrano come la meditazione ha un REALE riscontro anche nei parametri strettamente dimostrativi. Uno di questi tra i tanti pubblicati, ci dice che chi medita regolarmente incrementa notevolmente la produzione di un particolare neurotrasmettitore chiamato Acido Gamma Amino Butirrico. Questa sostanza regola il sistema nervoso centrale e svolge un ruolo particolarmente importante per ristabilizzare i disturbi dell’umore. Ulteriori ricerche dimostrano che ansia, tensione, insonnia e a livelli più gravi epilessia siano tutte conseguenze dovute ad una inadeguata produzione di Gaba da parte del nostro cervello. Uno studio condotto alla Yale University – una delle più prestigiose università degli Stati Uniti – ha rivelato che chi soffre di attacchi di panico ha un livello di GABA il 22% (circa) inferiore rispetto a chi non soffre di questo disturbo. Tutti coloro che soffrono di dipendenza, inclusa dipendenza da alcol, droga, tabacco, caffeina, cibo e persino shopping, hanno questo fattore in comune: un basso livello di Gaba. A questo punto è chiaro perchè il fattore Gaba è così importante. La meditazione porta anche ad un considerevole aumento dei livelli dell’ormone Dhea (Deidroepiandrosterone). Oggi sappiamo che un basso livello di questo ormone è associato al rischio di infarto, diabete, cancro, osteoporosi, artrite reumatoide, obesità e fatica cronica. Al contrario, alti livelli di Dhea aumentano la memoria, alleviano la depressione e migliorano considerevolmente il senso di benessere fisico e psicologico. Inoltre, forniscono un forte supporto al nostro sistema immunitario, tanto da convincere molti scienziati che un’ insufficiente produzione di Dhea può contribuire al collasso del sistema immunitario in età avanzata. La Melatonina è un ormone sintetizzato dalla ghiandola pineale del cervello a partire da un amminoacido chiamato triptofano. La funzione della melatonina è quella di regolare il ciclo sonno-veglia e i suoi livelli registrano un picco nelle ore notturne. Ricerche hanno dimostrato che è anche un potente antiossidante che previene l’invecchiamento cellulare. Purtroppo, lo stress riduce significativamente i livelli di melatonina nel sangue. La buona notizia è che chi pratica la meditazione è capace di mantenere livelli ottimali di melatonina, ritornando in equilibrio e riducendo di conseguenza il livello di stress. Come risultato, chi pratica la meditazione dorme di più e meglio e si sveglia ogni mattina sentendosi più riposato. La Meditazione aumenta anche la produzione di Serotonina nel nostro Cervello. La serotonina è uno dei principali neurotrasmettitori ed ha una forte influenza sul nostro umore e il nostro comportamento. Non a caso è anche conosciuta come ‘ormone della felicità’. Bassi livelli di serotonina sono direttamente collegabili a mal di testa, emicrania, depressione, obesità, insonnia, narcolessia (eccessiva sonnolenza diurna), apnea durante il sonno, sindrome premestruale, fibromialgia.

 

L’azione del meditare crea degli anticorpi nel sangue …

 

Le Endorfine sono dei neurotrasmettitori che il nostro corpo utilizza per ridurre la sensazione di dolore e che sono anche responsabili del senso di serenità o pienezza che ci capita di provare. Si ritiene anche che le endorfine riducano la pressione sanguigna e che rappresentino un valido aiuto nella lotta contro il cancro. I corridori conoscono bene le endorfine, in quanto queste vengono rilasciate soprattutto durante allenamenti aerobici di intensità moderata o alta. Le endorfine portano anche a quello che viene chiamato ‘runner’s high’ lo stato fisico in cui un corridore continua la sua corsa nonostante il dolore, riuscendo perfino a superare quello che prima era considerato il suo limite. La meditazione può aiutarti a modificare le sensazioni che proviamo grazie alla produzione di endorfina che stimola. Una meditazione profonda incrementa anche i livelli di HGH, l’Ormone della Crescita che il tuo corpo già produce naturalmente. Questo ormone stimola la crescita durante l’infanzia e protegge i tessuti e gli organi durante tutto l’arco della tua vita. L’ormone della crescita viene prodotto dalla ghiandola pituitaria, una ghiandola endocrina che si trova alla base del tuo cranio. A partire dai quarant’anni circa la quantità di HGH che questa ghiandola produce incomincia a diminuire, ed è questa diminuzione a causare la fragilità corporea legata all’invecchiamento. La densità ossea diminuisce così come la massa muscolare, mentre la percentuale di grasso corporeo aumenta. Il cuore si indebolisce e non riusciamo più ad esercitarci come prima. Sperimentiamo anche un umore peggiore e mancanza di motivazione. Questo è il motivo per cui molta gente oggigiorno spende considerevoli somme di denaro per assumere HGH: è un ormone fondamentale per la nostra salute e il nostro benessere. Ma ancora una volta una pratica meditativa quotidiana può aiutarti a raggiungere gli stessi benefici (se non addirittura maggiori) ad un costo inferiore sia per il tuo corpo che per le tue tasche. Il Cortisolo è un ormone nocivo per il nostro organismo. Alti livelli di cortisolo specialmente per un periodo prolungato, accelerano l’invecchiamento cellulare. Studi dimostrano che alti livelli di cortisolo possono causare diminuzione della densità ossea e dei tessuti muscolari oltre che un aumento della pressione sanguigna e del grasso addominale (legato quest’ultimo a molti più problemi di salute rispetto al grasso che si deposita in altre parti del corpo). Un alto livello di cortisolo può anche causare danni alla funzione tiroidea, indebolimento delle funzioni cognitive, squilibrio nei livelli di zuccheri come l’iperglicemia, decremento delle difese immunitarie e risposte infiammatorie nei tessuti. Inoltre può portare ad un aumento del livello di colesterolo ‘cattivo’ (LDL) ed a una diminuzione di colesterolo ‘buono’ (HDL). La meditazione aiuterà a ridurre i livelli di cortisolo nel sangue e a prevenire i tanti problemi che può causare al tuo organismo.

