L’ORDINE ED IL CAOS NEL SATANISMO

 

 

La vera comprensione del Caos e dell’Ordine risiede nella nostra capacità di andare oltre ad una semplice dualità imposta. Oltre la coltre di divisioni e definizioni risiede infatti l’unione funzionale che al momento giusto si trasforma in un perfetto equilibrio degli opposti.

“Ad un primo approccio il Caos è intrigante perché sa di libertà assoluta e non richiede particolari doti? Mi piace. Il Satanismo dicono sia la massima espressione della libertà? Allora il caos sarà Satanismo. Di contro, qualsiasi altra cosa richiami ad un ordine naturale o personale mi sta stretto perché mi rimanda ad altri concetti come la restrizione e la privazione imposta da qualcuno? Allora molto meglio rimanere dentro il Caos ” … Due assiomi mentali molto comuni che ad uno sguardo veloce non fanno una piega se solo non ricalcassero una convinzione alterata e priva di verità assoluta, che molti individui e troppe correnti di pensiero tramandano invece come automi senza capirne la distorsione intrinseca che contengono.

La Verità è che da una parte; sovrastimare l’influenza del Caos nella vita di un individuo o innalzarlo addirittura a valore assoluto, come succede oggi in certi ambienti significa aprire un varco ad un possibile squilibrio, tendenzialmente in contrasto con i bisogni del nostro equilibrio interiore. Mentre dall’altro; il suo “fratellastro bacchettone” opposto ovvero il concetto di Ordine pur detenendo il titolo di eterno frainteso, sarebbe anche l’unico in grado da sempre di portarci verso le più svariate forme di affermazione e di vera CREAZIONE.  Come spiegherò anche più avanti, è grazie all’influenza dell’Ordine che infatti il Caos ha un senso in termini di combinazione e trasformazione verso più alte sfere di miglioramento e non esiste ambito che non gli possa riconoscere tale merito. I due fattori solo apparentemente opposti si dovrebbero fondere per generare la terza via e non isolarsi per contrapporsi l’uno all’altro.

Il Caos come fenomeno multiforme, esiste sicuramente per essere conosciuto ma come fattore instabile non è strutturato per essere addirittura abbracciato senza riserve, solo perché sembra questa la tendenza generale da seguire.

Non tutti i termini nascono per essere compresi nella loro essenza al primo tentativo, serve capacità personale e un pizzico di intuito sensibile. Nel mondo del Satanismo il Caos banalmente concepito è da tempo immemore esaltato all’eccesso per motivi in realtà contrastanti rispetto ad un qualsiasi obbiettivo costruttivo che un vero Satanista può e deve porsi. I suoi effetti mentali resi ancor più gonfiati da alcune basse tendenze trasgressoidi ne hanno rafforzato i tratti invece di svelarne i limiti e dalle disquisizioni filosofiche, passando da quelle della scienza e della fisica, il concetto di Caos si è infiltrato nella sua peggior trasposizione anche nell’ambito esoterico e infine satanico. L’antico istinto a trascendere e poi unire al momento giusto le due metà per uno scopo più elevato viene bruscamente interrotto, sopravvive nei pochi il senso vero di quel segreto. Ai più è dato conoscere ormai solo gli effetti di un Caos separato e di un Ordine ingiustamente denigrato.

 

L’Ordine è necessario per non perdersi, il disordine per ritrovarsi …

 

Il concetto di Caos (χάος) fa la sua prima comparsa all’interno della cosmologia greca, veniva associato filosoficamente parlando alla gran “lacuna’” o vuoto originario preesistente alla creazione del cosmo. Nella concezione classica possiamo già trovare alcuni indizi preziosi che ci indicherebbero la vera natura del Caos, si parla infatti di “una condizione informe che precedeva inevitabilmente ogni vera forma di REALIZZAZIONE”. Una sorta di disordine materiale che solo grazie al successivo  intervento (di quello che poi Platone chiamerà principio ordinatore) formava la concretezza definitiva di un tutto ordinato. I primi pensatori antichi ci suggerirebbero dunque che non può esserci vera CREAZIONE dentro una massa piatta di semplice caos fine a se stesso, serve un demiurgo, un potere generatore che trasforma la forma e fissa la vita di ogni cosa innalzando la condizione precedentemente incompleta del Caos in un superiore Ordine divino.

Nella mitologia nordica il Caos rappresentava una minaccia perenne all’ordine e all’armonia del cosmo, tanto è vero che le allegorie sotto forma di leggendarie battaglie tra le forze distruttrici e gli enti della luce si sprecano solo per portare sempre lo stesso messaggio di fondo. Nella mitologia romana il caos rappresentava il vuoto senza fine che poteva trovare l’armonia solo con l’ordine derivante dal volere tempestivo delle divinità amiche all’uomo.

