LIBERTAS

 

Nessuno è libero se non è padrone di se stesso

 

Più il significato di un termine sembra generalista nella sua più facile comprensione, più nel tempo rischia di diventare qualsiasi cosa. Il primo input alla libertà lo si intuisce fin da piccoli non serve che qualcuno ce lo spieghi, è istinto dilatato in un'unica grande emozione. Ma mano che si cresce la contestualizziamo all’interno della nostra esperienza diretta con la vita, dando a quella specifica sensazione il nome di libertà. Ma nel passaggio tra il nostro primo approccio disincantato e la successiva modificazione il concetto di libertà andrebbe trasformato insieme a noi, invece di lasciarlo nello stesso stato in cui lo abbiamo conosciuto fin da piccoli. Quando questo non accade ecco che la libertà la vediamo deviare verso un’invisibile alterazione che la trasforma nell’unica versione estremizzata che ben conosciamo oggi. Ho sempre avuto la sensazione però, che la libertà generalmente concepita non riguardasse solo l’AZIONE e il movimento illimitato, ma che ci fosse dell’altro meno considerato. Ai giorni nostri non esiste più la libertà della crescita ma solo quella del desiderio. Ci hanno inculcato che dobbiamo vivere da eterni impauriti, perché da un momento all’altro qualcuno sbucando dal nulla potrebbe toglierci la libertà del FARE. Ci impedirà di muoverci, di respirare e di scappare lontano. Come reazione opposta ci tocca fare tutto quello che possiamo senza limiti perché chi ci limita diventa il nostro nemico e di riflesso il nemico della nostra sconfinata libertà.

La costruzione artificiosa di questa convinzione ci ha portato alla ricerca spasmodica di un’AZIONE personale il più possibile estrema per essere anche il più possibile libera. Ma siamo sicuri che il segreto per essere veramente liberi si limiti a farci ricercare in ogni cosa la versione più estremizzata? senza selezione, scelta e un minimo di ponderazione razionale? Forse no, se abbiamo avuto la fortuna di nascere uomini senzienti e non animali. Un animale può anche abbandonarsi al suo istinto riducendo all’osso la distanza tra il desiderare  e l’agire ma un essere umano deve fare i conti con la complessità delle sue sfumature per conoscere ed apprezzare anche il lato meno istintuale ma più complesso del concetto di Libertà.

Se solo tornassimo al nostro approccio privo di manipolazioni esterne con la sensazione alla libertà ne apprezzeremmo anche i toni meno stereotipati. Ma bisognerebbe prima azzerare tutto quello che ci hanno fatto credere sull’essere liberi, imparando a distinguere la nostra libertà interiore da quella esteriore. La nostra Libertà Interiore è quella che cresce e muta insieme a noi e alla nostra maturità. Non è illimitatezza ma confine consapevole, è controllo, auto disciplina e responsabilità di chi si vuole essere veramente. Se dessimo più tempo alla sua influenza ci insegnerebbe che inseguire vette sempre più alte di libertà non rende veramente più liberi ma solo più schiavi di un circuito mentale artificioso. La Libertà Esteriore è invece quella che ha bisogno dell’elemento massimo (inarrivabile) per catturare la nostra attenzione. E’ liberalismo semplificato che per primo cattura il nostro sguardo, portandoci a credere che quello che vediamo esternamente a noi è l’unico modello valido di libertà da seguire. Qualcuno mi disse un giorno che si mette alla prova la nostra libertà soprattutto quando alla stessa ci si contrappone una privazione, nel contrasto scaturisce l’effetto utile alla nostra crescita individuale ed a quel punto o si impara veramente qualcosa in più o si rimane ancora fermi a dove eravamo.  Della libertà negata ci fa apprezzare immensamente la stessa ma un eccesso di libertà ci fa perdere il valore della stessa. Allora qual’ è la misura ideale, è la misura dove il nostro senso di libertà si sintonizza perfettamente tra la nostra etica e la nostra anima. Una libertà interiore che influenza quella esteriore e non viceversa. Ecco quando la nostra libertà diventa intoccabile. << Si inizia ad essere liberi solo quando ci si accorge di essere condizionati >> scriveva Goethe, e forse se siamo fortunati oltre la soglia di quel condizionamento c’è un diverso punto di vista pronto a dispiegarsi a nostro favore. Per permettervi la libertà di cui vi parlo dovete però necessariamente passare dalla rivalutazione di altri termini correlati come quello dell’ “Auto controllo” “della Disciplina” e “della Misura”. Si avete capito bene, non sono parolacce ma concetti indispensabili per accedere oltre la soglia della vostra diffidenza nel sentirli solo nominare. Cos’è l’autentico auto controllo se non la manifestazione della nostra volontà in atto, noi siamo gli unici al timone di noi stessi e nessuno può prendere il controllo all’infuori di noi. E cosa è la disciplina se non la massima espressione della nostra potenza in atto, quella che ci perfeziona, ci taglia e ci ricuce e che infine ci impone una forma determinata di fronte agli altri. Ed infine chi avrebbe da ridire se definissimo la misura come il metodo migliore per proteggerci da ciò che con violenza ci trascina  in balìa dei nostri desideri e dei nostri pensieri. La misura è la garanzia della qualità della nostra condotta, ci ricorda che non tutto quello che ci bombarda dall’esterno è sempre autorizzato ad entrare.

