I CHAKRA

 

 


Il termine chakra deriva dal sanscrito e significa "ruota di luce". Nell'essere umano i chakra principali sono sette, ma ovviamente ve ne sono molti altri secondari, di minore entità, che percorrono tutto il nostro corpo. Secondo qualcuno anche gli animali sarebbero dotati di chakra, ma purtroppo ciò è destinato a restare solo una congettura dato che attualmente la scienza ufficiale non ha dimostrato l'esistenza di questi centri energetici e pertanto ciò che sappiamo nasce prettamente dall'esperienza personale, cosa che gli animali non possono certo raccontarci. I chakra hanno una forma ad imbuto, sono come dei piccoli vortici, dei piccoli buchi neri che mettono in comunicazione anima e corpo, il corpo astrale e quello fisico. Essi hanno ognuno una loro frequenza vibratoria che influenza direttamente i nostri differenti aspetti fisici, caratteriali e spirituali. Vedremo, infatti, come i chakra condizionino non solo le nostre capacità psichiche, ma anche la nostra stessa personalità, inoltre, come già accennato, i chakra influenzano anche il nostro corpo fisico e ognuno di essi governa su diversi organi e ghiandole. Se un chakra risulta dunque chiuso o meno attivo di un altro, non solo ne risentirà lo spirito e il carattere, ma anche la salute del suo corrispettivo apparato. Proprio per questo i guaritori spirituali, attraverso discipline come il reiki o la cristalloterapia, vanno a lavorare sull'energia dei chakra. 

 

Satana e gli Dei Originali hanno, infatti, trasmesso all'uomo, arti come la Meditazione, le arti marziali e lo Yoga proprio per attivare ed allenare questi centri di potere. La Meditazione in particolare serve ad attivare e potenziare i chakra nella loro componente animica, mentre lo Yoga, che per l'appunto in sanscrito significa "unione", serve a ripristinare e rafforzare il legame fra corpo astrale e corpo fisico. Soltanto, infatti, unendo la nostra parte spirituale a quella terrena, potremmo vivere al meglio la nostra esperienza di anime incarnate e a garantire questa perfetta unione sono appunto i chakra. Essi sono composti della stessa essenza primordiale che collega tutte le cose, sono pura energia generata dall'Akasha e pertanto possono assolutamente considerati la nostra "stilla di essenza divina". Ognuno di voi che è pratico nella Meditazione, saprà certo che l'anima, come il corpo, necessita di nutrirsi e respirare e i chakra sono di fatti come "le sue bocche ed i suoi nasi". Questa buffa similitudine è per dire semplicemente che i chakra sono i pori dell'anima. Più essi sono forti, più il corpo astrale è forte, più il corpo fisico è forte. Essi sono direttamente proporzionali fra loro.



Il Corpo aurico

Ma come possiamo potenziare i nostri chakra? Beh come prima cosa dobbiamo capire quali sono i nostri centri energetici più deboli e quali invece quelli più forti. Per comprenderlo basterà analizzare meglio le nostre qualità e le nostre carenze, sia a livello psichico, sia fisico, sia spirituale. Solo allora potremmo andare a lavorare su quei particolari chakra, caricandoli di energia e sbloccandoli definitivamente. Per farlo basterà nutrirli di energia, magari utilizzando la frequenza vibratoria del colore a cui essi sono associati. Una volta che i chakra saranno aperti non bisognerà mai adagiarsi sugli allori poiché come i muscoli hanno bisogno di allenamento per non riatrofizzarsi. I chakra possono essere alimentati con energia universale, ovvero quella presente nell'Universo, nella natura, nell'ambiente (detta anche energia macrocosmica) e con energia emozionale, ovvero quella prodotta dagli esseri viventi, attraverso appunto le emozioni (anche chiamata energia microcosmica). Ebbene, vi siete mai chiesti ad esempio cosa sia concretamente l'aura? Essa, per chi fosse proprio profano in materia, è quell'alone luminoso e colorato che avvolge il corpo fisico e che solo poche persone molto sensibili riescono a visualizzare a occhio nudo opiù semplicemente attraverso apparecchiature specifiche come la macchina fotografica Kirlian.