In Astrologia nello Zodiaco, l’ordine ed il caos sono rappresentati dai segni opposti della Vergine e dei Pesci. “Ogni cosa, ogni modello, nasce simbolicamente in Ariete, si consolida in Toro, si differenzia in Gemelli, si radica in Cancro, acquisisce un’identità di sé in Leone e si struttura secondo un ordine in Vergine. In Vergine, il segno del giusto mezzo, troviamo dunque il massimo dell’ordine e della capacità di adattamento all’ambiente; infatti, dalla Bilancia in poi, il modello acquisisce sempre più elementi di ridondanza fino ad arrivare alla sua massima espressione di potenza in Capricorno, ma essendo il Capricorno una culminazione, corrisponde anche all’inizio del disfacimento del modello, disfacimento che si compirà in Pesci, dove troviamo appunto il caos, inteso come vuoto creativo, ricolmo di intenzione, da cui emergono nuovi modelli vitali, e che rappresenta quindi lo stato essenziale per la creazione di nuove forme”.

Nell’interpretazione divinatoria dei tarocchi è il Matto a rappresentare lo spirito del Caos, la numero zero del mazzo può essere considerata sia la prima che l’ultima carta degli Arcani Maggiori. L’idea è quella di una persona che cammina senza avere una meta ben precisa, irrazionale, stravagante, incosciente, istintuale, ribelle, imprudente, impulsivo ed ingenuo.

In Fisica troviamo la tendenza nel cercare di penetrare la natura del Caos attraverso una variante del principio ordinatore che in quest’altro ambito prende invece il nome di “formula”. In fisica tutto ciò che non può rientrare in leggi matematiche semplici viene definito sistema caotico. Quindi tutto quello che non può essere “ordinato” con il linguaggio della scienza viene solo ipotizzato attraverso innumerevoli varianti di evoluzioni non lineari che hanno dato vita successivamente anche alla nota teoria del Caos. Anche in ambito scientifico sembrerebbe che si cerca sempre di affiancare uno strumento ordinatore (denominato sintetizzatore matematico) per tentare di decifrare e di dare una forma al caos, non in grado da solo di rappresentare un fattore decifrabile e misurabile alla catalogazione scientifica. Cambiano gli ambiti e le epoche ma non la tendenza ad evocare un metodo “ordinato” per capirci qualcosa in più del disordine.

Il significato concettuale che richiama al caotico, al disordinato al mescolato credo abbia una natura transitoria nella sua essenza perché legata inevitabilmente all’intervento di una qualsiasi forma di ordine per definirsi oltre la sua immobilità informe. L’idea di caos non nasce di certo per essere quello per cui per molti è diventata ovverosia un centro di realizzazione individuale, o peggio ancora uno stile di vita, come molti erroneamente pensano. Per far si che il caos oltrepassi se stesso e si concretizzi in qualcosa di più definito serve l’intervento di un ordine che ne completi la struttura. Senza una forza trascinante all’ordine che quasi per istinto sappia di assestato, disposto e sistemato non si crea nulla e non si lascia nulla di definito verso l’indelebile. La perfetta unione combinata del caos e di un successivo ordine ha creato praticamente ogni forma vivente che oggi possiamo osservare, ma anche ogni forma d’arte che ha lasciato un segno del suo valore immortale tramite parole e grandiose opere. Siamo fatti di un caos ordinato dalla prima particella che ci compone all’ultima che ci circonda, incarniamo veramente il frutto più convincente di una delle combinazioni evolutive più chiare. Provate a lasciare del caos senza un ordine e avrete sempre la stessa forma inerte davanti i vostri occhi, provate a lasciare un ordine senza del caos e l’unica cosa che otterrete sarà una prova più o meno stabilizzata di evoluzione.

Il Caos rappresenta l’apoteosi dell’astrattismo. Sa di tutto, può essere ogni cosa e prende ogni direzione possibile e mai assolutamente prevedibile, forse è la cosa più vicina al mistero dell’insondabile ma come offre ogni possibile conclusione è anche inevitabilmente inaffidabile perché quasi sospesa, modificabile senza regole e inadatta per più alte forme di orientamento esistenziale individuale o collettivo. Non E’ pur sembrando, è possibile ma mai assolutamente certa. Ti può promettere tutto quello che poi non ti confermerà mai. Ogni aspetto positivo che si può estrapolare da questa incognita vivente è frutto delle migliori acrobazie speculative. Nella realtà dei fatti quando gli effetti romantici della filosofia terminano, le cose cambiano decisamente e gli aspetti meno positivi del caos si mostrano in tutta la loro concretezza. Se un qualsiasi individuo provasse a affidare la propria vita ad uno stile che sia caotico dalla prima azione quotidiana fino all’ultima, non rimarrebbe molto della sua vita. In poche ore tutto quello che ha costruito con i suoi sforzi per ottenere sempre una condizione migliore, un orientamento e una direzione, imploderebbe su se stessa lasciando solo macerie. Infatti siamo circondati molto più da forme sempre diverse caratterizzate e ottenute da fattori più ordinati che caotici, ogni meccanismo dal  più piccolo al più grande produce i suoi effetti duraturi e crea un mantenimento concreto grazia ad un precedente interevento dell’ordine sul caos e mai viceversa. Osservate il meccanismo del nostro stesso corpo che si mantiene perfettamente in salute grazie ad un funzionamento combinato dei nostri organi interni che solo in questo modo ci garantiscono la salute.

