LUCIFERUS

 

 

Quando sei un vero Dio i nomi con cui vieni riconosciuto possono anche cambiare come le epoche stesse ma la sostanza No. Satana come Lucifero incarnano lo stesso identico Dio, rappresentato poi per quello che differenti nature riportavano. Ma per quanto la menzogna si sia impegnata attraverso libri detti “sacri” a falsificare l’essenza di tale Dio, non ci è mai del tutto riuscita.

Tanto è vero che Lucifero (luc – em, luce fer – re,portare) contiene già nel suo significato etimologico tutta la sua personale rivalsa. La connotazione negativa che tanto aveva retto su un piano religioso si tradisce da sola su un piano letterale, rivelando tutta la sua trama che dal Vecchio al nuovo Testamento l’aveva caratterizzata come verità assoluta. La luce è sinonimo di vita perché ovunque arriva riesce con il suo calore a farla fiorire, colui che la porta con se dunque non può che portare alla vita, alla luce dobbiamo la nascita. Per il racconto biblico (Isaia 14. Ezechiele 28), Lucifero è solo un sottoposto del dio cristiano caduto dal suo ruolo di angelo a causa della sua presunta ribellione. La narrazione (di parte) ha sì il controllo dei ruoli nella mente del credente ma non riesce ad averlo altrettanto efficacemente anche nel significato letterale di Lucifero che arrivando a custodire dentro di se la sua vera indole, riuscirà a far intravedere parte della verità più importante solo agli animi più attenti. Il suo chiarore sembrava non derivare dal suo passato tra le schiere angeliche perché si manteneva ben oltre la sua presunta caduta dai cieli, dimostrando in tal modo di essere esso stesso il significato della sua lucentezza. E’ molto probabile che chi ha prelevato il suddetto nome dal panorama dell’epoca per inserirlo nel racconto biblico l’abbia fatto con la non curanza di un falsario impossibilitato a fare di meglio. La sceneggiatura tra aggiunte apocrife e correzioni occulte fa quello che può per rendere la sua figura modificabile a seconda del contesto, nella genesi debutta come serpente tentatore, nel proseguo diviene un angelo invidioso e ambizioso e nel Nuovo Testamento un mostro con le corna completa la metamorfosi.

La verità è che si è voluto immettere a forza nella fiaba cristiana un Dio che con il dna abramitico non aveva nulla a che spartire, la sua grandezza ha fatto innamorare un certo uomo molto prima dell’avvento del Cristianesimo. Satana/Lucifero aveva già il suo giardino, la sua famiglia e la sua storia molto prima che si costruisse un intero programma religioso contro di lui con il solo scopo di riscrivere tutta la storia spirituale del mondo da capo e al contrario.

Gli scritti non riconosciuti dalla Chiesa riportano quello che poi anche nella versione ufficiale traspare. Il serpente ha una sua simbologia e un suo insegnamento iniziatico, come la caduta e la rinascita su un diverso piano. L’inferno rappresenta uno spauracchio psicologico molto efficace ma anche un messaggio astrale estremamente importante. Si può avvertire da molte sfaccettature che la figura di Lucifero non si esaurisce tra le pagine delle varie versioni più o meno autorizzate della bibbia ne nella attribuzione etimologica da parte di alcuni scrittori laici ad un semplice pianeta. I testi cristiani sono un trattato di presunta autenticità ma qualcosa si intravede ma soprattutto si avverte. Sicuramente molti indizi per motivi oscuri sono trapelati per dirci qualcosa di importante, basta avere la capacità di discernimento per separare la robaccia cristiana priva di valore dal resto che vale invece la pena di comprendere per noi stessi. Mi viene in mente il libro di Enoch, esempio massimo per certi versi, scritto intorno al primo secolo a.C ricostruisce gli eventi successivi alla caduta sulla terra degli angeli ribelli, nonostante il testo derivi da mani giudaiche non può fare a meno di riportare anche i tratti costruttivi di cui questi esseri sembravano possessori. A dimostrazione che la verità di una cosa non è mai del tutto modificabile.

