CANTI AGLI DEI

 

 

 

 

IL GUARDIANO

Di Jennifer Crepuscolo

Nei miei ricordi più cupi
aleggia la presenza
di chi nell’Urlo ha taciuto
e nel Silenzio parlato.
E cupi non per tristezza
ma per quell’antica melanconia
che sottrasse all’Oscuro
il suo antico Splendore.
Sola vago ancora
come randagia,
immortale sterpaglia,
io che affondo le mani nella nuda terra
per stillare sangue dalla cenere.
Leccherò le stelle
per dare luce al mio cuore,
il mio cuore straziato, affamato, illibato,
questo mio piccolo cuore,
il mio cuore soldato.

Dal fango sporco
rievoco i segreti del Cielo
e quella costola mi duole
per dirmi non osare.
Ma non ci saranno qui altri crolli
poiché tu reggi la mia Babele,
pilastro nero del mio brillare,
fiero e oscuro sfavillo,
mio santo sacro altare.
Sei fondamento del mio Divenire.
Nel Nero ho pianto
e hai sospinto il mio tormento,
lo hai capito, cullato, smembrato,
forgiando questo piccolo cuore,
il mio cuore soldato.


Nella mia Memoria più antica
governa il profumo del tuo ricordo,
rimembranza svelata, speranza rapita,
ordalia cremata, follia gradita.
E a volte rubo ancora luce al Sole
soltanto per vedere
nelle Tenebre il tuo volto.
Perché sei il mio Guardiano,
il mio Acerrimo Protettore,
nell’erba scalza ancora danzo,
nella tua Selva che Vive.
Tu Guerriero
che raccogli il mio Buio,
che ti ferisci per proteggere il mio Lume.
Tu mio Maestro, Tu mio Amore.
Come un uccellino caduto
è il mio cuore insanguinato
e tu lo tieni in mano
il mio cuore soldato.


Scortami, affiancami.
allineati ai miei respiri,
restami accanto
vegliando i miei riposi.
Tormentami nell’Oscurità
per accrescere il mio Lume,
ma offrimi il tuo petto
per mio intimo ristoro.
Guardami dove l'anima riflette se stessa,
sono qui nella pioggia velenosa
e tu sei qui, oltre il Vetro. 
Mille ancora le notti, mille le sfide,
mille le lacrime e le gocce di sangue.
Mille i cieli neri
e mille onde infrante.
Mille i sospiri
vissuti al tuo fianco
e ancora marcia
questo mio cuore stanco.
Marcia stremato,
affannato, squartato,
marcia sventrato,
appannato, sfibrato.
Marcia perché
il mio cuore è un soldato.

 

 

 

 

LA CHIAMATA 

Di Jennifer Crepuscolo


Pallidi lineamenti delicati
dal buio affiorano, lentamente,
come la più signorile
fra le mistiche apparizioni.
E così quel buio fu nera terra
da cui tu sbocciasti come candido Giglio
per giungere fino a me,
nell’alcova dell’Inizio.

Sorridi,
si muovono quelle diafane labbra
e par quasi l’innaturale movenza di una statua
che per troppo tempo ha taciuto.
Sospesa fra sogno e realtà
sento l’odore dolciastro del tuo incarnato
e sai di notte invernale, di fresco vento,
sai di regni antichi e sogni spezzati.

La tenebra intrappolata nei tuoi occhi
illumina l’alcova, accende il buio
e con essa la mia mente.
Senza proferir parola mi dici ogni cosa,
immanente presa di coscienza,
Sapienza di arcani segreti,
di libertà violate, di ingiustizie subite
e di verità negate e menzogne santificate.

Poi l’elegante tuo Silenzio si fa mera Passione
e il mio corpo sale e si scioglie in estasi.
Ma non vi è corpo, non vi è tocco,
non vi è mano che sfiori le mie membra.
E non vi è nemmeno la mia carne,
e non ci sono nemmeno Io
e non ci sei neanche Tu.
Vi è solo il piacere e la guerra dei sensi.

Sei la Verità che mi stupra
e mi percuote le carni,
carni che mai come in quel momento
m’appaiono così insignificanti.
Orgasmo dell’Anima,
Nuova Consapevolezza,
l’inizio della mia Lotta.
Tu ciò mi donasti,Tu mi chiamasti.

 

 

 

A PAIMON

Di Giuseppe Capaldo

  

Oh Paimon,

di me sommo Custode,

Tu chei mi donasti Rinascita,

Tu che lo sguardo tuo cupo

su di me posi.

Tu, spirito ardito,

che mi guidi nelle Tenebre

proteggendomi le spalle.

Ed io che Ti Amo,

Io che mi vesto di Forza

E mi incammino sull'Oscura Via,

ove tu mi conduci,

ove Satana in luce regna.

Paimon, eccelso,

in questi Percorso mi accompagni,

verso quella che è Casa mia.

Grato di averti accanto,

Grazie Mio Protettore!

Onore e Gloria a Te!

 

  

 

A BELPHAGOR

di Dama Oscura

  

Sei alba che nasce,

una mandria imponente,

l'orizzonte d'oceano.

Come definirti se non alzando gli occhi al fato,

immenso universo che comprendi.

Grandezza e saggezza,

Creazione ed oblio.

Amante, complice, compagno, padre, dio.

Per guardarti basta alzar gli occhi al Sole,

per toccarti basta sfiorare le spighe del campo di grano.

Sei in tutto ciò che è creato.

Il tuo nome, Belphagor,

echeggia nel mio cammino

come eco in alta vetta.