Ma l'aura di per sé non è energia indipendente, essa è in realtà solo la proiezione esterna della nostra energia interiore, una sua visibile emanazione. Quindi vi siete mai chiesti a cosa sia dovuto il colore dell'aura? È presto detto, essa è direttamente proporzionale alla rotazione dei chakra. Se voi vi trovaste ad osservare l'aura di qualcuno notereste che essa si divide in due strati principali: il primo, quello più sottile e adiacente al corpo e il secondo più ampio ed esterno. Ebbene il primo strato prende il nome di corpo lucente (o anche detto corpo aurico fisico), mentre il secondo più ampio è quello che possiamo definire l'aura vera e propria (o detto corpo aurico eterico). Bene, se l'aura vera e propria muta il suo colore lentamente a seconda della propria evoluzione o devoluzione spirituale, il corpo lucente varia invece rapidamente a seconda delle nostre emozioni e stati fisici. Come vi dicevo prima, infatti, i chakra sono condizionati dall'energia universale macrocosmica, che è letteralmente quella con cui andiamo a lavorare durante la meditazione e dall'energia emozionale microcosmica, che è quella prodotta dai noi stessi esseri umani attraverso emozioni e sentimenti. Ebbene l'energia macrocosmica sarà quella che andrà a determinare il colore dell'aura, mentre l'energia microcosmica condizionerà il corpo lucente. Facciamo un esempio, se osservando l'aura di una persona notassimo il suo corpo lucente verde e la sua aura blu, capiremmo che in quel momento il soggetto è sereno e tranquillo poiché il suo umore è legato al chakra del cuore (che è appunto verde) e che a livello evolutivo è in una fase profonda di studio e comprensione (dato che l'energia aurica ci riconduce al quinto chakra di colore blu).
Quindi, ricapitolando, se un chakra è carico di energia emozionale più di un altro, determinerà il colore del corpo lucente, mentre se un chakra è carico di energia universale più di un altro, determinerà il colore dell'aura stessa. Osservando dunque l'intero corpo aurico potremmo dunque intuire l'umore di una persona, la sua fase evolutiva, il temperamento e persino la sua salute fisica. Gli animali ad esempio, non possono vedere l'aura, ma percepiscono il corpo lucente intuendo così sempre di che umore siamo. Solitamente chi ha un corpo lucente sul verde ha molto feeling con gli animali, chi ce l'ha tra il blu e il viola avrà maggior successo nel farsi obbedire, mentre chi ce l'ha sul rosso potrebbe renderli diffidenti.

 

 

 

 

 

Sette Chakra Principali


Come abbiamo detto, i chakra sono i centri energetici dell'anima umana, l'essenza pulsante che è intrinseca in tutte le cose e pertanto che ci unisce al tutto. Essi sono i pori dell'anima e il loro compito primario è quello di mediare qualsiasi energia che entri, dimori e fuoriesca dal nostro corpo. Ma ora andiamo ad analizzare ogni chakra nei suoi singoli dettagli e le sue caratteristiche.


PRIMO CHAKRA

Il chakra di base è chiamato in lingua sanscrita "Muladhara", è situato alla base della spina dorsale fra l'osso sacro e il coccige. Il suo colore è il rosso e per lavorarci dovrete dunque usare tale frequenza.