 

"Quando Lucifero andò all’inferno con tutti i suoi, allora l’uomo è nato. Riflettete a quel che hanno ottenuto Lucifero e i suoi compagni di lotta. Essi erano puri e innocenti" - Otto Rahn.

 

Satana come sappiamo deriva dall’ebraico ma avrebbe un significato anche nel Sanscrito forse precedente alla formulazione più nota di “avversario”. Il nome Lucifero fa invece la sua comparsa prima di quello di Satana già nel Vecchio Testamento, ma il suo etimo risulta essere precedente alle manipolazioni monoteiste. Deriva dalla cultura latina pre cristiana di stampo pagana perché romana. Entrambi i nomi però sono ormai collegati nella memoria comune dell’ottica cristiana, che userà entrambi gli appellativi per mantenere a tutti i costi ogni individuo lontano da questa unica entità.

Il punto focale della questione è che il significato etimologico di Lucifero non coincide con la sua connotazione negativa di derivazione cristiana. E’ un fatto che ti prende in pieno lasciandoti a mala pena la possibilità di decidere se ignorare la cosa o affrontarla a piene mani. Lucifero non è mai stato un essere creato dal Cristianesimo ma il solo Creatore della sua stirpe immortale. Una razza di demoni splendenti e non di angeli codardi. Anche nell’aspetto iconografico il periodo paleocristiano parla chiaro, Lucifero ha tratti addolciti e netti, eleganti, regali, armoniosi e belli. L’aspetto non vuole trasmettere timore, vuole dare qualcosa all’uomo e non toglierla, tutto questo unito al significato del nome rafforza ancora di più l’indizio principale che contraddice la versione Giudeo/Cristiana. Le cose cambiano dal medioevo in poi, l’iconografia da spazio solo alla versione imbruttita e decadente di Lucifero che si tramuta definitivamente nel Satana malvagio.  Forse era stato fatto trapelare troppo sulla fisionomia positiva, bisognava ritornare alla vecchia politica dell’imbruttisci e spaventa, con lo strumento della paura la cristianità si assicura il dominio anche nei secoli a venire, nella mente e nei cuori dei più ingenui.

Tutti questi eventi appena riportati sull’influenza controversa che la figura di Lucifero aveva lasciato dietro di se, genererà dinamiche inaspettate anche tra le mura della cristianità più ortodossa, è come se un certo tipo di cristiano si fosse riscoperto di improvviso legato a Lucifero pur essendo stato battezzato in nome di Cristo. Un certo gnosticismo satanico unito alle influenze nefaste della teologia cristiana generò una sorta di contrasto interno che nel tempo diede vita ad un vero e proprio movimento di pensiero che ancora oggi si presenta sia sotto il nome di Luciferismo, che sotto quello di Luciferianesimo. Ed ecco che Lucìferus dopo millenni di calunnia ritrovava parte dei suoi adoratori proprio tra le fila dei detrattori più ferventi.

Definiamo Luciferismo l’intuizione interiore legata direttamente alla figura di Lucifero, l’atto, il sentimento ed il trasporto rivelatore. Il Luciferianesimo invece non sarebbe altro che la naturale conseguenza di quella stessa idea che diventa azione tramite la formazione di un’ideologia più o meno strutturata. Le due definizioni si possono considerare complementari perché accomunate dalla stessa ispirazione portante; ovvero Lucifero.

