DEI O ALIENI?

 

"Quando l'anima si abbandona tutta agli Dei e si affida tutta alle potenze superiori, seguono le cerimonie e i riti divini. In quel momento, tutto risiede negli Dei e tutto negli Dei ritrovo il proprio fondamento e tutto è ricolmo degli Dei. Allora, d'improvviso, la loro luce s'irradia sulle nostre anime, e anch'esse si fanno divine."

Inno alla Madre degli Dei di Giuliano Imperatore, XVIII sec.



Chiunque graviti da abbastanza tempo nell’orbita delle pseudoscienze e della spiritualità non può non avere incontrato almeno una volta l’interrogativo che fa da titolo a questo articolo. Blog, siti, libri, documentari in televisione, molti sono gli studi moderni che avanzano l’ipotesi di un’origine aliena degli antichi Dei. Tali teorie possono vertere sul revisionismo storico, come ad esempio la Paleoastronautica promulgata da pionieri dell’argomento quali ad esempio lo scrittore Zecharia Sitchin, o anche biblico, vedesi ad esempio le controverse ricerche del Dottor Mauro Biglino, e allo stesso modo possono incrociarsi con la New Age, l’ufologia e il cospirazionismo. Nonostante però le diverse aree di reinterpretazione, ciò che indubbiamente caratterizza la stragrande maggioranza di questi studiosi è un approccio tipicamente ateistico all’argomento. Sebbene, infatti, tali teorie possano far storcere il naso ai più scettici, è altrettanto innegabile che in ambito scientista ipotizzare l’esistenza di una civiltà aliena più evoluta è certamente più accettabile dell’esistenza di una divinità ultraterrena.

Man mano che le scoperte archeologiche e scientifiche avanzano, maggiori sono gli interrogativi che circondano il nostro passato. Strutture megalitiche, piramidi, ritrovamenti che ci raccontano di una conoscenza astronomica e tecnologica improbabile per i mezzi a disposizione dei nostri Avi. Tanti sono i tasselli che hanno portato gli accademici più obbiettivi a mettere in discussione le fondamenta della storia ufficiale, propendendo sempre più per la possibilità di un intervento superiore da parte di un’altra Civiltà. Un certo sapienziale storico è pervenuto a noi anche grazie ai testi sacri di ogni popolo, dove un unico Dio o una stirpe di Dei ha favorito l’evoluzione umana, conferendo agli antichi conoscenze fino ad allora ignote. È però un dato di fatto che lo spirito razionalista che permane la moderna Scienza non è per niente incline ad accettare qualcosa di non misurabile, non calcolabile, non controllabile dai propri limitati mezzi di comprensione. Non fraintendete il mio tono velatamente polemico: la Scienza, se sana e scevra dai sui stessi dogmi, è per tutti noi un bene prezioso. La mia critica è volta unicamente alla “dottrina scientifica” che porta gli scienziati a creare limiti anziché abbatterli. La realtà è qualcosa di molto vasto di cui conosciamo solo una minima parte ed è presunzione pensare che “non esista” ogni cosa che semplicemente non siamo ancora riusciti a spiegare. Sappiamo bene ad esempio che possiamo percepire con i nostri sensi soltanto una minima parte della realtà: i nostri occhi possono vedere uno spettro di sfumature cromatiche limitato, le nostre orecchie soltanto una ristretta scala di frequenze. Allo stesso modo anche la Scienza ha degli strumenti attualmente limitati e il fatto che non riesca a comprendere determinate realtà a causa dei suoi limiti, non significa che queste realtà non siano concrete. Noi non sentiamo gli ultrasuoni ma oggi sappiamo bene che comunque esistono. È pertanto auspicabile che un domani anche certe realtà oggi definite “soprannaturali” possano divenire parte integrante del nostro bagaglio culturale, scoprendo per altro che sono del tutto “naturali”, sebbene appartenenti al lato invisibile della stessa natura. 