 

Essenza Archetipa: questo è un chakra particolare, ambivalente oserei dire. Esso è infatti considerato la sede degli istinti terreni, è il chakra che regola i meccanismo di sopravvivenza e pertanto viene subito associato alla materia, alla terra, al visibile. Tuttavia Muladhara è anche la sede del serpente Kundalini, è il centro dell'energia più primitiva e questo lo rende letteralmente sospeso fra terra e cielo, anima e corpo, visibile ed invisibile. Può essere interpretato come il chakra più distante e diverso da quello della corona, ma allo stesso tempo anche il più vicino, il più simile. Sono infatti dell'idea che rappresentare i chakri lungo un'asse, uno sopra l'altro, sia quasi riduttivo in quanto la loro essenza e il loro corretto susseguirsi sarebbe maggiormente comprensibile se essi fossero rappresentati non su un'asse, ma su di una circonferenza. In tal caso infatti, il primo chakra e il settimo, sarebbero l'uno accanto all'altro.

Muladhara nello spirito: questo chakra, come abbiamo detto, governa gli istinti umani, è il nostro chakra animale, il più oscuro e primordiale. Lavorare su Muladhara può aiutarci ad acquisire sicurezza in noi stessi, voglia di vivere, energia vitale ed audacia. Squilibri energetici di questo chakra possono condurre all'iperattività o alla pigrizia, all'eccessiva sete di potere o alla scarsa ambizione, all'aggressività o alla sottomissione. Questo dipende sempre dal tipo di squilibrio, se causato da un eccessivo accumulo di energia nel chakra o se viceversa ve n'è completa assenza, creando un blocco, una chiusura. Se ad esempio conosceste una persona particolarmente aggressiva, ciò indicherebbe un accumulo di energia eccessivo in Muladhara, mentre se invece conosceste un soggetto molto pauroso potrebbe significare che ha il primo chakra bloccato.

Muladhara nel fisico:questo chakra governa il sistema immunitario, l'apparato muscolare e quello osseo. È il chakra della forza fisica, della resistenza, della solidità terrena. Le persone attive, atletiche e in salute hanno un Muladhara in equilibrio, mentre persone per natura troppo cagionevoli, hanno questo chakra soggetto a squilibri.


SECONDO CHAKRA

Esso è chiamato in sanscrito "svadhistana", è situato lungo la spina dorsale all'altezza dell'inguine, fra i genitali e l'ombelico. Il colore con cui andare a lavorarci è l'arancione.

Essenza Archetipica: Svadhistana è il chakra emozionale, in questa fase la Kundalini che avanza di chakra in chakra, passa dall'uomo istintivo animale, all'uomo che scopre la sfera delle emozioni, l'uomo che ascolta la sua parte istintiva e animica, impara adesso a dargli una forma attraverso l'arte e la passione. Se Muladhara è l'uomo che affronta per la prima volta il nobile oscuro caos primordiale, Svadhistana è l'uomo che attingendo da tale caos si accinge a dare forma a ciò che sente, scegliendo ciò che è piacevole da ciò che non lo è.

Svadhistana nello spirito: il secondo chakra, se energicamente equilibrato, conferisce una personalità vivace, estroversa, curiosa e originale. L'uomo in Svadhistana è il bambino che inizia a sperimentare la vita e il mondo è un luogo nuovo tutto da scoprire con entusiasmo e stupire. Chi ha uno Svadhistana forte è una persona allegra, che non si dà mai per vinta, che ama l'arte, il sesso e la passione in ogni sua forma. È una persona fluida, che scorre limpidamente alla ricerca di nuove sensazioni. Chi invece ha Svadhistana in squilibrio ha spesso difficoltà di carattere sessuale, che essa sia ossessione o repulsione. Sarà magari eccessivamente fredda o iper emotiva, o magari ancora molto infantile, ingenua, immatura, lunatica.

Svadhistana nel fisico: Svadhistana governa l'apparato riproduttivo, l'intestino crasso e gli organi ad esso adiacenti. Domina anche sulla psiche, sulle emozioni, pertanto un suo squilibrio è responsabile anche di depressione ed altri disturbi psichici. Ricordate sempre che le malattie hanno una componente psicosomatica e che quindi ogni problema salutare può darci informazioni sul vostro reale stato emotivo. Problemi intestinali o sessuali, possono essere causati da un secondo chakra squilibrato.