 

In ogni Caos c’è un cosmo, in ogni disordine un ordine segreto” – Carl Gustav Jung.

 

Il Caos lo possiamo esercitare piacevolmente solo dove un ordine inconsapevole ha già agito per poi permetterci il lusso di farci sentire fuori dagli schemi, è solo che non lo vediamo. L’esercizio al caos è solamente quella particella di evasione che ognuno di noi vuole regalarsi ogni tanto, può essere utile perché spezza un flusso continuo e in quel frangente magari crea il varco per inaspettati input creativi ma l’effetto dura poco, anche solo per fissare quell’ispirazione del momento, ognuno di noi dovrà necessariamente far ricorso ad un intervento dell’ordine sul caos per sintetizzarlo anche solo dentro la propria memoria. Anche il meccanismo cerebrale dicono infatti che usi anche’esso parametri ordinati per far si che l’esperienza si fissi definitivamente nel nostro ricordo. Siamo praticamente circondati da trame ordinate talmente familiari alle nostre azioni da renderle quasi invisibili.

“Bisogna avere in Sé il caos per partorire una stella che danzi” diceva Friedrich Nietzsche, il Caos può darti l’atto creativo che vive del momento ma per la vera creazione serve combinarlo necessariamente da una forma di ORDINE. In ambito filosofico ed intellettuale la tendenza è stata quella di unire la creazione e la creatività per comoda semplificazione ma a mio modo di vedere per quanto si somiglino la creatività e la creazione non sono proprio la stessa cosa.  Lo diventano solo se ad un impulso caotico si unisce una forza ordinata che trasforma la creatività in creazione e fissa quel momento per sempre.

Ognuno di noi può decidere liberamente se soffermarsi all’impulso creativo o se essere IL creatore di se stesso e di quello che vuole lasciare di Se nel mondo. La scelta è soggettiva e tale deve rimanere, ma è anche vero che un Satanista che sceglie di non essere IL Creatore, colui che per primo trascende la dualità caos/ordine in favore di un’ unione alchemica superiore, non sceglie di aspirare veramente alla sua progressiva completezza fisica – mentale e soprattutto Spirituale. Per creare serve un orientamento e per orientarsi serve un NOSTRO ordine. L’ordine è solo nostro, il caos di chiunque, il percorso che ha faticosamente costruito il nostro ordine personale è il frutto del nostro impegno costante e senza sconti, nessuno può toglierci i servigi dell’ordine che ci siamo guadagnati. L’Ordine naturale e quello personale se dentro di noi sono stati separati vanno nuovamente riuniti dentro un unico grande disegno SACRO.

 

“Quest’ordine del mondo, che è lo stesso per tutti, non lo fece né uno degli dei, né uno degli uomini, ma è sempre stato ed è e sarà fuoco vivo in eterno, che al tempo dovuto si accende e al tempo dovuto si spegne” – Eraclito

 

In un certo ambito esoterico l’approccio di base si stravolge radicalmente, nel senso che tutto quello che si era tracciato in passato seguendo un approccio empirico nei confronti dell’osservazione e della definizione della natura del Caos, qui viene messo totalmente da parte. Se prima ci si era limitati ad indicare ogni componente del caos per come la si osservava o la si sentiva con la “rivisitazione” da parte dell’occultismo moderno, un abbandono forzato tra le braccia di un certo Caos diventa un passaggio quasi obbligato sia per accedere alle conoscenze dei mondi superiori, sia per la propria auto realizzazione personale. Tale fenomeno culturale di distorsione esoterica sembra prendere piede da un certo tessuto gnostico tramite correnti sincretiche, iniziatiche e mistiche, spinte da un senso di ribellione verso la riservatezza elitaria di certe tradizioni magiche. Un vero e proprio sentimento di disprezzo e di rifiuto per gli arcaici sistemi magici naturali si concretizza e si manifesta in tutta la sua evidenza tramite un’ alterazione volontaria della precedente struttura magico/operativa. Immaginatevi per un momento se qualcuno vi portasse ad identificarvi all’interno del vostro percorso solo nella figura del Matto dei tarocchi, rilegandovi solo in quella condizione “0” e senza darvi la possibilità di conoscere e di accedere anche ai significati delle altre carte. Ecco cosa è successo in ambito esoterico alla comprensione del mondo magico.