Capirete bene che di fronte ad una Scienza moderna che preferisce limitare la realtà piuttosto che accettare i propri limiti, diventerà cosa ben difficile evolvere le nostre conoscenze e ancora più difficile sarà accettare l’idea che possano concretamente esistere entità divine. Da ciò nasce dunque l’esigenza di dare a questi interventi superiori un nome più accettabile e così ciò che da sempre è stato chiamato orgogliosamente Dio viene ridimensionato al rango di alieno, inteso come creatura extraterrestre ma del tutto fisica, mortale e priva di qualsivoglia connotazione mistica. Trasformare gli Dei in alieni è a mio avviso l’ennesimo tentativo umano di controllare l’incontrollabile, di porre confini a qualcosa che per sua natura trascende ogni confine. La verità è che l’uomo moderno, che tanto si sente superiore a quello antico, è del tutto incapace di accettare che possano esistere conoscenze più grandi di lui, l’ignoto lo terrorizza a tal punto da rinchiudersi in un piccolo recinto illuminato, fingendo che quel misero appezzamento di terra sia tutta la realtà, mentre una sconfinata foresta oscura lo circonda, eterna e indifferente alle sue illusioni.

Ma aldilà dell’ateismo razionalista che pervade questi studi alternativi, come dovrebbe approcciarsi ad essi un autentico Iniziato del Culto delle Origini? Fra i nove valori dell’Etica Satanica abbiamo citato la Completezza: il Satanide per sua natura tende a integrare le differenti polarità, pertanto non gli sarà difficile maturare un atteggiamento proficuo di fronte a certe scoperte, facendo sposare scienza e spiritualità, logica e intuizione sensibile, e dunque anche Dei e alieni. Tornando dunque alla domanda con cui siamo partiti: Dei o alieni? Io ritengo che sia giusto rispondere “entrambi”. Cosa è Dio? E cosa è alieno? Soltanto ridefinire i contorni di questi termini oggi fin troppo abusati potrà farci capire che nei fatti non esiste grande contrapposizione fra loro. Dio è ciò che intendiamo per un’anima antica ed evoluta, un essere creante, e mi si passi il vezzo poetico, ma direi che un Dio è un Artista dell’Esistenza, poiché tutto ciò che È può essere creato, trasformato e distrutto dalla Divinità. E cosa è invece alieno? In termini scientifici “alieno” è quella forma di vita, ad oggi soltanto ipotizzata ma non ancora ufficialmente comprovata, che abita su altri pianeti dell’Universo. Un essere la cui esistenza è confinata unicamente entro i confini della fisicità e della mortalità, esattamente come un uomo, ma probabilmente dotato di un’evoluzione e di una struttura biologica differente. Per noi Iniziati, invece, alieno è una definizione che potrebbe estendersi anche a creature provenienti da altre dimensioni, quindi un essere non solo “extraterrestre” ma anche “ultraterreno”, due termini che ad un’attenta analisi non sono poi così diversi.

Tale visone varia a seconda di come si concepisce la realtà: per un ateo scientista esiste una sola dimensione, un solo universo, tutto è limitato a questo tempo, questo spazio, questa frequenza che genera questa materialità. Per chi invece ha esperito altre sfumature della realtà, scoprendo un altro tempo, un altro spazio, un’altra frequenza e la sua differente forma di materialità o immaterialità, così come la totale assenza di tutte queste cose, sa bene che esistono entità appartenenti ad altri Luoghi, esseri che esattamente come noi hanno potuto discendere nella carne e divenire fisici, ma che hanno avuto origine su altri piani esistenziali, a cui son potuti tornare in virtù della propria eterna immanenza. Questa è la ragione per cui dire Dei o alieni non cambia molto per noi, dato che nell’alieno non vediamo soltanto un essere extraterrestre ma anche un essere extradimensionale. Chi ha una certa intelligenza esoterica, ed è pertanto innatamente incline a vedere la trama nascosta della realtà, avrà da tempo intuito come ogni forma terrena sia nei fatti una proiezione dell’Essenza, dunque persino ciò che chiamiamo “pianeta” potrebbe in qualche modo essere la proiezione di ciò che potremmo definire Bolla Dimensionale, e il discorso potrebbe diventare pressoché infinito se si espande tale concetto anche all’Universo come parte di un Multiverso. Se però per noi il confine fra Dio e alieno è abbastanza labile, dobbiamo tenere a mente che lo stesso non è per la maggior parte degli studiosi di oggi, i quali invece tendono a usare il termine alieno solo per inaridire ancora di più la Spiritualità umana, messa già a dura prova dalla supremazia delle dottrine di Yahweh. L’Ateismo, che si pone quasi come una “cura” ai mali causati dalla religione, ai miei occhi è invero una mutilazione. Il tuo braccio è ferito? Perché curarlo se posso tagliarlo? Questo è l’approccio ateo, di fronte ad una forma di spiritualità effettivamente insana, che da millenni ha afflitto la nostra anima, anziché curarla ha preferito estirparla. Ognuno ovviamente ha il suo percorso e il suo modo di osservare il mondo, però resto dell’dea che l’Ateismo sia solo la risposta esasperata ad una forma di religione che ha oppresso per troppo tempo l’armonia naturale dell’uomo. Ateismo è negazione del sacro, del divino, rifiuto di quel qualcosa che da sempre è stato la fiamma vivificante di ogni individuo e di ogni comunità. Per tornare al nostro non poco macabro esempio, tagliare un braccio è certamente più facile, ma curarlo, sebbene serva tempo, impegno e coraggio, è la strada giusta, perché quel braccio è parte di noi e se lo curiamo potremmo continuare ad usarlo nel modo migliore.