IL TERZO CHAKRA

Questo chakra, detto anche Plesso Solare, è chiamato in sanscrito "Manipuri", esso è posizionato sulla spina dorsale all'altezza dello stomaco ed ha la frequenza vibratoria del giallo.

Essenza Archetipica: questo chakra rappresenta l'essere umano che diventa padrone del Caos. È l'uomo che ha scoperto il caos (Muladhara), lo ha sperimentata nella sua pelle (Svadhistana), e ora, in Manipuri, lo controlla. È il chakra della volontà, dell'azione, esso è il Bagatto dei Tarocchi. È l'uomo che ha fatto esperienza e dirigi dunque i suoi voleri, passando da creatura creata a creatura creante. Manipuri è il verbo. Un chakra essenziale in ogni lavoro magico.

Manipuri nello spirito: il terzo chakra se equilibrato conferisce logica, raziocinio, volontà e determinazione. Chi ha questo chakra forte si rivela un individuo determinato, ambizioso e razionale, in grado di creare, costruire, viaggiare e affrontare con logica le situazioni. È l'uomo che dà forma all'essenza, che agisce, è l'azione stessa. Un Manipuri soggetto a squilibri crea un individuo scettico, poco aperto mentalmente, dogmatico, assertivo, cinico, privo di forza di volontà, incapace di prendere decisioni autonomamente, o viceversa troppo indipendente e incapace di vivere con gli altri, egocentrico all'estremo. Ricordo che tali estremismi sono da definirsi a seconda del tipo di squilibrio, ossia eccessivo accumulo di energia in un dato chakra o assoluta assenza, quindi blocco.

Manipuri nel fisico: questo chakra governa sull'apparato digerente, stomaco, fegato, intestino tenue. Un suo squilibrio quindi può condurre a gastriti ed altri disturbi degli organi a cui Manipuri è appunto connesso.



IL QUARTO CHAKRA

Esso è più solitamente chiamato chakra del cuore e il nome in sanscrito è "Anahata". Esso risiede circa al centro del petto, fra le costole e lo sterno, approssimativamente sopra il muscolo cardiaco. Per lavorarci usare il colore verde.

Essenza Archetipica: questo è senza dubbio uno dei chakra più importanti in quanto esso è la fucina alchemica della trasformazione.  Anahata è come il Guardiano della Soglia fra Cielo e Terra, fra chakra superiori ed inferiori. Nei tre chakra inferiori che abbiamo appena analizzato, la Kundalini (che identifichiamo come la parte più autentica dell'uomo, il suo lato subconscio e animico), risalendo Muladhara, Svadhistana e Manipuri, ha condotto l'uomo alla conoscenza del mondo, della terra, partendo dal semplice istinto primordiale di sopravvivenza, passando attraverso l'emozione, la sensazione ed arrivando infine alla comprensione e al controllo volontario. Kundalini, giunta in Anahata volge finalmente lo sguardo verso se stessa, l'uomo qui si appresta ad indagare sulla sua individualità e a conoscere le altre anime come lui. Anahata è l'uomo che conosce se stesso e per farlo non si limita più ad osservare la terra, bensì i suoi simili. Anahata è il passaggio dalle energie terrene a quelle umane. È il potere dell'uomo.

