DECADENZA SPIRITUALE

Dal Cristianesimo all'Ateismo

 

 

Nonostante molti vedano il Satanismo come risposta al Cristianesimo, noi Satanisti siamo invece abbastanza menefreghisti verso l'esistenza di altri credi, siamo legati indissolubilmente a un Dio che  incarna la libertà e dunque crediamo che ognuno sia libero di scegliere il culto che meglio lo rappresenta. Senza contare che, seppur riconosciamo una gerarchia divina in cui Satana spicca al vertice come nostro punto di riferimento, siamo politeisti e pertanto accettiamo l'esistenza di altri Dei e dei loro rispettivi cultori. Tuttavia noi Satanisti crediamo anche in un ordine superiore, un ordine divino che non sempre corrisponde all'ordine dell'uomo. Un ordine che forse all'essere umano può apparire come Caos, ma che in realtà ha soltanto il mero scopo di ripristinare l'Armonia naturale. Perchè tutto è Natura e tutto è Suono, così ogni nota deve restare Una e tuttavia legarsi perfettamente alle altre in quella che di fatto è la Sinfonia della Vita. Ma perchè allora il Satanista così spesso si mostra avverso ai seguaci delle principali dottrine monoteiste, Cristianesimo in particolare? Semplicemente perchè il Satanista riconosce in queste dottrine una forma deviata di spiritualità, potenzialmente nociva all'equilibrio di tale Sinfonia. Crediamo fermamente nella Libertà dell'individuo ma qualora le azioni dell'uno vadano a ledere il benessere dei tanti, allora l'equilibrio si spezza e nell'animo di chi è collegato al Dio Gentile dell'Anima sorge spontanea la tendenza al restaurare l'ordine naturale delle cose. Una religione che anzichè vivere serenamente il proprio credo, arriva anche a imporlo agli altri, attraverso la violenza o la corruzione materiale, attraverso l'imposizione o l'alterazione della verità, demonizzando ogni altro dio e credo, è un religione che il Satanista avverte come nemica del benessere comune.

Oggi la moderna corrente Laveyana ha portato i più a percepire il Satanismo come un culto incentrato meramente sull’egoismo, ma credo che questa non sia una visione del tutto reale del Satanista. Quello che con Lavey viene enfatizzato come egoismo fine a se stesso è in realtà un estremizzazione del naturale amor proprio di cui si veste il Satanista. Perché il Satanista ama se stesso, crede in se stesso e migliora se stesso, egli si nutre di antichi valori quali il coraggio, la fierezza, l’onore, tutto è sempre volto alla glorificazione della vita, nel più onesto e aperto sfoggio della sua bellezza, vitalità e potenza. Questo concetto, questo alacrità fisica e spirituale, questo modo fruttuoso e succoso di percepire se stessi e la vita, fa del Satanista un essere umano completo, consapevole della propria parte animale, istintiva e legata alla natura e della sua parte divina, orientata all’Arte, al Sapere, al Valore. E qualcosa di così Alto non può certo essere sminuito e ridotto a una forma quasi caricaturale, traducendo l’amor proprio e la propria essenza epicurea in un egoismo materialista, auto limitandosi quasi in modo masochistico ai valori più bassi e rozzi dell’esistenza. Ecco perché il Satanista oltre a pensare al proprio benessere si attiva anche qualora venisse minacciato quello comunitario. Il Satanista vive nella consapevolezza che tutto quello che l’anima di un individuo contiene sarà un diretto prodotto di ciò che poi incontreremo nella società ed è pertanto dovere di ognuno adoperarsi nel mantenere integro ciò che noi siamo e la nostra corrispettiva porzione di mondo.  E se in questa porzione di mondo giunge qualcuno che tenta di assoggettarci, cercando di estirpare le nostre sacre radici per poter innestare la sua  pianta sterile, allora il Satanista incarnerà fieramente le vesti dell’Avversario e si opporrà alla lenta desertificazione del proprio prezioso Giardino.

Non è dunque odio verso i Cristiani a spingere i Satanisti a lottare, non è desiderio di sminuire e ridicolizzare un credo diverso dal proprio. Il Satanista tenta solo di salvaguardare il benessere collettivo, tenta di curare il grandioso organismo umano da un male sottile che si diffonde da millenni come un cancro. La decadenza morale, spirituale e sociale che ci troviamo oggi a vivere è solo il risultato delle facili scelte compiute da anime facilmente corruttibili, il risultato della debolezza umana, creata soprattutto da insegnamenti sbagliati in cui la sofferenza, il vittimismo di matrice buonista e l’umiltà rasentante l’auto umiliazione, vengono elevati a sommi valori etici. E dove un tempo l’anima umana era ispirata dalla grandezza dell’arte dell’età classica, da statue meravigliose che ispiravano orgoglio e vigore, oggi invece l’uomo cresce sotto la tetra influenza di statue di donne sottomesse e piangenti e uomini in croce sofferenti e morenti. Laddove un tempo il fanciullo era stimolato da racconti epici ed eroi gloriosi, ora non resta che una manica di nuove generazioni indottrinate fin dall’infanzia a credere che sia giusto non rispondere mai alle offese, offrendo la guancia al proprio carnefice. Seppur la morale cristiana sia dannosa per ogni essere umano, al Satanista poco importerebbe se essa si limitasse a restare nei ranghi di chi la professa. Il reale problema è la sua diffusione coercitiva, il modo subdolo in cui viene imposta, oggi esattamente come un tempo. Ed è contro questa ingiustizia che noi lottiamo, contro questa “legittimazione della menzogna”! Una menzogna che viene spacciata dagli attuali poteri come fonte ufficiale e quindi data per vera da tutti quei tristi accademici che devono costantemente compensare le proprie mancanze interiori con l’assimilazione compulsiva di “dati esteriori”, arbitrariamente dati per veri. Se sotto l’ala del Dio Gentile dell’Anima la Conoscenza era fondata sulle intuizioni, l’apertura e la ricerca senza limiti imposti, sotto il braccio scheletrico del Dio dell’Oro il Sapere si riduce a un crudo nozionismo spacciato per cultura, dove il ponte fra anima e mente viene categoricamente spezzato per favorire un raziocinio castrante e un progressivo avvizzimento dello spirito e della nostra capacità di Sentire. Se nell’essenza di Satana l’uomo è incoraggiato a superare i propri limiti, nell’essenza di Yahweh i limiti vanno creati e posti come metro di misura valido a definire tutto quello che sta aldilà di essi come irreale e indegno di considerazione. Da un lato un Dio che ispira l’uomo a credere nella propria pienezza e scavare dentro di sé, dall’altro un Ente geloso che spinge l’uomo a credersi soltanto un sacco vuoto da riempire.