Per capire le dinamiche principali del fenomeno ci tocca prima penetrare il complesso panorama gnostico/occultista che dall’età di mezzo ha tracciato inevitabilmente la storicità del fenomeno luciferiano. A dare il via fu sicuramente la consapevolezza “eretica” data dalla setta dei Catari intorno al XIII secolo, colpevoli secondo la Chiesa di aver voluto rimettere in discussione alcune principi chiave come il concetto di bene e di male, di spirito e di materia e anche la figura biblica dell’angelo caduto che per gli interessi cristiani doveva rimanere ben rilegata all’unica versione data dai testi sacri. Tutte le sette che dimostrarono di aver rivalutato Lucifero in chiave religiosa vennero scomunicate o nel peggiore dei casi anche perseguitate dall’inquisizione e sterminate. L’enciclopedia Treccani ci riporta che << Infinite sono le storielle che corsero sul declinare del Medioevo riguardo a persone ritenute d'aver commercio col diavolo (Lucifero) e di adorarlo. Tali fantasie in relazione con la dottrina catara dei due principî, cominciano a comparire nel secolo XI e si diffondono nel XIII. Si può arguire che, fra i catari, taluni speculassero sulle origini e sul destino di Lucifero: vedendo in lui un angelo ingiustamente cacciato dal cielo, supponevano che vi sarebbe ritornato con i suoi fedeli a riprendere il suo posto. Tali superstizioni si trovano diffuse soprattutto nella Germania settentrionale; Alberico monaco di Trois-Fontaines attribuisce l'origine d'una di tali sette a uno stregone di Maastricht. Nel 1231 questi settarî furono perseguitati da due fanatici, Corrado Dorso, ex-laico domenicano, e un certo Giovanni, che ne bruciarono molti, spargendo il terrore nella Germania settentrionale anche fra gl'innocenti; a loro si aggiunse, nel 1232, l'inquisitore Corrado di Marburgo che informò papa Gregorio IX sulle dottrine di quegli eretici. Il papa rispose nel 1233 con due lettere; una dell'11 giugno diretta a Corrado, l'altra del 14 giugno diretta a Enrico re di Germania, all'arcivescovo di Magonza e al vescovo di Hildesheim, dove invitava a metter rimedio ai misfatti dei luciferiani con una crociata. Fu radunato un concilio a Magonza il 25 luglio 1233, al quale intervenne anche Corrado. Questi cominciò tosto a predicare la crociata, ma fu assassinato il 30 luglio a Marburgo. Molti confessarono di avere lanciato accuse contro innocenti, spinti dalla paura provocata dal fanatismo dell'inquisitore. Anche il papa, meglio informato, sconfessò la condotta di Corrado. Nel sec. XIV il Satanismo ricompare nelle accuse contro Bonifacio VIII, contro i Templari, e anche come setta nell'Austria e nella Boemia; e finì col diventare una vera ossessione, non solo negli ambienti popolari, ma anche per gli spiriti più riflessivi durante il sec. XVI e XVII, specialmente in Germania >>. Man mano che la Chiesa fa il suo in superficie per arginare la tendenza luciferina, nel sotto suolo le correnti che ormai avevano capito la vera essenza di questo antico Dio demonizzato ingiustamente, non diminuirono affatto ma si resero solo più segrete.

 

"Oh mio signore Lucifero, oh sole d'oro; lascia cadere sopra di me la tua luce profonda e avvolgimi nei tuoi petali di luce come in un autunno dei cieli. Permettimi di passare attraverso la tua finestra verso il sole nero che dietro di te si trova" - Miguel Serrano.

 

In alcuni ambienti di studio si cominciò a notare la somiglianza tra la figura di Lucifero e quella mitologica di Prometeo (colui che portò la fiaccola della conoscenza, illuminando gli uomini) o addirittura tra la figura del messia stesso e quella di Lucifero. Come il figlio dell’onnipotente scese in terra per portare la parola del suo signore, così Satana cade dal cielo per portare la conoscenza proibita agli uomini. C’è chi crede che nel passaggio tra l’uso del nome Lucifero a quello di Satana si suggelli anche la definitiva separazione tra il Cristianesimo considerato delle origini e quello successivo ormai totalmente ebraicizzato. A tal proposito dovrei rimandare ad un approfondimento dedicato alla figura di Gesù per spiegarmi al meglio e per non dilungarmi troppo adesso, diciamo solo che la fisionomia di Gesù ed una piccolissima porzione della filosofia di vita predicata rimanda a origini Gentili, il resto è puro materiale talmudico. Dalle ricostruzioni del Cristianesimo delle origini Gesù e Lucifero sembrano fondersi ancora più nettamente, qui l’intento è isolare il seme estraneo quindi in un certo senso l’imbruttimento di Satana coinciso (stranamente) con l’intervento giudaico sulle narrazioni bibliche. Conseguenza di un Cristianesimo delle origini sarà ovviamente un Lucifero delle origini, i suoi colori richiameranno il verde ed il nero, non il rosso. Non verrà associato alle fiamme dell’inferno ma al freddo del vento del Nord. Verrà identificato con la Luna e la Stella del Vespro, che di mattina si chiama Lucifero, cioè al pianeta Venere, simbolo del Femminino Sacro.