Cambio di prospettiva signori, a volte un individuo decide di farlo e scopre come ogni altra cosa collegata, cambia semplicemente aspetto e direzione. Se imparo a vedere la mia libertà in modo reimpostato vivo meglio e chi vive meglio non dimentica più come ci è finito in un tale stato. Osserverete la finta libertà (spacciata per vera) con occhi nuovi come una specie di caricatura a cui ancora troppe persone sono abbindolate per pura e semplice inconsapevolezza personale. Guardate con molta attenzione la società in cui viviamo, cova apatia anche perché esercita e ricerca un’idea di libertà privata della sua lettura più profonda.

 

In verità solo la disciplina dona la libertà. La libertà di fare ciò che si vuole quando si vuole non è vera libertà, è schiavitù rispetto al proprio apparato psicofisico e ai suoi mutevoli desideri. La libertà di mangiare un chilo di dolci, fumare due pacchetti al giorno, assumere droghe, bere troppo, questa non è libertà, è schiavitù. E’ incapacità di dominarsi. L’autentica libertà la si raggiunge disciplinando il corpo, le emozioni e la mente. Quando il tuo apparato psicofisico è stato disciplinato dalla forza della tua  attenzione cosciente, allora e solo allora sei davvero libero di fare ciò che vuoi. Prima di quel momento sei un burattino nelle mani della società, la quale decide ciò che DEVI desiderare “liberamente”. Il risultato è che sei libero di fare qualunque cosa, ma non sei libero di essere libero. I giovani associano al termine disciplina un significato di costrizione, quando invece la disciplina di Sé rappresenta il portale verso la liberazione da ogni costrizione sociale. Il fatto che gli addormentati chiamino libertà la schiavitù, e viceversa, diventa terribilmente esilarante. Come puoi sperare di avere dominio sulla tua vita se non sei in grado di disciplinare le tue emozioni e i tuoi pensieri? La vera Libertà non è libertà DI fare, ma libertà DAL fare” estratto dal libro di Draco Daatson.

 

La nostra vera libertà non la si può perdere. Nessuno può togliercela se la sua sorgente moderatrice è dentro di noi e se si nutre costantemente della nostra gestione personale. Il mondo esterno deve solo essere un riflesso della nostra libera gestione interiore. Una volta compreso ciò, come fa anche intuire il piccolo estratto sopra citato, siamo veramente liberi di sentirci liberi. Un vincolo che inizialmente fatichiamo ad accettare come presenza fastidiosa nella nostra vita quotidiana è in verità della liberazione camuffata, ma per donarci la vera libertà ha bisogno della nostra disciplina personale per mettere radici. Si scoprirà che si può essere veramente liberi anche scegliendo di NON fare un qualcosa, e non sarà di certo una scelta meno autentica della prima opzione.

 

La libertà dell’uomo è definitiva ed immediata, se così egli vuole; essa non dipende da vittorie esterne, ma interne” - Paramahansa Yogananda

 

Solo se si delega il senso della nostra libertà a dinamiche esterne ci può essere tolta in qualsiasi momento. Questo ci rende irrequieti quel tanto che basta dal ricercare una rivalsa nel gesto estremo, ovvero in quella che io chiamo libertà apparente. Nell’illimitata concezione di una cosa non c’è sempre la liberazione che pensiamo e non tutte le forme di apparente libertà sono sempre veramente costruttive. Posso trovarmi nella più ampia scelta di movimento ma se non ho anche un orientamento ispirato da qualcosa di più profondo che mi fa sfruttare al meglio quella opportunità di scelta sarà come non avere nulla. Se agisco solo perché sono stato portato a farlo, non è più la mia coscienza ad agire ma quella di qualcun altro. La libertà ad un grado di consapevolezza superiore ha bisogno di ritrovare un’unica regia (la nostra) per svilupparsi verso la giusta direzione. L’essere liberi anche dal non fare per forza una cosa ci rende padroni di noi stessi una volta in più e ci regala un altro aspetto della stessa libertà che poco prima magari nemmeno consideravamo sotto quella luce. Si interrompe un meccanismo, non mi metto più ad appagare ogni cosa compulsivamente che mi richiami alla mente l’unica forma di libertà apparente che mi hanno fatto credere ma mi impegno a fare solo quello che mi rappresenta di più, immettendo la scelta diretta solo dalla mia volontà e meditata dal controllo dei miei desideri. Essere in balìa di ogni impulso arbitrario ci indebolisce e ci rende solo più vulnerabili. Ciò che pensiamo può essere valutato, non tutti i nostri desideri vanno automaticamente assecondati, ritorniamo padroni in essere.