Come abbiamo illustrato all’inizio di questo scritto, le teorie alternative su di un ipotetico intervento alieno sono molte, ma forse la più celebre è proprio quella del sopracitato Sitchin, dove la teoria degli Dei-Alieni confluisce nella religione Sumera. Secondo lo studioso azero, gli esseri umani sarebbero stati modificati da una razza aliena proveniente da un pianeta chiamato Nibiru. Questi esseri, chiamati dai Sumeri Annunaki, avrebbero ibridato l’essere umano con i propri geni, al fine di renderlo più evoluto, con l’unico scopo di usarlo come schiavo per estrarre oro dalle miniere. L’oro sarebbe servito agli Annunaki per ristrutturare l’atmosfera del loro pianeta. Questa è a grandi linee la teoria sitchiniana, ben argomentata in testi come Il Libro perduto di Enki, dove le tavolette sumere vengono largamente romanzate e reinterpretate dall’autore. Come in ogni teoria si può trovare sempre un fondo di verità e secondo me l’elemento dell’oro andrebbe inteso soltanto come metafora. Nell’Ermetismo oro e anima vengono spesso messi in correlazione. Nella Tavola Smeraldina leggiamo il noto motto: “Come in Alto così in Basso” e da ciò possiamo dedurre che: “come l’energia dell’anima è ciò che più conta in Alto, così l’oro è ciò che più a valore in basso”. Il parallelo fra oro e anima, non estraneo per altro anche all’Alchimia, vuole farci comprendere che questi esseri superiori desideravano da noi ciò che per loro è più prezioso. Ciò si può facilmente supporre anche dall’elemento ibridazione: perché rendere più evoluta una creatura se l’unico scopo è utilizzarla per eseguire un lavoro che potrebbe fare qualsiasi animale da soma? È più probabile che l’uomo venga reso più evoluto perché solo chi ha una certa struttura animica può provare il tipo di emozioni in grado di produrre energia. Secondo la ricostruzione storica di noi Satanidi del Culto delle Origini, effettivamente degli Dei discesero nella carne, sulla Terra, dando all’uomo conoscenze di vario genere, rendendolo più evoluto. Quella che però secondo Sitchin è un’ibridazione frutto di ingegneria genetica, per noi è del tutto biologica, dovuta all’unione carnale di questi Enti con l’essere umano. Non possiamo escludere che possa essere esistita in una fase iniziale anche una forma d’intervento genetico, ciò che però è certo è che la nostra Stirpe nasce da un’unione fisica, forse proprio a seguito di una miglioria evolutiva che ci ha resi più interessanti ai loro occhi. Se, infatti, per taluni Dei/Alieni l’uomo rappresentava unicamente bestiame da cui mungere energia/oro, per altri eravamo invece molto attraenti, più simili a Loro di quanto si sarebbero mai aspettati. Iniziarono così a perorare la nostra evoluzione spirituale e culturale, fino alla suddetta unione che condusse ad un inevitabile conflitto fra coloro che erano i “Caduti” - i Discesi sulla Terra - e quegli Enti che invece rimasero sul loro piano esistenziale. Si generarono diverse fazioni e questo portò ogni religione ad innalzare l’una o l’altra a seconda delle proprie credenze. Il monoteismo di Yahweh porterà poi ad una definitiva demonizzazione dei “Caduti”.