 

La Cultura dell’anima non germoglia, se non si va molto a fondo” – Protagora.

 

I riscontri scientifici possono essere  una preziosa risorsa ad un possibile scetticismo iniziale che si può avere nei confronti della meditazione generalmente concepita, ma se vediamo la cosa da un’altra prospettiva non possiamo fare a meno di notare come certe ricerche si trovino ancora all’anno zero nel conoscere e riconoscere tutto il potenziale insito nell’operatività meditativa. La stabilizzazione dei vari ormoni sopra citati è solo una delle fasi iniziali, che tra l’altro prendono forma spontaneamente dentro di noi. Mutano e si stabilizzano naturalmente, almeno fino ad un certo punto senza nemmeno l’applicazione della nostra stessa coscienza. E’ casomai nella sfera dei risultati consapevoli che bisognerebbe informare la Scienza fino a renderla appena aggiornata, ma parliamo di un mondo che contiene troppi elementi per permettere dopo alle fondamenta stesse della scienza odierna, di rimanere ancora in piedi. La medicina e la psicologia sembrano le due branchie sempre meno indifferenti agli effetti che la meditazione contiene sulla guarigione umana. Creano dei piccoli passi in avanti ogni dieci anni circa, ma sembrano fermarsi sempre ad un passo dallo stravolgimento istituzionale, che rimetterebbe forse troppe cose in discussione. Non ci resta che sperare in un graduale reintegro della Scienza naturale in modo da permettere a quella attuale di ricostruirsi sui giusti presupposti.

La scoperta della meditazione è un punto di partenza e non di arrivo, parliamo solo di una tecnica base a cui poi vanno applicati altri elementi necessari per renderla definitivamente VIVA. Non fatela morire in un approccio mediocre figlio della pigrizia. Ne ho visti troppi vagare a vuoto senza raggiungere nessun risultato, addormentarsi lentamente in una lettura superficiale di tale disciplina. Siate bellicosi fino a vincere definitivamente su voi stessi. La meditazione nasce per aprire le uniche porte di noi stessi che nessun’altro ha. Il nostro posto nel mondo una volta avviata la nostra trasformazione spirituale sarà sempre meno percepibile all’occhio mondano ma anche molto più incisivo con altri mezzi meno visibili. Decidete con il tempo che forma dare alle vostre consapevolezze, fino a che punto svelare e dove aspettare un segno per tacere. Non c’è una regola fissa su come esteriorizzare il proprio sapere, ho visto individui che ad un certo grado hanno deciso di fermarsi, vivendo di quello che avevano carpito per aiutare gli altri, ed altri che hanno deciso di avanzare a costo di perdere ogni contatto con la realtà circostante. Sono scelte, sempre diverse come le personalità che esistono, quindi da rispettare. Si può meditare tutta la vita ma in modo diverso, è l’abitudine che non bisogna mai perdere. Quell’intimo contatto che noi modelleremo sulla nostra quotidianità. La cosa importante è non creare programmi di mantenimento eterni, il programma di mantenimento serve fino ad un certo punto nel percorso, dopo subentra uno stato superiore diverso che non dipende più dal rischio di perdere certi benefici basilari, molte cose diventano semplicemente parte di noi. Cambiano frequenza, si stabilizzano e si accrescono ad un altro livello conoscitivo. Affidatevi ad un programma di mantenimento dinamico e con una precisa scadenza che scoprirete nel momento giusto, composto rigorosamente solo da voi stessi, esso vi accompagnerà sicuramente solo fin dove serve.