In nome di Lucifero sono nati innumerevoli ordini segreti, che hanno fatto perdere le loro tracce nei meandri del tempo. Non è dato sapere con certezza quanti di questi ordini siano basati veramente sui giusti binari di un percorso autentico. Non rientrano nella mia analisi iniziative folcloristiche ne i salotti trasgressivi, quelli li considero semplicemente come dei passatempi per diavoletti un po’ annoiati. Dal dizionario enciclopedico di J. M. Greer leggiamo che << i luciferiani costituivano una fazione dell’aspra frattura teologica verificatasi all’interno del movimento. Leon Taxil (Gabriel Jorgand – Pagès, fondatore dell’ordine Palladico, massone francese e scrittore) li descrisse come gnostici che adoravano in Lucifero un dio della luce e dello spirito, in opposizione ad Adonai, dio dell’ignoranza e della materia >>. Dei possibili parallelismi esistono tra le migliaia di associazioni fatte dalle correnti di pensiero più svariate, così come delle rassomiglianze nei contenuti, ci si può capire qualcosa in più soltanto aprendosi alle alte comunicazioni e trascendendo il piano materiale. I libri ricchi di date, nomi ed eventi non potranno mai bastarvi da sole, esistono per fermarsi ad un certo punto. Serve l’immersione individuale, l’abbandono della ragione ordinaria e l’apertura dei sensi, serve discendere ma in noi stessi come insegna appunto Satana/Lucifero.

 

“E per elevarci, discendiamo in noi stessi” - Voltaire.

 

Il riconoscimento del legame autentico con Satana/Lucifero va fatto individualmente, dopo la connessione coerente con certi eventi della storia avverrà in automatico. Chiamarlo con un nome o con un altro diventerà indifferente, entrambi si ricollegano alla stessa entità ed entrambi sono il frutto di quello che di lui si è riuscito a conoscere ed apprezzare. Ancora oggi esistono e sopravvivono attraverso le epoche i suoi autentici figli, ma la conoscenza di Satana/Lucifero è aperta a tutti, cambia il legame ma non la possibilità di ispirarsi direttamente a lui. Il nemico Spirituale rimane oggi come un tempo sempre lo stesso. L’autore della Bibbia, colui che di onnipotente non ha nulla, Yahweh ed i suoi seguaci che si sono finti addirittura “satanisti” pur di continuare ad infangare almeno uno dei due nomi (Satana) facendo credere che solo Lucifero fosse quello giusto, mentre Satana doveva continuare ad essere considerato il cattivo della situazione. E’ bene ricordare sempre che; Dove vige una dualità ingannatrice lì uno Yahweiano è al lavoro sempre per conto del suo presunto dio.

La storia su Lucifero ha una sua linearità abbastanza ricostruibile. C’è un’entità precedente all’avvento del Giudeo/Cristianesimo che aveva già la sua dimensione di senso, dal nulla subentra un programma che contrapponendosi alla sua creazione cancella ogni bellezza precedente per insinuare solo deformità. Abbiamo un ritorno dello spirito epico che riaffiora lentamente fino a manifestarsi in un sorta di rivincita attraverso la parola degli avi. Abbiamo infine la prima formazione di un movimento spontaneo che prenderà il nome di Luciferismo/esimo e che dovrebbe incarnare proprio questo forte sentimento di vendetta, ora possediamo una traccia su cui Satana/Lucifero ha puntato per indicarci la via e che si è formata proprio durante la sua rappresentazione tra le pagine bibliche quindi proprio in casa del nemico. Stiliamole insieme perché rappresentano gli unici valori immutabili che dovevano essere tramandati dentro di noi come l’insegnamento eterno. Il segreto è tradurre alcuni racconti in simbologie parlanti, se normalmente l’insegnamento morale cristiano va da una parte, il vero senso figurato sta dall’altra. Per estrapolare il senso ed il contenuto di questi insegnamenti mi sono limitato ad unire gli indizi allegorici contenuti in tutti i passi in cui si parla di Lucifero o si fa parlare direttamente lui e le mie intuizioni personali. Provate anche voi ad unire i due metodi di lettura e ritroverete lo stesso contenuto di significato che mi appresto a presentare. Ho deciso di chiamarli I sette punti di richiamo Luciferino:

 

Satana/Lucifero è colui che vuole e che può offrirti la vera conoscenza di te stesso. Nella genesi è ben chiaro questo messaggio fin dall’inizio. La conoscenza alla libertà interiore, la conoscenza delle leggi naturali e cosmiche, la conoscenza di noi stessi quando otteniamo la vera sapienza. La conoscenza per la nostra libertà nel diventare come un Dio. Solo nell’ottica insana di un cristiano il timore per la conoscenza offerta da qualcun’altro poteva essere vista come un pericolo.

Satana/Lucifero NON è il principe di questo mondo materiale ma il Re del suo regno Spirituale. Rilegargli solo la dimensione terrena è stato un mezzuccio piccolo e sporco per farlo apparire minore rispetto a Yahweh. In realtà sono proprio i suoi denigratori a possedere casomai una sensibilità limitata alla comprensione materiale e non di certo Satana.

Satana/Lucifero a dispetto di quello che fa credere la propaganda biblica, non incoraggia l’invidia, la gelosia, la cupidigia e l’inganno ma insegna l’equilibrio di tutte queste parti fino a convertirle sotto il dominio della nostra volontà consapevole. Il segreto dovrebbe essere quello di abbracciare tutti gli aspetti più utili della vita senza dipendere però da nessuno di essi.

- Arriviamo alla famosa ribellione. Nel suo stato meno enfatizzato rappresenta la nostra reazione ad un’ingiustizia subita. La disubbidienza è sintomo di vitalità di carattere se fatta per le giuste cause. Marca il tono della rivolta in nome di ciò in cui crediamo, il messaggio di Satana/Lucifero è limpido in questo caso, viaggia sempre seguendo la stessa norma, lui è stato fatto passare per quello che non è ed ha dovuto ribellarsi per avviare un cambiamento sotto forma di lotta. Il momento della caduta rappresenta solo una fase e non la resa alla sconfitta. L’angelo caduto ha vinto o non è mai stato sconfitto veramente ed i Cristiani lo sanno bene -

Satana/Lucifero non è mai stato invidioso nei confronti dell’umanità, lui l’ha resa più consapevole della vita. Inoltre una parte d’umanità deriva da lui, provare invidia per loro sarebbe come provare invidia per una parte di se stesso. I suoi reali sentimenti non potevano non essere alterati dagli sceneggiatori cristiani, ma per capire cosa ha sempre provato e come si è sempre comportato, bisogna penetrare il suo pensiero dentro di noi, solo allora ci risuonerà la verità più incontaminata.

Satana/Lucifero non incoraggia la superbia ad oltranza, trasmette al massimo l’orgoglio ad essere e rimanere ciò che si è ottenuto con il proprio valore. Incoraggia casomai  a mostrare della superbia il lato più dignitoso ed apprezzabile. Ogni eccesso alla lunga porta alla vulnerabilità, la chiave della forza indipendente sta nell’auto controllo. Ottenete la vostra libertà interiore e non vi troverete più a doverla cercare anche nel suo eccesso esteriore.

Ma soprattutto Satana/Lucifero non vuole che ci dimentichiamo chi eravamo prima di trovarci tutti quanti in trincea. La nostra natura, la nostra essenza deve rimanere integra nonostante tutto quello che cercano di farci diventare. Il veleno della menzogna ha una scadenza e non deve mai imbruttire eccessivamente il nostro animo puro. Ci troviamo interconnessi tra di noi (Satanisti o Luciferiani che sia) per il Dio da cui deriviamo e non per l’etichetta che scegliamo o per la quantità di libri che leggiamo.