Spacciandola per un’ innovazione fuori dagli schemi si apporterà una vera e propria manipolazione non autorizzata che sotto il nome di “trasformazione del paradigma”, attuerà uno scombinamento profondo a discapito dei riferimenti metodologici che per millenni avevano rappresentato un orientamento sicuro per un’esperienza magica di sana consapevolezza e crescita e che erano il frutto di un sapere trasmesso con cura e responsabilità. Un metodo antico originario punto di riferimento  per chi veramente si incamminava nella metamorfosi concreta della sua anima in potenza. Questa l’eredità secolare che adesso si stava  cercando di intaccare con approssimativi intenti anarchico/spirituali e nuove correnti di pensiero come il Discordianesimo, che addirittura predicava la credenza nel Caos come principio motore della realtà, basato su un continuo stato di opposizione. O la Patafisica, anch’essa talmente chiusa nella sua visione dualistica del mondo da sembrare il limite di se stessa.

Dal 1900 in poi tale vento sovversivo all’interno di molti gruppi e logge diventa sempre più forte grazie soprattutto a personaggi come Austin Osman Spare, Aleister Crowley e Peter J. Carrol, autore quest’ultimo anche del famoso termine Chaos Magick coniato nel suo Liber Null. Il lavoro concreto di questi  promotori del caos in ambito magico consisteva ufficialmente nel << trovare un canale attivo sulle risorse intrinseche al Caos attraverso la manifestazione del suo potere nel mutare la realtà su un piano materiale >>. In realtà si cerca solo un canale alternativo per ottenere quello che precedenti sistemi magici conoscevano e ottenevano già perfettamente ma solo dopo aver attraversato un percorso graduale che solo alla fine premiava non il più bizzarro bensì il più saggio.  Un’ottica troppo banale per i “moderni maghi” anticonformisti. Adesso la magia si poteva attuare anche con scorciatoie improvvisate seguendo la scusa della Caosofia più estrema. Basta vecchi metodi, basta una sola via che per quanto nobile non bastava più a soddisfare i bisogni impellenti di queste nuove personalità dalla megalomania insaziabile.  Dopo il pittore Spare che fu il primo occultista moderno ad auto iniziarsi a questa particolare forma di sperimentazione simbolica attraverso il potere nascosto di alcuni sigilli personalizzati fu la volta di Crowley che seguendo la stessa intuizione all’interno della sua società segreta chiamata Argentinum Astrum,  si immerge nei meccanismi di un sistema magico che gli permetterà successivamente di formulare nuovi paradigmi atti a formare (a detta loro) una magia innovativa che aiuterà l’intera umanità ad innalzarsi a più alte vette di consapevolezza. L’unica cosa ad innalzarsi veramente sarà l’EGO del mago che diventerà anche la cosa più importante, seguito dai suoi scopi e le sue ambizioni personali. L’EGO viene messo davanti ogni altra cosa, davanti la tradizione, davanti la sacralità dell’auto iniziazione e davanti l’eredità preziosissima degli avi basata su ormai sorpassati parametri naturali e animici. Tutto si azzera e si ritorna senza comprenderlo all’anno zero più buio (sia del matto dei tarocchi) che della Scienza magica.

Nascono dei veri e propri slogan che accompagneranno questa nuova mentalità magico/generazionale, frasi come: Fa ciò che vuoi sarà l’intera Legge, dei Thelemiti. Nulla è vero, Tutto è permesso, motto attribuito alla setta degli assassini di Hasan. Non esiste una realtà nell’ambito della percezione, di conseguenza ogni cosa è possibile e reale. Non ci sono limiti a quello che puoi fare … ecc. Diventano il motto mentale su cui intere generazioni di adepti affideranno la propria condotta esoterica.

Nei fatti il sistema proposto da questi personaggi strumentalizza e propone su un piano teorico il sentimento del Caos a predisposizioni ultra individualiste e super personalizzate sfiorando l’astrattismo più incosciente e che conseguentemente aprirà la strada anche su un piano pratico ad una operatività sì apparentemente illimitata e rivoluzionaria ma anche terribilmente pericolosa, dispersiva e mai del tutto riproducibile dai profani. Ogni praticante della magia del Caos chiamato Caote impregna la sua operatività di una personalizzazione talmente elevata da trasformarsi in incognita intellegibile, comprensibile da un certo punto in poi al solo mago che le ha create. Se osserviamo nel suo insieme tale fenomeno sembra essere una corrente vittima della sua stessa voglia di non avere un sistema magico ordinario, rimane stagnata dentro il proprio limbo di possibilità ma dalla dubbia utilità universale. I loro sistemi reinterpretati con la sola misura della loro improvvisazione non solo dimostrano che respingere dei vecchi sistemi più strutturati per istituirne però degli altri solo più rivisitati per non sentirsi omologati li ha resi in realtà ancora più schiavi del loro stesso principio mentale.