Il Satanismo liberamente inteso ha incubato negli anni un libertinaggio filosofico variopinto più o meno giustificato dalla reazione antitetica alle religioni predominanti. Il concetto di libertà estrema ha sicuramente facilitato a far nascere negli ambienti satanici l’azione trasgressiva di comodo, sostenuta da quell’idea di “libertà” utile soprattutto a giustificare qualsiasi inclinazione deviata. Ma il Satanismo più autentico non vivendo di soli estremismi era destinato prima o poi a riscoprire anche della libertà soprattutto il suo aspetto più nobilitato. Ancora purtroppo la libertà plebea infesta molte correnti di pensiero più o meno autentiche, ma verrà il giorno in cui la comprensione alterata della libertà rimarrà sul fondo della trasgressione, mentre la sua parte più vera e meno conosciuta affiorerà in tutto il suo splendore, diretta verso coloro abbastanza capaci da coglierla. Non riesco ancora ad immaginarmi un satanismo totalmente inquadrato sull’asse di una libertà diversamente intesa, significherebbe la fine di tutti i focolai discordanti responsabili del degrado ideologico del Culto originario e l’inizio di una nuova era finalmente purificatrice. La vera libertà del Satanista non è sconfinatamente incontrollata ma ritagliata sull’influenza regale della nostra natura animica. E’ la libertà scaturita dall’essere risvegliato, colui che tiene sempre le briglie  della propria DECISIONE entro confini immuni ai capricci sia dell’Ego che dei desideri troppo impulsivi. E’ il Satanista emancipato Spiritualmente che ritrova i propri avi ad accoglierlo nell’atteggiamento autodeterminato.

 

"La libertà illimitata e arbitraria si autonega; o non sopporta se stessa, consegnandosi alla legge, oppure si dissolve in uno stato di noia e di indifferenza autodistruttiva" - F. Dostoevskij

 

La libertà “viziata” della modernità non libera da nessuna catena ma anzi lega ad un impulso ossessivo che ti fa vivere ansiosamente. Sopravvive nella mente dei più ingenui attraverso quella sottile preoccupazione che gli fa venire il dubbio di non essere mai abbastanza liberi individualmente. Bisogna fare i conti con la propria capacità di osservazione per cogliere quella libertà molto più autentica. Una difettosa interpretazione del concetto di Libertà diventa una vera e propria arma contro il nostro percorso. Un certo satanismo (o che oggi si crede tale) predica una libertà impersonale, in modo da essere sempre allettante per ogni mente particolarmente suggestionabile. La vera libertà è personalità, determina il grado di padronanza su noi stessi, fare ogni cosa vi renderà ogni cosa, fare solo quello che siete vi renderà unici … e veramente liberi. Il Satanismo è libertà nella misura in cui non ci si trova costretti a dover snaturare noi stessi o gli altri in nome di un falso stereotipo. Se fare qualsiasi cosa, in qualsiasi modo e per qualsiasi motivo è la vostra idea di libertà, allora forse la schiavitù che vi aspetta è anche l’unica forma di “libertà” che vi meritate. Per alcuni individui e per il loro livello di comprensione la libertà può essere solo qualcosa che li porterà a vagare senza una meta in cerca di una qualsiasi cosa che li faccia sentire chiunque. Non ha importanza chi o cosa di preciso, basta che riempiano la loro mente di una certa quantità di libertà illusoria al punto giusto. Crederanno in tal modo di essere sempre più liberi di ieri. Rimanendo però chiusi dentro la stessa identica finzione mentale imposta.

 

“Libertà significa responsabilità. Questo è il motivo per cui la maggior parte degli uomini ne ha paura” - George Bernard Shaw.