 

Senza un lavoro di de programmazione serio ed omogeneo questi pochi insegnamenti lasciati sul tragitto per essere ritrovati, diventeranno tutto ed il contrario di tutto. Senza una base autentica non c’è una direzione certa, e ci si prepara a diventare quello per cui il Satanismo non è nato. L’interpretazione satanica è potenzialmente libera ed accessibile a chiunque, solo la natura e la verità hanno dei confini da rispettare. In teoria si dovrebbero rispettare dei confini anche nella divulgazione filosofica del Satanismo. Tenendo sempre bene in mente che è la concretezza reale dell’ente a dare la forma ad una qualsivoglia corrente in suo nome e non viceversa. Si userà l’arma creatrice del pensiero in modo coerente alla fonte da cui si attinge. Questo dettaglio potrebbe sembrare un’ovvietà ma invece con la piaga che ha preso il Luciferianesimo contemporaneo, dimostra di essere la madre di tutte le alterazioni in atto. La traduzione luciferina attuale e mi riferisco alle iniziative più note del panorama odierno, non incarnano Satana nella sua essenza più pura ma idealizzano solo l’emanazione di un Lucifero simbolico. E’ come se le influenze letterarie con i suoi poeti maledetti, unite al pensiero di alcuni illuministi e la voglia di sintetizzare ogni idea abbia circoscritto il loro Lucifero all’interno di un prodotto più intellettuale che totale. La pienezza dell’esperienza che contiene anche la percezione Spirituale non viene riportata da questi gruppi “Luciferiani”. Il loro sistema proposto è un insieme misto di filosofia egotista e ritualità utilitaristica portata all’estremo. Sembrano degli ibridi spaesati che riescono a ritrovarsi solo con l’aiuto di modelli salomonici già esistenti, ripresi revisionati e corretti. Non ricostruiscono sulla base degli insegnamenti autentici di Lucifero, ne modificano i parametri proponendo una nuova forma ma tremendamente distante dall’essenza originaria. Sono dei semplici maghi razionalisti. Per loro Lucifero esiste in funzione dei loro capricci o è solo un archetipo. Sono essenzialmente dei meticci acculturati, responsabili di un Satanismo ingrato.

Con una rilettura più intellettuale di Lucifero non ho nulla. Rappresenta pur sempre un aspetto artistico alternativo della percezione satanica ma fermarsi solo a quello o addirittura cercare di far credere che il proprio limite sia anche quello del Culto di Satana, è veramente inaccettabile quanto anti satanico. Qualsiasi iniziativa in nome di Satana nasce e sopravvive autentica a se stessa solo mantenendo la realtà concreta del proprio Dio. Chiamatelo rispetto, o come volete voi. L’ispirazione individuale dovrebbe rifarsi sempre alla fonte originaria, o si rischia di costruisce solo dell’aria fritta talmente astratta da poter diventare qualsiasi cosa, in mano a chiunque. Degli insegnamenti possono essere rielaborati in chiave moderna ma non cambiati fino a stravolgerne la natura. Gli orientamenti principali vanno rispettati, senza togliere la propria identità proprio ad un ente come Lucifero. E’ inconcepibile che Satana/Lucifero possa essere considerato solo un archetipo proprio da chi si definisce satanista usando il suo nome.

Le Undici Fonti del Potere di Lucifero provenienti dalla Greater Church of Lucifer, rappresentano un tipico prodotto derivante da quel luciferismo appena descritto. Contenendo spunti a tratti interessanti, si tratta di pura disciplina filosofica applicata al Satanismo.

 

1. Lucifero rappresenta la luce dell’intelletto, della consapevolezza e del potere che è    unico per ciascun individuo che abbia il coraggio di svilupparli con responsabilità.

2. Il simbolo dell’avversario è quello di chi libera se stesso, del ribelle spirituale che inspira l’evoluzione di se stessi.

3. Lucifero rappresenta colui che sorregge la torcia di Venere: colui che porta la luce come prima stella del mattino e colui che porta le tenebre come prima stella della sera.

4. L’avversario simboleggia il bagliore della coscienza che questiona ogni cosa, manifestando il cammino individualista di chi è responsabile solo di se stesso.

5. La caduta di Lucifero o Satana simboleggia la liberazione della mente della mente dalla mentalità da schiavi ed il coraggio di esplorare l’oscurità e dominarla: non è possibile brillare come la stella del mattino senza essere consapevoli dell’oscurità della notte.