Se vi dovesse capitare di aprire un libro sulla Chaos Magick vi accorgerete che oltre a ricalcare un po’ da tutte le precedenti tradizioni esoteriche (da cui però si considerano diversi), cadono senza accorgersene nella più ingenua di tutte le contraddizioni, dimostrando che ogni personalizzazione che propongono, prende sempre poco o tanto, da un modello ORDINATO di magia antica. Ma fa nulla, l’importante è promuovere all’esterno un messaggio dispersivo come quello legato alla pratica del Caos, in modo da tenere tutti con un po’di tutto ma mai nessuno veramente con qualcosa. Dietro le quinte continuare invece ad aiutarsi con paradigmi ordinati basici ripescati dal passato per poi poterci sovrapporre un miz di altro necessario ad una credibile rielaborazione personale. Il Caos si deve abbracciare ma sempre fino ad un certo punto, l’ordine si deve deprezzare ma sempre fino ad un certo punto, nel mezzo rimane solo l’incoerenza di un mucchio di operatori esoterici, che pur affidandosi loro per primi e quando più serviva ad un metodo ordinato dietro le quinte, hanno continuato però all’esterno ad incoraggiare il rifiuto ad ogni orientamento del passato, per un comodo tornaconto che ancora oggi fa pagare agli ignari i suoi tributi.

La vera Magia è il frutto combinato di una struttura dinamica di caos ordinato. E’ sempre stato così fin dalla notte dei tempi e non bisogna per forza trovare un modo per cambiarla rinnegando addirittura le sue uniche radici ma al massimo ritrovare un modo per rispettarle.

<< Ordo ab Chao >> recita un famoso motto massonico << Ordine dal Caos >> ricorda il motto stesso della natura. Senza un metodo ordinato risoluto, non si potrebbero creare sincronicità planetarie o interpretare segni, ne mettere le basi per una ricostruzione fondata sulla propria esperienza diretta. Il Caos è solo il più comodo degli alibi per chi non ha nessun rispetto per la storia della conoscenza occulta centrata su se stessa. La vuole minare nel suo centro scombinando ogni pilastro, invece di misurarsi nel profondo e di piegarsi al suo insegnamento. Ma la verità è che solo quando CI SI ORDINA esteriormente ed interiormente, la personalizzazione magica acquista un senso profondo di fusione tra l’etica naturale e propria condotta personale.

Il simbolo della magia del Caos è la Caosfera, (anche se poi di simboli che rappresentano questo particolare approccio magico ne esistono molti altri, quante sono le personalità che le hanno generate). Al meglio della sua essenza direzionale, potenziale e possibilistica, ogni freccia della Caosfera sull’asse del tempo dello spazio e dell’energia si muove per dare sempre un inizio ma mai una fine altrettanto tracciata. Come abbiamo detto in precedenza, ogni direzione è proposta ma nessuna assicurata verso un fine garantito o anche solo prevedibile, al Caote non interessa, lui avanza nell’ignoto ed è pronto a giocare con la sua stessa vita pur di sentirsi diverso. Chi non teme nulla, non ama nulla. L’unico problema sarebbe che questa idea se chiusa dentro un dentro un libro rimane innocua ma trasferita al’interno dell’operatività magica concreta cambia radicalmente i suoi effetti e può portare a scenari non proprio legati ad un lieto fine.

In magia il Caos è materia grezza particolarmente adatta più a distruggere che a creare, risiede nelle sue stesse proprietà oscure, questo i maghi lo sanno bene e tra di loro c’è chi decide di fondarci tutto quello che hanno. Il problema si pone quando sulla scelta personale del tutto lecita di alcuni personaggi del passato si aggiunge una strumentalizzazione successiva che trasforma quelle scelte fatte da singoli uomini in un esempio per tutti.   Spare e Crowley sono stati gli iniziatori di un qualcosa che poi si è trasformato sicuramente in qualcosa di diverso e ancora più rischioso ma non credo che la colpa vada addossata esclusivamente a loro, come ad altri maghi del tutto consapevoli della propria scelta. Ognuno può scegliere liberamente per cosa vale la pena rischiare la propria vita pur di sperimentare fino al punto di rottura e oltre. Volete conoscere le conseguenze meno piacevoli di tale condotta? Imprevedibili naturalmente, come la Caosfera avverte. La Magia incentrata sul principio del caos è questa, prendere o lasciare.

Un ultimo riferimento prima di lasciare l’argomento caos e incentrarmi su quello legato invece alla rivalutazione e alla valorizzazione dell’Ordine. Molti occultisti o apparenti satanisti invece di mettere al centro di tutto la figura di Satana o al massimo loro stessi, hanno deciso come nel caso dell’ordine occulto svedese, chiamato Temple of the Black Light, di mettere addirittura il Caos al posto di Dio. Tra le righe di questo loro articolo viene descritto in parte quello che già è stato detto sulla natura del caos, ma proseguendo racchiudono soprattutto tutto il senso distorto che può raggiungere un’alterata interpretazione del concetto del Caos. Ve lo lascio a chiusura come il massimo esempio di quanto detto sul mondo dell’occultismo moderno ammorbato talmente tanto dai propri deliri caosofici da crearsi addirittura una (loro) anti cosmica gnosi del Caos.