Ed ecco che in una società pregna di Decadenza Spirituale fa il suo ingresso nel mondo la figura dell’Ateo. Come ho già sottolineato all’inizio dell’articolo, noi Satanisti siamo abbastanza disinteressati al modo in cui altri scelgono di vedere la propri esistenza. Per me uno può essere tranquillamente Ateo e non credere in niente e nessuno. Tuttavia troppe volte non ho potuto fare a meno di notare quanto l’Ateismo si presenti nei fatti come una vera e propria dottrina in cui la propria avversità al fideismo diventa a sua volta un dogma fideistico. Nell’Ateismo di oggi la Non-Credenza diventa una Credenza, una Fede, un postulato da celebrare arrivando persino a fare proselitismo accanito nell’intento di diffondere il proprio pensiero. L’Ateo non è semplicemente colui che, non credendo a nulla, si fa i fatti suoi fregandosene allegramente delle questioni spirituali e religiose. No, oggi l’Ateo è un individuo che segue la religione più dei religiosi stessi e si fa portavoce della propria Fede Atea in maniera feroce e intransigente, non tollerando in alcun modo visioni differenti dalla sua. Il Teista diventa così per lui un idiota da schermire sempre e comunque, il religioso e lo spirituale diventano persone da ridicolizzare ed emarginare. Un atteggiamento che, non so a voi, ma a me ricorda moltissimo il modus operandi dittatoriale delle stesse dottrine yahwehiane che tanto l’Ateismo stesso va condannando. L’Ateismo, ben più del Satanismo, diventa così la reale risposta antitetica del Cristianesimo, un suo diretto prodotto, e senza nemmeno rendersene conto, “Fedeli e Infedeli” si riducono a diventare la stessa medesima cosa. Tante volte mi è capitato di parlare con Atei, i quali ridicolizzavano la mia Scelta Spirituale di amare un Dio, a volte limitandosi alla semplice ironia, altre volte provocando e insultando in maniera singolarmente comune a certi ambienti settari che ahimè ho avuto il dispiacere di incrociare nel mio cammino. La verità è che il cattivo esempio delle attuali religioni abramitiche ha portato l’essere umano a credere che Yahweh sial’unico modello “genitoriale” possibile.

Ed è così che quell’individuo che non sarà disposto a piegarsi a un padre padrone, diventerà magicamente l’Ateo, l’orfano felice del mondo moderno. Perché in questa società avvezza a una religione castrante e auto lesiva, nella mente dell’Ateo non c’è spazio per concepire forme spirituali migliori e l’abitudine a quell’unico “Dio” che nei fatti non si dimostra degno di tal nome, si traduce nell’arbitraria inesistenza di ogni altro Dio. La verità è che un padre indegno non dovrebbe indurre a categorizzare ogni altro padre o madre come tali. Esistono Padri e Madri meritevoli di questo nome, esistono forme di spiritualità più pure che aiutano l’uomo a crescere e migliorare se stesso e la sua condizione, ma finchè “l’Ateo per dogma” si fermerà agli esempi abbruttiti e deviati di Spiritualità, allora non ho dubbio alcuno che continueranno a esserci persone che davanti a un pessimo Padre, preferiranno giocare agli eterni adolescenti ribelli, pretendendo che anche quei Teisti fortunati nell’avere un buon Genitore, si abbassino alla loro insana e innaturale condizione di orfanelli felici, rinunciando in maniera del tutto masochista al piacere di essere accompagnati da un Genitore encomiabile che in maniera disinteressata ci aiuta a crescere.  Concludo questa riflessione ribadendo che il Satanista è per sua natura difensore delle proprie tradizioni, delle proprie vere radici, delle proprie origini Gentili, a cui fa risalire il suo concetto più ampio di "Comunità". Il Satanista crede nella libertà propria e altrui, ma laddove la scelta di qualcuno va a ledere la libertà degli altri, allora siate tutti ben consci del fatto che l’anima Guerriera del Figlio di Satana non si tirerà mai indietro dal restaurare il giusto ordine naturale delle cose, mai passiva di fronte all’ingiustizia, mai statica, mai codarda, mai vile. Bensì sempre alta, viva e indomita, come quella fiamma che Ella reca coraggiosamente nella Sua mano, per illuminare la Notte di molti.

 

 

 Jennifer Crepuscolo

Anno MMXV

 

 

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