Anahata nello spirito: Anahata, se bene equilibrato, conferisce all'essere umano le migliori qualità, come l'empatia, la nobiltà d'animo, l'onestà e tutte quelle doti che ci portano a capire e rispettare noi stessi e gli altri. È il chakra della Giustizia, che sa dare amore a chi lo merita e a riconoscere invece chi nonne è degno. È il chakra che ci permette di scoprire l'essere umano, sia che esso rappresenti noi stessi che gli altri. Ci permette di auto esaminarci, di migliorarci, di consigliare, amare e comprendere le anime che ci circondano. Una persona con un Anahata forte è un individuo sensibile, con intenti puri, Gentile, che ama gli animali, la natura e le persone nobili d'animo. MaAnahata è anche il Giudice che riconosce il "male" e lo allontana da sé. Anahata è l'uomo che sceglie e che ha Pathos. Il quarto chakra se squilibrato, crea soggetti freddi o eccessivamente altruisti, buonisti e poco dediti a se stessi, tensione morale incline al fanatismo, asocialità, gelosie, invidie, egoista, disonestà e cattiverie. Insomma tutti comportamenti che mettono in difficoltà l'individuo nella sua vita sociale e sentimentale. Un individuo con Anahata chiuso viene definito infatti "senza anima" e di fatti questo chakra è definito "sede dello spirito". In esso risiedono le energie umane e di fatti i vampiri psichici da esso attingono per sottrarre energia. Non a caso gli Egiziani erano soliti posizionare le braccia chiuse a croce sul quarto chakra, come a proteggersi dal parassitaggio.

Anahata nel fisico: questo chakra governa il timo, il cuore, i polmoni e l'apparato circolatorio. Squilibri in Anahata, spesso dovuti a problemi legati ai sentimenti e alle relazioni con gli altri, come abbandono da parte di amore, amici, famiglia, può condurre a problemi cardiovascolari, broncopolmonari, asma e problemi legati al timo.



QUINTO CHAKRA

Il chakra della gola in sanscrito prende il nome di "Vishuddha", è situato nelle vicinanze delle vertebre cervicali inferiori, all'altezza della gola appunto. Il suo colore è il blu.

Essenza Atavica: a questo punto la nostra amata Kundalini ha superato la prova del Guardiano della Soglia, Anahata, è quindi degna di conoscere le sfere superiori. L'uomo ha conosciuto la terra e se stesso e può finalmente volgere lo sguardo oltre la sfera del visibile. Vishuddha è il chakra dell'intelletto e della comunicazione. Come Anahata, (quarto chakra) è l'evoluzione di Svadhistana (secondo chakra), così in un certo senso Vishuddha è l'evoluzione di Manipuri (terzo chakra). La comprensione logica trovata in Manipuri, qui in Vishuddha diventa coscienza, consapevolezza. Esso è l'uomo che ha fatto esperienza e ora Sa. È il Maestro che siede e comincia a raccontare il mondo visto dai suoi occhi. Vishuddha è la comunicazione, l'espressione, l'intelletto, la mente che traduce il pensiero in parola, l'Essenza in Forma. Vishuddha è il Logos. Vishuddha è il canto degli Dei che crea il mondo. Esso è il potere della Parola.

Vishuddha nello spirito: questo chakra se ben equilibrato rivela personalità dotate di grande intelligenza e forti doti comunicative, un quinto chakra sviluppato offre all'individuo carisma e magnetismo. Chi ha Vishuddha forte è solitamente una persona mite, equilibrata, intelligente e diplomatica, matura e saggia. Un Vishuddha in squilibrio determina un carattere chiuso, incapace di esprimersi e comunicare, poco perspicace e dispotico, ma anche personalità altezzosa, vanità e disinteresse verso le opinioni altrui.

Vishuddha nel fisico: esso governa la tiroide, la gola, la trachea, il naso e la bocca. Ogni disturbo di questi apparati è segno di uno squilibrio in Vishuddha. Anche difficoltà nel logos, come le balbuzie, sono causate da squilibri del quinta chakra.



SESTO CHAKRA

Il sesto chakra in sanscrito è chiamato "Ajna" , è situato in corrispondenza del Terzo Occhio, in mezzo alla fronte, appena sopra le sopracciglia. Il suo colore è l'indaco.