 

Il Caos è il piano pandimensionale e/o la forza che ha infinite dimensioni temporali e spaziali, a differenza del cosmo, che consiste soltanto di tre dimensioni spaziali e di una dimensione temporale lineare.

Paragonato al tempo lineare del cosmo, il Caos puo´ essere descritto come privo di tempo, nel senso che non è contenuto nè limitato dal tempo unidimensionale, e privo di forma per la sua quantità di infinite dimensioni spaziali ed in continuo cambiamento.

Il cosmo è causale, ovvero legato alla legge di causa ed effetto (Karma), mentre il Caos è completamente Acausale (Akarma) e quindi libero da tutte le limitazioni della legge causale.

Il Caos è il divenire eterno e senza legge, ed è quindi una forma di eternità attiva e dinamica.

Caos era, Caos è e Caos diventa Tutto e Niente contemporaneamente.

Per questo il Caos è l’unica vera Libertà e l’Essenza-Ur al di là di tutte le strutture confinanti dell´ esistenza cosmica.

Tutte le possibilità esistono nell’illimitato Caos e tra queste vi è anche la possibile origine del cosmo.

Il Caos che circonda il cosmo è Anti-cosmico, perchè la sua forza pandimensionale e informe agisce come antitesi alle strutture limitanti dell´ ordine finito del cosmo.

Il Caos che penetra le barriere spazio-temporali del cosmo viene quindi vissuto in modo distruttivo e dissolvente. Questo perchè dissolve le limitanti strutture e forme, e al loro posto ristabilisce la non-formata e sconfinata Acausalità, che è sempre l´ inizio e la fine di tutto.

Il Caos è ciò che in modo maggiore o minore interpenetra tutto ciò che esiste, dalle più piccole cose alle più grandi.

Ma nei pochi luoghi dove le sue forze sono focalizzate nel mondo causale, i cancelli dell´ Acausalita´ vengono aperti ed è attraverso questi Nexion (la parola “nexion”, in un contesto esoterico, sta per un "punto" che connette una Corrente spirituale e le forme, luoghi o persone tramite cui la Corrente stessa si manifesta) che le emanazioni del Caos possono fluire nel cosmo.

Il Caos interpenetra tutti i mondi, ed esiste persino all´ interno ed oltre l´assoluto ed incomprensibile vuoto. Il Caos e´ pandimensionale ed allo stesso tempo e´ la dimensione zero.

È temporale ed atemporale. Si muove nel continuum dello spazio ma e´ non- spaziale.

È l´origine di tutto, ogni cosa e´ stata creata da esso ed esso è Tutto, contemporaneamente come è Niente.

Il Caos e´ la sua stessa causa ed effetto, che nel suo illimitato divenire puo´ sia creare che distruggere.

Il Caos è la dimensione Zero, la non-spaziale/atemporale Essenza-Ur del Dio/Dea Sconosciuto/a.

La Forza Zero che in sé contiene il seme di tutte le dimensioni manifeste e non manifeste.

Il Caos è eterno progresso e Divenire senza legge, che il cosmo limita con le sue forme stagnanti.

L´ assenza di legge del Caos trascende le leggi causali del cosmo e le sue strutture ordinate ed è quindi, da una prospettiva Caos-Gnostica, la libertà ultima al di là della prigionia cosmica.

L’evoluzione è il comportamento del Caos per affrettare il ritorno del tutto alle sue fiamme Acausali, mentre la stasi è il comportamento del cosmo per conservare le sue limitate forme, leggi e strutture.

La Fiamma Nera/il Fuoco Acausale, che è l’Essenza Spirituale dietro,all´interno e al di là delle forme causali degli uomini e donne Nati dal Fuoco , è il nostro legame verso l’Essenza-Ur, che è il Caos.

Il nostro Io (ego) è formato e plasmato dalle limitazioni dell´esistenza cosmica, mentre il nostro Sé, che è la totalità della nostra origine Acausale al di la´ delle forme iliche del nostro ego, coincide con l´ energia latente che noi chiamiamo Nera Fiamma Interiore.

L’Io è il punto focale del Sé, che ha fissato il Sé al Cosmo ingannandolo a rivolgersi verso di esso.

L’ego/ “Io” è perciò la mente conscia o diurna, e l´ “Io”/l´occhio che e´ accecato dalla “luce” del cosmo. Il Sé invece é lo Spirito e la Fiamma del Caos oltre la porta dell’inconscio.

Il Sé è dunque l’oscura (“oscura” nel senso di “al di fuori della luce del falso dio”) e celata essenza, che ci collega al Caos Primordiale.

Guardando nell’abisso del Sé possiamo trovare le chiavi del Caos.