Per un Satanista esercitare la meditazione dovrebbe diventare la cosa più familiare dopo camminare, correre o saltare. Il suo campo di esplorazione imprescindibile, senza quello come si potrebbe parlare di un vero percorso? Non si potrebbe affatto. Le trame più significative vengono prodotte dalla sperimentazione alla meditazione in poi, e diventano il marchio distintivo dell'unico Satanismo degno di tale nome. Ogni alta comunicazione con i demoni e Satana ha bisogno di quell’idoneità astrale che solo la tecnica meditativa può garantirci, chi sa di cosa parlo sa anche che senza certi presupposti non si dovrebbe nemmeno iniziare a parlare di vero Satanismo, è troppo importante l’autenticità che ci garantiamo con la meditazione, nella sua pratica apparente può durare solo qualche vita ma nella sua importanza spirituale andrà ben oltre questa nostra esistenza. Una certa consapevolezza meditativa serve al satanista anche per scoprire perché la morte non va temuta, ma al massimo esplorata al fine di permetterci di orientarci prima che avvenga la nostra dipartita fisica. Può essere un test molto importante misurare il nostro timore di morire, perché indirettamente stiamo misurando anche il nostro livello di esperienza con la meditazione stessa. Sul piano astrale la meditazione o il trance ci lasciano e ci rivengono a prendere, ma una volta lì siamo solo noi con il nostro destino a giocarci tutto. Ciò che facciamo per mesi e per anni meditando serve soprattutto per ritrovarci dall’altro lato della realtà in modo totalmente consapevole, lavorando da guerrieri invisibili. Una volta ottenuta una certa emancipazione metafisica il tassello successivo dovrebbe essere quello di integrare la meditazione con la Scienza Magica. Il potere della vostra anima, una certa sensibilità meditativa e la magia devono diventare una grande ed unica liturgia. All’interno della magia la meditazione si mimetizzerà insieme a voi e diventerà mentalmente una via di mezzo tra la veglia e la contemplazione. Ogni cerimonia che effettuerete ha adesso la sua spina dorsale più importante chiamata PREPARAZIONE. Ognuno di noi che ha fatto un certo percorso, deve alla meditazione l’ottanta per cento circa delle conoscenze più importanti che ha ottenuto personalmente. Ogni elaborazione ideologica ed ogni sapere che fissiamo nell’albo dei tempi grazie a lei non sarebbero stati gli stessi senza la madre di tutte le tecniche spirituali, sempre fedele a se stessa che si trasforma insieme a noi pur non cambiando mai. Non conosco due satanisti che meditano nella stessa identica maniera, conosco invece satanisti che meditano cambiando il come ma ritrovandosi nel perché, la personalità ci porterà a modellare il nostro rapporto con la meditazione diversificandoci ma le esperienze comuni bene o male saranno quelle. Detto in soldoni, la meditazione non vi renderà tutti uguali ma al massimo variegati dalla stessa sorgente Spirituale. L’importante è instaurare un PROPRIO rapporto con lo stato meditativo, un intimo rifugio da tutto quello che cercherà di deviarci durante il nostro cammino. Chiudete le palpebre e fate un bel respiro, ricordatevi chi siete e da quale Dio provenite.

La meditazione senza quel forte desiderio di evolverci non avrebbe senso di esistere. E’ la sua ambizione latente che la rende ancora attuale, la stessa che ci irradia quella determinazione un po’ incosciente ma sempre ben ripagata dal tempo. Se non avete voglia di attraversare l’intero viaggio insieme a lei, rinunciate adesso invece di abbandonarla a metà. Le sue visioni e le sue consapevolezze appartengono solo ai più audaci di spirito. Chi l’ha sottovalutata o fraintesa è impazzito tra le sue mani o ha pagato con la vita la sua mancanza di rispetto, meglio essere onesti fin da subito e sperare che la meditazione diventando invisibile ci accetti definitivamente e ci porti semplicemente OLTRE. Il mio consiglio prima di chiudere è quello di prendere la traccia pratica da me indicata attraverso questo articolo come una mappa di riferimento iniziale. Quello che manca non potevate trovarlo qui perché va da voi costruito successivamente nella riservatezza del vostro percorso personale unico ed inimitabile. Mi prendo pieno carico delle informazioni basilari trasmesse che ritengo assolutamente valide e giuste e della loro efficacia ma non dei loro effetti molteplici che potrebbero degenerare in risvolti negativi per la persona che si troverà ad affrontarli. Credo sia giusto che ognuno si assuma le proprie responsabilità come ho cercato di fare anche io nel pieno delle mie buone intenzioni.

Tu che adesso mi stai leggendo ricorda; il destino dei risultati della tua meditazione parte e finisce con te. Solo tu puoi sapere se ciò che stai attuando attraverso la contemplazione più sensibile funziona davvero. Uno dei motivi per cui non ha senso cercare dei maestri per imparare a meditare o cercare di insegnare la meditazione, risiede appunto nella consapevolezza che chiunque sia l’insegnante che dall’esterno cerca di guidarti a tale argomento, non sarà mai dentro di te per dirti se stai facendo bene o male. Non potrà vedere o sentire quello che solo tu potrai capire. Dove si fermerà lui, ti fermerai tu. La meditazione potrà fiorire veramente o fallire soltanto con te stesso. Dentro di te ci sei solo TU.

 

 

Mandy Lord

Anno MMXIX

 

 

 

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