6. L’ avversario rappresenta la ribellione con un proposito: quello della consapevolezza, della forza e del potere.

7. Lucifero rappresenta la forza d’animo d’avere amore per se stessi prendendosi la responsabilità di onorare il proprio corpo, la propria mente ed il proprio spirito.

8. Per incarnare la divinità devi avere la consapevolezza e la forza di gestire e dirigere da solo la tua vita perché solo così la tua mente ti sopravviverà dopo la morte.

9. Auto - indulgenza verso le regole, amore per chi lo merita disprezzo per chi non lo merita.

10. Lucifero rappresenta la constatazione che ogni atto, anche se percepito come altruistico, è in realtà egoistico. Quindi, anche se aiutare gli altri è la tua passione, il cervello ne riceve lo stesso una gratificazione biochimica scatenata dall’azione in se. E’ per questa sensazione di piacere che molti pensano che fare gesti socialmente utili avvicini a “Dio”. Lucifero significa riconoscere di essere egoisti e vedere lo stesso egoismo in tutti gli altri. Significa accettare questa realtà e con la propria consapevolezza fare scelte giuste per se stessi e per chi si ama.

11. Diventare una divinità significa comprendere perfettamente che si ha il potere di creare e mantenere il proprio percorso di vita e sviluppare il proprio potenziale.

 

Come forse avrete notato, in questi pochi punti stilati Lucifero rappresenta non insegna. Non a caso si tratta di un’elaborazione filosofica distaccata che si vuole fermare alla dimensione mentale del concetto di Luciferianesimo. Il pensiero elabora e trasforma ogni cosa e all’occorrenza può anche far diventare un qualcosa di reale solo un simbolo molto più comodo e meno impegnativo da assimilare. Ma con un lavoro del genere oltre a fare un favore al Cristianesimo si rimette in circolo una versione viziata su Lucifero, silenziando la sfera più preziosa che può donare. Il Satanismo privato della sua immanenza divina diventa solo un semplice capriccio.

Un Carducci e un Milton ci hanno insegnato attraverso le loro opere il fascino che la figura di un Lucifero può esercitare in termini di ispirazione, ma dove non arrivava l’esperienza diretta di un letterato, si dovrebbe concretizzare invece quella di un vero luciferiano. Al poeta o all’intellettuale basta il proprio intelletto per colmare ciò che l’esperienza non ha ancora provato, il Satanista è invece l’incarnazione massima della sua esperienza sul campo che poi si riflette sul pensiero artistico. Conviene non invertire le due cose, tenendo bene a mente che non sempre basta essere un pensatore per essere anche nei fatti un vero Satanista. La linea che separa un vero luciferiano dal giocoliere che si limita a proporre del puro e semplice esercizio anticonformista, è veramente molto sottile. Sta ad ognuno di noi distinguere e differenziare ogni aspetto per non farci fottere il percorso. Sappiate che non tutto si può a buon ragione considerare vero Luciferismo derivante da Satana/Lucifero. La parte filosofica e la parte Spirituale del Satanismo sono nate per rimanere indissolubili davanti l’inganno della dualità.

Se dovessi immaginarmi del Luciferianesimo autentico, lo rappresenterei al massimo della sua regalità classica. Unico figlio legittimo di quella tradizione da cui proviene per diritto divino. Rispettoso della sua millenaria cultura pagana, composta da antenati appartenenti a diverse culture ma accomunati dalla consapevolezza di un Lucifero tangibile e reale. intolleranti a quell’arido nichilismo del pensiero che tanto ha paralizzato ogni sana ispirazione alla Spiritualità delle cose, pieni invece di memoria dagli occhi e ricchi di profondità dal cuore. In una parola, Luciferiani.

Dopo la caduta, si narra che l’oscurità divenne la luce di ogni demone asceso. Molti ritrovarono i maestri perduti della propria anima che ben presto imparò da sola a non temere più la fiamma della propria conoscenza. Fu in quel preciso momento che smise per sempre di avere paura.

In Nomine Dei Nostri Satanas Luciferi Excelsi.

 

 

Mandy Lord

Anno MMXVIII

 

 

 

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