E attraverso i portali nascosti dell’inconscio che conducono verso il Sé Acausale (Azoth), possiamo accrescere la consapevolezza del Sé nella nostra esistenza e dirigere il punto centrale, che è l’Io, verso la Fiamma Nera Interiore, per aprire completamente il Nexion/Portale tra il cieco “Io” dell´ ego e l´ occhio Onnivedente del Sé. Questo a sua volta comporta l’accrescimento dei flussi Acausali nella Coscienza (At-Azoth), ed infine l’Apertura degli Occhi del Drago e la liberazione del Sé Pandimensionale.

La punta dello Spirito nel pentagramma simbolizza il Sé, confinato e oppresso dai quattro elementi formati, che rappresentano la quadrupla copertura dell´ ego.

Col ritornare dei quattro elementi verso le fiamme acausali dello Spirito/Sé, l’ ego puo´ essere riassorbito e ritornare all’interno della totalita´ del Sé , nuovamente libero ed uno con il Caos Eterno.

Questo ritorno verso l’origine acausale può solo avere inizio attraverso una reale conoscenza del Sé (Gnosi della Fiamma Divina Interiore), che deve essere raggiunta attraverso l´ esperienza diretta con la forza pandimensionale interiore (Fiamma Nera) e con le Forze Acausali esterne (gli Dei Oscuri).

In un contesto numerologico lo Zero (0) è il simbolo del grembo zero-dimensionale del Caos, mentre l’uno (1) rappresenta l´impulso di contrazione (coagula) e di ordinamento da parte del creatore cosmico .Tutti i numeri da uno a dieci rappresentano differenti stadi dell’evoluzione causale, che ha il suo culmine nel dieci, che è il compimento della creazione cosmica.

Il dieci (10) simboleggia la legge, l’ordine, la manifestazione della forma e il cerchio chiuso, che al suo interno tiene prigioniere le cadute Fiamme del Caos.

Il dieci simboleggia anche l’ego e la costrizione del Sé Acausale.

L’Undici (11), che è il numero del Caos Anti-Cosmico, simboleggia dunque ciò che oltrepassa il 10 cosmico. L´ 11 rappresenta quindi l´ assenza di legge, la libertà, l’assenza di forme e la rottura del cerchio chiuso.

L’Undici è la porta verso il Caos primordiale e la via attraverso cui l’Essenza puo´ trascendere le restrizioni delle forme.

Perciò l’undici simboleggia il compimento dell’Evoluzione Anti-Cosmica e la realizzazione del potenziale nascosto, oscuro e Acausale.

Il Pentagramma Spezzato/Il Sigillo dagli Undici angoli (che e´ il Sigillo di Azerate e del Temple of the Black Light) é una manifestazione di Gnosi che con i suoi 11 angoli puo´ aprire il Portale Oscuro (Buco Nero) verso la libertà Acausale, che si trova al di là delle limitazioni del cosmo.

Il Drago è il più antico simbolo del Caos.

Il Caos pre-cosmico è rappresentato dal Drago Madre Tiamat, mentre il Caos post-cosmico (il Caos Collerico) è rappresentato dal Drago Nero (la Luce Nera) Hubur, che é il Caos (Tiamat) Irato. E´ questo Caos Collerico (Luce Nera) che ha partorito i 2 e gli 11 per distruggere l´ Uno (1) emanato dal grembo (0) del Caos Primordiale.

Identificando e risvegliando il Drago Nero del Fuoco Acausale (Azoth/Spirito), l´ Adetto puo´aprire l’Occhio Distruttore del Sé (Occhio di Lucifero/Rudra/Abbadon) ed annichilire le illusioni e le forme dell´ esistenza cosmica.

 

Siamo all’apoteosi dell’astrazione confusionaria più estrema che dice tutto e non dice niente. Con termini ripetitivi e volontariamente ridondanti dimostrano solo che il loro unico scopo è quello di associare il caos alla libertà dell’individuo e l’ordine alla schiavitù dello stesso. Almeno nel loro insieme rumoroso, sono coerenti con gli effetti concreti dello spirito caotico che li rappresenta e che vogliono rappresentare.

Nel momento stesso in cui si è scissa la relazione complementare originaria tra il Caos e l’Ordine, indispensabile per poter poi creare qualcosa di più grande, il caos come fenomeno prima isolato e poi snaturato dentro l’essere umano è divenuto uno dei nemici numero uno di una qualsivoglia evoluzione Spirituale soprattutto per un Satanista. La vera evoluzione Spirituale è armoniosa per indole, e risponde a quelle leggi che non possono essere cambiate all’improvviso dalla semplice stravaganza di menti turbate, ma seguite con responsabilità e coscienza di Se.  Serve forza rigorosa ed una determinazione che solo alla fine del viaggio ci farà sentire degni rappresentati della stirpe satanica da cui deriviamo e a cui apparteniamo per diritto da sempre. Chiedete ora ai vostri sensi e non a me, se quello che sto per dirvi ha una verità che vi farà risuonare un qualcosa dentro di voi; Non esiste percorso che con la scoperta delle nostre potenzialità latenti, sia privo di un ordinato metodo anche personale che ne caratterizzi il successo. Il nostro perfezionamento animico necessita di una disposizione metodologica caratterizzata da una qualsiasi forma di ORDINE e non di puro Caos, indispensabile anche in ambito magico e psicofisico. Tutto deve fluire armoniosamente come un disegno dalle proporzioni impeccabili, edificatevi giornalmente, siate il monumento di voi stessi.