Tu sei in Me, Io sono in Te

Ora e per sempre.

 

 

 

 

A FURFUR

di Vincent Furfur

Brindo a te, o mia Dea! 
E alla Vittoria che seguirà la battaglia.
Ch'io possa ripercorrer quella strada 
segnata ai bordi da alti cipressi,
per risalire fino a Saturno,
ritrovarti affacciata sui suoi anelli
come balconi.
E mentre evochi i lampi e i tuoni, 
ch'io possa come da bambino
ammirarli estasiato, 
accanto a Te.

 

 

 

 

A MAAT
di Jennifer Crepuscolo


Alla bella e saggia Maat
che lotta con il Cuore,
a Lei magnificenza,
a Lei sia reso onore!

Potente come il mare
e leggiadra come schiuma,
dell’Ade la bilancia
in cui regna la sua Piuma.

Grande Dea della Giustizia
che al Vero ci conduce,
lasciandoci nel buio
ma indicandoci la Luce!

Inoltrati Iniziato
nella sua Tenebra inquietante,
e solo se avrai Fede
troverai il suo Diamante!

Sull’erba conterai
tante colonne quante lune
e nell’Occhio che osserva
Tu vedrai l’antico Lume!

Vortica la coltre d’acqua
in una sorta di girotondo,
rilucendo d’arcobaleno
oltre il quale v’è il suo Mondo!

Ed eccoti nel Diamante
quando meno te lo aspetti,
un Mondo oltre il Tempo
abitato dai suoi eletti!

Oh  Grande Maat
Seguirò il Lume ogni giorno,
aspettando con viva Fede
l’agognato tuo ritorno!

 

 

 

BUER
Di Jennifer Crepuscolo

 

Oh grande Demone Protettore,
tu che fra tutti spicchi
per saggezza ed eleganza,
tu che sai come curare
ogni uomo dai suoi mali,
tu potente Guaritore
che separi ogni servo dal suo padrone.
Tu, nobile Buer,
che aiuti l’umano a spezzare
le catene della materia,
che elevi il suo spirito verso l’alto
sanando il suo corpo in basso.
Tu che più d’ogni altro
sai far dell’equilibrio virtù,
tu che pieghi a te il vizio
rendendo l’uomo libero dalla prigionia.
Tu che elargisci buoni consigli
forgiando negli animi consapevolezza.
Tu Buer, che mite e orgoglioso,
indichi al degno la via del Sapere.
E di te Grande dio
che io oggi canto le lodi,
fresco e deciso il tuo paterno respiro.
tu che tessi le trame della libertà
e sleghi l’uomo dalle catene del dipendere.

 

 

 

A BELIAL

di Atrax Blackflare

 

Buono a nulla sei stato chiamato

Ma io ti ho conosciuto e ti ho amato,

Violento torrente di passione,

Belial il terribile,

Belial la distruzione.

Per secondo dal fuoco fosti generato

Hai spezzato le catene e ci hai vendicato,

Sgretoli i limiti dell’umana comprensione

Belial ispirator dell’irrazional ragione.

Luce sanguigna, luce del vero,

Di fuoco il tuo carro e il tuo sguardo severo.

Morte della prudenza e dell’ipocrita decenza,

Sfida al mondo intero la tua spada volta al cielo.

Lodi dall’inferno inneggiano al Re eterno,

Lode al più bello che da rifugio nell’Averno.

Oscuro messaggero dell’impudico piacere,

gentili e dignitose le tue nobili maniere.

E dai tuoi occhi neri traspare solo onore,

hai vinto il mio cuore, Belial il seduttore.

  

 

 


A PAZUZU DIO DEI POETI

di Diego Felice

 

Onore a Pazuzu.

Onore a Te, oh Dio dei poeti e degli artisti,

che componi versi più belli di tutti quelli visti.

Sei la mano che guida le pallide dita del pianista

sul pianoforte che lo fa diventar narcisista.

Sei l'inchiostro nero che cola dal perlaceo pennino

del poeta che scrive mentre è sotto l'effetto del vino.

Sei l'ultimo tocco di colore

che il pittore mette sul quadro del suo cuore.

Sei la rabbia che spinge la ballerina

a danzare in mezzo alla pallida brina.

Onore a te, che sei la poesia del vento

che sotto le tue ali avanza lento.

Sei l'estrema poesia di sdegno, sussurrata in pieno

alla nuvola di locuste, che volano tra il fieno.

Sei la forza dell'immaginazione dell'artista

che lo fa volare sui regni della psiche umanista.

Hail a Te oh Pazuzu, Re dei poeti.

 

  

 

 

A SETH

di Mirco Castello

 

Il Caos è Essenza per ogni Ordine,

Confusione creante nelle nostre menti.

Dio Seth Magnifico

Tu che porti il Caos dove Ordine non c’è più,

dove l’Ordine ha inizio e fine

immenso Dio tu che ne sei il Principio e la Fine.

l'Alfa e l'Omega.

continuo mutamento degli eventi.

distruggi ogni certezza terrena

dove certezza non esiste.

Mutamento imperscrutabile,

assenza fisica,

dal tuo potere siamo irretiti.

Tu che riordini con distruzione,

sciocco chi cerca di darti forma.

Permettimi quindi di goder del non senso,

fammi danzare dove principio non ha scopo

e la fine ogni intento.

Fammi danzare dove io non sono più,

fammi danzare nel Caos.

Conduci senza ordine il susseguirsi dei miei passi

e nella tua indefinibile volontà

io ne sono solo esempio d’Essenza.

Onore e gloria a te grande Dio.

 

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