Essenza Archetipica: si potrebbe azzardare dicendo che il sesto chakra equivale praticamente al cervello dell'anima. Esso è infatti il centro energetico che ci mette in contatto con il lato spirituale, permette la visualizzazione astrale e se sviluppato acuisce la percezione e i vari poteri psichici, come la Chiaroveggenza, la Chiarudienza e la Conoscenza dell'Inconoscibile. Ajna, spesso associato al Terzo Occhio, è come se fosse la mente dell'anima poiché riesce a tradurre i messaggi amorfi ed essenziali del mondo spirituale in archetipi terreni di forma conosciuta. Esso non solo può assorbire energia e percepire visioni, ma è anche responsabile della visualizzazione creativa, la visualizzazione plastica che ci permette di proiettare le nostre energie emozionali in astrale, dando loro una forma allegorica. Qui Kundalini non è più cieca, finalmente ritrova i suoi splendidi occhi e può Vedere.

Ajna nello spirito: chi ha Ajna forte è decisamente una persona speciale, molto profonda, sensibili e con evidenti doti medianiche può meno sviluppate. Un sesto chakra aperto permette di vedere oltre il visibile e pertanto creerà individui complessi, spesso impegnati in profonde ricerche spirituali, che agli occhi dell'uomo medio risulteranno persino un po' "strambe". I bambini indaco per esempio, sono una generazione fortunata, nati con Ajna già molto aperta e pertanto già dall'infanzia la loro aura proiettava tale colore, l'indaco appunto.
Il sesto chakra se in squilibrio, ovvero sovraccaricato di energia in eccesso, può condurre a notevoli alterazioni di coscienza, allucinazioni e visioni non controllate e in alcuni casi anche pazzia e disturbi psichici. Mentre un Ajna chiuso è sinonimo di soggetti poco sensibili e grezzi, materiali, poco intuitivi e poco creativi, cinici e molto spesso anche se credono esattamente il contrario, assai facilmente condizionabili da chi silenziosamente immette nelle loro menti messaggi subliminali.

Ajna nel fisico: questo chakra governa gli occhi, le orecchie, la ghiandola pituitaria e il sistema endocrino. Uno dei segnali più evidenti che ci lancia Ajna è quasi sempre riconducibile alla vista, non è raro che persone incapaci di guardare con sincerità nella loro anima, abbiamo avuto gravi problemi visivi e anche la maggior parte dei problemi occhi più comuni hanno un qualche collegamento con Ajna, talvolta riconducibile persino con altre vite.



SETTIMO CHAKRA

Il chakra della corona, chiamato in sanscrito "Sahasrara", è situato sulla sommità del capo ed ha come colore il viole.

Essenza Archetipica: un altro appellativo di Sahasrara è "loto dai mille petali" e in effetti se si pensa alla suggestiva simbologia legata al fiore di loto, non possiamo che condividere tale associazione. Il loto, infatti, è un fiore meraviglioso, di una bellezza struggente, candido e puro, che però nasce dall'acqua fangosa e stagnante. E questa è una metafora con cui possiamo identificare il concetto stesso di evoluzione spirituale, ossia nascere e crescere nell'oscurità della materia per poi sbocciare come un loto nella luce dello spirito. E in Sahasrara, infatti, la nostra cara Kundalini raggiunge la Luce, rinasce, compiendo il suo destino di auto deificazione. Qui l'energia serpentina di Kundalini raggiunge il Cielo e mette le ali, diventando il Serpente Piumato.

Sahasrara nello spirito: aprire il proprio chakra della corona è ciò che renderà l'individuo finalmente completo, egli avrà raggiunto il suo equilibrio, saggezza, comprensione e accettazione della sua natura. L'uomo in Sahasrara è l'essere umano evoluto che si appresta ad ascendere a livelli di esistenza superiori. Avere invece Sahasrara chiuso, come la maggior parte delle persone, significa vivere in questo mondo senza la minima consapevolezza delle energie, dell'etere e della propria natura spirituale. Non è un caso che il sacramento cristiano del battesimo consista nel versare l'acqua energeticamente programmata, sulla sommità del capo degli infanti. Ho, infatti,constato che i soggetti battezzati faticano molto di più nell'ottenere risultati con la meditazione, ma alla fine, quando raggiungono determinati traguardi, meritano ancora di più stima.