 

La libertà per un Satanista non è una scelta ma un pezzo del suo spirito, a patto però che la accolga senza alterazioni di sorta nella sua vera veste liberatrice e non sotto l’effetto dell’apparenza. Sarà la SCELTA a farvi conquistare la vostra libertà  e non l’eccesso bombardante proveniente dall’esterno. Se farete condurre il gioco ai vostri pensieri incontrollati, ai vostri impulsi e ai vostri lunatici desideri vagherete senza una meta e non troverete mai la quiete.  Se ne sarete degni, il vostro destino sarà invece quello di ritrovare la fiducia in voi stessi  grazie alla vostra autoanalisi prima di arrivare alla sensazione di essere intimamente liberi di sentirvi finalmente al centro della vostra gestione personale senza compromessi. Teniamo sempre a mente che un certo mondo vorrebbe che ogni satanista si limitasse ad essere eccessivo e sgraziato, affamato di ogni cosa che svolazza davanti alle sue voglie. E vorrebbe tanto che la nostra sola reazione si limitasse a correr dietro ad ogni cosa che viene spacciata per libertà pur di mantenerci banali e innocui. Un satanista del genere non solo sarà più controllabile ma anche tremendamente manipolabile. La nostra risposta sarà invece superiore sotto ogni aspetto a tale mezzuccio e contrapporrà un Satanista consapevole mostrare solo il vero anche della libertà vissuta e incarnata. Nessuna finzione di sorta può distrarci dal delineare solo il meglio della libertà, anche perché una volta conosciuta difficilmente si vorrà tornare indietro.

All’idea generalista che pretende un Satanista superficiale noi opponiamo un Satanista attento, all’idea generalista di un Satanismo che può essere qualsiasi cosa, noi opponiamo l’unico Satanismo di Satana che non è mai cambiato e che non può diventare qualsiasi cosa. Si tratta di cambiare completamente prospettiva e di rendere finalmente la vita difficile a tutto quell’astrattismo che con una certa libertà distorta ha banchettato con le nostre convinzioni fino a renderci più spaesati che veramente convinti di noi stessi. La libertà monodimensionale che vive solo di estremi è sicuramente più comoda da vivere, non richiede particolari doti ed un qualsiasi individuo ha un’ampia scelta di possibilità ma con il tempo non ha più se stesso, lasciato dietro un giro causa finzione eterna. Ad una giusta comprensione della libertà corrisponderà un percorso personale altrettanto solido. E’ importantissimo svelare la falsa comprensione che risiede dietro a tale termine tanto grande quanto complesso, se partiremo da noi stessi nessuno potrà entrare per interferire, siamo veramente liberi quando teniamo fede alla nostra natura e prepariamo il terreno al suo ritorno dentro di noi.

 

Libertà è la facoltà di agire seguendo la guida dell’anima, e non gli impulsi dei desideri e delle abitudini. Ubbidire all’ego conduce alla schiavitù; ubbidire all’anima conduce alla liberazione” – P. Yogananda.

 

Dunque ricapitolando: Ci hanno fatto credere che la libertà generalmente accettata è un sentimento illimitato e sciolto che ognuno di noi deve esercitare ogni tanto per avere l’illusione di essere un individuo nel suo piccolo veramente libero. E’ quasi un rituale periodico dal potere esorcizzante per le nostre paure e lo eseguiamo tutti, in modo diverso ma tutti indiscriminatamente. Ora, nella nuova concezione che mi sono permesso di presentarvi tra queste righe vi dichiaro essenzialmente che la vera libertà per essere conosciuta deve passare da fattori come l’osservazione interiore delle nostre azioni, la disciplina, l’auto controllo e la responsabilità di ESSERE e non di desiderare semplicemente ogni cosa che ci intrattiene la mente. Effettivamente la mia versione della libertà risulta essere molto meno intrigante rispetto al suo luogo comune me ne rendo conto ma forse anche ad uno sguardo più attento anche molto più onesta, visto che vi invita a ritornare VOI il centro di tutto il meccanismo  e non più un’idea in mano al vento. La mia “follia” scribacchina prosegue sicura, asserisco che soprattutto nel vero Satanismo vissuto la libertà che descrivo ha un ruolo determinante alla formazione e alla custodia della nostra personalità. Ci ripulisce dalle scorie apparenti dandoci l’aspetto che valiamo. Sogno decisamente un IO senza più un EGO dopato d’apparenza. Ai posteri l’ardua sentenza di soppesare questo mio delirio, non abbiate dubbi sul fatto che credo fermamente ad ogni singola parola espressa e so perfettamente di avervi dato nel mio piccolo lo spunto più fastidioso possibile per essere colto con facilità. Il dominio su noi stessi non si limiterà a renderci soltanto più liberi ma anche più forti e indipendenti, dove fiorisce la nostra consapevolezza la libertà ha già costruito il suo scrigno eterno proprio dentro di noi. Il passo successivo alla vera libertà sarà la vostra vera felicità.

Un Satanista è libero per quello che sa di essere e non per quello che pensa di dover dimostrare.

 

 

Mandy Lord

Anno MMXVIII

 

 

 

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