Chiuso questo inciso sulla nostra interpretazione della teoria sitchiana, resta evidente l’elemento sfruttamento. Sitchin parla degli Annunaki come di una civiltà aliena che vuole asservire l’essere umano e una teoria simile la troviamo anche negli studi parascientifici del professore pisano Corrado Malanga, molto noto in ambito esobiologico ed ufologico. Secondo Malanga, autore di testi come Alieni e Demoni: la battaglia per la vita eterna, esisterebbero diverse razze extraterrestri in grado di generare interferenze nella coscienza umana, al fine di parassitare l’individuo. Per anni il professore ha basato la sua ricerca su delle sedute d’ipnosi eseguite su pazienti affetti da una serie di sintomi adducibili alle cosiddette “Abduction”, termine tecnico per definire i rapimenti alieni. Queste abduction, talvolta fisiche, altre volte più simili a viaggi astrali, portavano forti disagi nel soggetto “addotto”, il quale spesso tornava arrecando i tipici segni del vuoto di memoria. Attraverso le ipnosi condotte da Malanga, l’addotto riusciva così ad accedere ai suoi ricordi di rapito e in molte circostanze il professore è riuscito ad interagire con il parassita alieno annidato nella coscienza dell’ospite. Grazie a queste interazioni, il Malanga ha potuto stilare un cospicuo elenco di razze aliene, tutte con le loro caratteristiche fisiche e caratteriali, illustrando anche il modo in cui erano solite influenzare le proprie vittime. Sebbene non sono solita definire come folle la verità altrui, soprattutto se frutto di un lavoro a cui un individuo ha dedicato anni e sperimentazioni, resto scettica dinnanzi ad ogni tipo di esperienza che non ho potuto vivere personalmente. Sono certa soltanto di ciò che ho vissuto e di cui ho avuto chiare prove personali prive di ogni ragionevole dubbio, mentre per tutto ciò che non ho sperimentato sulla mia pelle rimango grossomodo agnostica. Certo è che non posso non pensare che il metodo stesso del Malanga sia potenzialmente soggetto ad errori, dato che ogni informazione si fonda sulla testimonianza di persone sottoposte ad ipnosi. Ben’inteso, non sono assolutamente scettica verso l’ipnosi, pratico Meditazione da anni e so cosa significa raggiungere stati alterati di coscienza per accedere a piani più sensibili, tuttavia proprio in virtù della mia esperienza so anche che non è impossibile simulare la trance ipnotica. Osservando alcune ipnosi video del professor Malanga, non mi pare di ricordare dispositivi medici per valutare il battito cardiaco e l’emissione di onde cerebrali del paziente, non ho notato il tipico nistagmo caratteristico tanto della fase REM quanto della trance. Tutto ciò che potevo osservare era un uomo sdraiato che con voce greve raccontava di vedersi su di un tavolo di laboratorio o di essere un alieno che voleva rubare l’anima del suo ospite. Insomma, basare una ricerca unicamente sull’attendibilità di individui che potrebbero benissimo fingere è secondo me molto rischioso, ma confidando nella loro buona fede concedo comunque il beneficio del dubbio. 