Sahasrara nel fisico: Sahasrara governa il cervello, la ghiandola pineale e il sistema nervoso. Esso anche se è chiuso all'interno, (ricordiamo che il primo e il settimo chakra sono bipolari), è comunque sempre aperto all'esterno. Ciò significa che l'energia spirituale può entrare, ma non può propagarsi negli altri chakra, restando così inutilizzata. Questo non è positivo, di fatti in tal modo, anche energie negative e parassiti possono entrare annidandosi nella mente e controllarci o farci ammalare. Molte malattie mentali o neuronali sono dovute proprio a parassitaggio e negatività intrappolate in Sahasrara. Ovviamente il chakra della corona è il meno semplice da aprire, ma per evitare problemi simili basta dedicarsi ad una frequente pulitura dei chakra e dell'aura stessa.



Piccolo Suggerimento per Lavorare sui Chakra

Esistono molti metodi meditativi, ognuno ha giustamente il suo, c'è chi sfrutta i cristalli, le erbe, gli incensi, le pietre o la musica. Utilissimo è anche il Reiki, ma se volete un mio consiglio studiatelo da auto didatta, chi vi chiede soldi per corsi è solo un mercenario che per quanti libri abbia letto non conosce veramente la materia, altrimenti avrebbe compreso che sulla spiritualità non si lucra. Ricordate sempre che il Sapere di qualcuno non si misura dalle sue belle parole, bensì da come quel Sapere lo ha cambiato dentro. E chi pensa a far soldi in questo modo non è a mio avviso diverso da chi pratica le dottrine di mano destra. Tornando in tema, il metodo che vi suggerisco per lavorare sui chakra, consiste nello sfruttare la frequenza dei colori. La versione più semplice di questa tecnica (che poi andrete a personalizzare su voi stessi) sta nel rilassarvi profondamente, giungendo ad una fase di pre-trance. A questo punto visualizzate un'energia pregna dello stesso colore del chakra con cui state lavorando, fatela entrare inspirando, mentre trattenete il respiro lasciate che riempia il vostro chakra vibrante ed infine rilasciatela nell'inspirazione. Fatelo per almeno una decina di respirazioni e man mano aumentate. Osservate se dopo una settimana di lavoro energetico su un chakra specifico, avete iniziato ad ottenere risultati nello spirito, nel corpo e nella personalità. Una volta appresa questa base e reso dunque i vostri chakra più aperti e attivi, potenziatevi con l'uso delle rune, dei cristalli e delle discipline come lo Yoga e il Reiki. Tenete sempre i vostri chakra puliti ed allenati.



Conclusioni

Concludo augurandomi che tale articolo possa esservi stato utile e che possiate adesso divertirvi ad ampliare ulteriormente questa mia ricerca, lavorando con i vostri chakra ed osservando la personalità di chi vi è attorno. Dovete sempre OSARE, sperimentare e riflettere, ragionate sempre sulla natura di ogni cosa. Io sui chakra non so tutto, nessuno sa tutto, sappiamo sempre e solo ciò che fino ad oggi abbiamo appreso. Quindi quando leggerete un articolo non limitatevi mai ad imparare la lezioncina a memoria come se fosse tutto ciò che occorre sapere, bensì usate tale articolo come spunto di riflessione e trovare in voi l'ambizione di voler ampliare tale conoscenza, scoprendo nuove cose, sperimentando. Solo così possiamo evolverci, non solo come singoli, ma come Specie… costruendo la Conoscenza insieme! Erigendo con fierezza il Tempio del Sapere, aggiungendo ognuno il suo mattone.

 

 

 

 

Jennifer Crepuscolo

Anno MMXII

 

 

 

 

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