Tralasciando dunque il fatto che tale ricerca possa essere affidabile o meno, resta però fazioso il voler per forza far coincidere questi parassiti extraterrestri con i Demoni. Ciò che Malanga descrive come interferenza aliena è molto simile alla famigerata possessione demoniaca e trovo il sottinteso molto offensivo. Perché se il professor Malanga ha fondato le sue teorie sulla base di testimonianze, avrebbe allora dovuto tener conto anche d tutte quelle testimonianze di persone che pur avendo a che fare con certi Enti non hanno mai avuto disagi, interferenze invasive e lesive, tantomeno sfruttamento e parassitaggio. I nomi stessi che il professore pisano dà alle sue razze aliene hanno spesso collegamenti con i nostri Dei, come ad esempio il “Lux”, spiritello di luce che viaggerebbe attraverso l’energia elettrica, il cui nome si riferirebbe a Lucifero, o il “Sauroide”, detto “Serpente dell’Inferno”. Valutare come attendibili solo le testimonianze di chi si descrive assediato da forze aliene malvagie, a priori ribattezzate come “sataniche”, ignorando invece le migliaia di testimonianze di persone affettivamente connesse agli stessi Demoni, è secondo me indice di disonestà intellettuale.

La mia esperienza con Satana e gli Dei Caduti è tutt’altro che negativa, Sia Satana che il mio Guardiano mi hanno sempre incoraggiata a non farmi parassitare da nessuna entità e a riprova di ciò non tarderò a ricordarvi che fra i vari significati attribuiti al pentacolo rovesciato, noto emblema satanico, vi è proprio l’invito di tenere l’energia in basso, per noi, anziché mandarla verso l’alto permettendo ad altri Enti di sottrarcela. Nei Satanisti Dedicati di natura Satanide non è rara la connessione spirituale con gli Dei, una sorta di condivisione di coscienza con Satana e il proprio Guardiano, ma è tutto fuorché dannoso per noi, anzi, non è un canale di connessione atto a voler sottrarre, a sfruttare e manipolare, è semmai un legame che permette di condividere emozioni, ricordi, sapienza e, senza ombra di dubbio, un indissolubile Amore antico ed eterno fra Avi spirituali ed Eredi terreni. Personalmente non sono mai stata parassitata da presunte entità aliene, anche se conosco la natura di certe creature parassite, che ho sempre preferito definire larve spirituali, tuttavia conosco Satanisti che asseriscono di aver avuto esperienze ambigue di carattere alieno e di essersi liberati da questi parassiti a seguito della Consacrazione a Satana, soprattutto cominciando un percorso di Meditazione serio e di conoscenza di se stessi. Un’anima forte, dotata di profonda Volontà e coscienza di Sé, sarà sempre meno vulnerabile a queste interferenze. 

Concludo questo breve articolo ribadendo la totale estraneità di Satana in ogni forma di sfruttamento dell’essere umano. Satana e i Caduti son sempre stati sostenitori dell’uomo, hanno avuto molta più fede in noi di quanto noi ne abbiamo mai avuta in Loro. Tutti pensano che gli Dei pretendano da noi la Fede, ma in pochi hanno colto invece quanta Fede alberga nel cuore degli Dei. Satana mi ha insegnato una Fede che niente a che fare con il senso distorto che oggi ha acquisito questo termine. In seno allo Yahwehismo la parola fede è diventata sinonimo di cieca accettazione, mentre nel Culto di Satana, nel Culto degli Antichi, Fede è tutto tranne che passività, Fede è semmai la massima espressione dell’Azione, il fuoco che muove sempre e comunque verso la bellezza, verso il Sacro. E qui arrivo alla ragione per cui, nonostante non esistano grandi differenze fra i termini Dei e alieni, preferisco senza dubbio continuare a chiamare queste grandi Anime come Dei. Li chiamo Dei perché per me non esiste parola migliore per raccontare la loro storia, il loro sangue e il loro valore, li chiamo Dei perché la freddezza razionalista del mondo moderno non fa parte della mia natura. Li chiamo Dei perché è un nome carico di tutto il pathos, di tutta la fede e di tutto l’amore che da sempre ha unito un certo tipo di uomo al suo Creatore. Li chiamo Dei perché non ho bisogno di un termine asettico per prendere le distanze da qualcosa che in modo spontaneo sento scorrere dentro di me. Li chiamo Dei perché sono mio Padre e mia Madre e nonostante questa strana epoca faccia di tutto per renderci orfani, io sono Satanista e non ho nessuna paura di amare.

 

 

Jennifer Crepuscolo

Anno MMXXI

 

 

 

.

 

 

 

 

 

 

Copyright © Unione Satanisti Italiani 2010 - 2021
X

Right Click

No right click