In passato nessun Satanista si è costruito sulle non leggi della casualità caotica ma seguendo invece le giuste coordinate naturali ha sempre capito come comportarsi per far divenire anche le sue azioni terrene immortali come la sua stessa anima. Se credete di appartenere anche voi alla tradizione delle parole che ho appena pronunciato lo riconoscerete e sarete immuni alle chimere caotiche da sempre estranee alla nostra indole satanica.

L’arma del Caos è indirizzata principalmente per danneggiare tutti quelli provenienti da Satana, o per accomunare tutti quelli che vogliono lavorare contro di lui. Diffidate da tutte quelle dualità imperanti che eccedono nel loro peggior estremo, sono trappole mentali dei promotori del Caos. La Verità è nelle proporzioni delle forme che portano il nome Satana, è nelle costruzioni armoniose che diventano creazioni stabili, la verità è dentro la nostra capacità di UNIRE dove altri hanno diviso per allontanarci dalla comprensione che porta alla verità delle cose.

 

Il Satanismo è il trionfo dell’Ordine naturale …

 

Sia su un piano ideologico che magico non fidatevi mai delle trappole allettanti dei sostenitori del Caos come concetto portante. Il Satanista è l’esponente principe dello sposalizio spontaneo tra il Caos e l’Ordine per una creazione indelebile che si determina sempre sul piano della COMPLETEZZA. Siamo a favore dell’ordine perché portatore della più alta forma di creazione personale e Spirituale, riconosciamo il Caos ma solo se combinato ad una funzione ordinata, austera, impeccabile nella sua PIENEZZA.

Un’assimilazione alterata del Caos vuol dire da sempre decadimento acconsentito da noi stessi, un decadimento di valori che si protrae poi come un effetto domino in qualsiasi altro settore sociale e storico fino a concludersi nell’ormai nota degenerazione Spirituale. Se abbiamo la fortuna di capire tutto ciò, dobbiamo divulgare ora e senza timore la ritrovata valorizzazione all’ordine in chiave satanica, da sempre impregnata di tutto quello che siamo riusciti a raggiungere per noi stessi, grazie a lui.

Per corrompere ogni mente possibile i promotori del Caos hanno fatto leva su un paio di concetti chiave non casualmente astratti che sono quello della libertà” e della trasgressione” legati entrambi da una fantomatica necessità nell’ essere sempre più moderni di prima. Rivedete l’influenza di questi singoli termini su di voi e ridimensionateli se serve e non avrete grossi problemi a scoprire dentro di voi un senso di profonda chiarezza mai provato prima.

 

« Il rapporto del pensiero con la natura nei tempi classici era ben diverso dal nostro; non già ricerca di un punto di sfondamento da cui sopraffare l'avversario, ma la ricerca di un'armonia, di una proporzione, di un ritmo in cui ci si inserisce. L'uomo si concepisce come vivente in seno alla natura, non contrapposto ad essa - cittadino nella grande repubblica degli dèi, degli uomini e di tutto ciò che è. Può essere un senso di focolare ritrovato, può essere disperata e grandiosa rassegnazione come in Marc'Aurelio; è sempre uno sforzo di giustificare il cosmo, di mostrarne l'ordine e la giustizia quali sono. La chiarità del vero ci salverà dal grande smarrimento” - Giorgio de Santillana

 

Sia il Caos che l’Ordine hanno delle caratteristiche intrinseche proprie che ne attivano delle altre coerentemente legate al significato del termine originario. Nel caos isolato all’estremo si annida molte volte della confusione che matura in dubbio e si assesta tramite la paura dell’incertezza verso ogni cosa. Non è fatto per contenere ma solo per disperdere i sensi. L’Ordine ti da invece solo quello che realmente hai seminato da solo e per te stesso. E’ sentenza inesorabile, solo i più forti ne apprezzano i tratti che per la maggior parte delle altre persone risultano troppo ostici da sostenere, ma se l’ordine ti riconosce come degno ricevente ti dispiega senza alcuna riserva all’assetto, ti colloca nel tuo percorso, ti forma, ti dispone nel migliore di modi davanti la Verità.

 

Siete stati il vostro ORDINE migliore quando avete scoperto come collocare dentro di voi le falsità delle religioni e la verità su Satana.

Siete sempre stati il vostro ORDINE manifesto quando avete dato una forma dinamica al vostro cammino, che persiste ancora oggi.

Siete il vostro ORDINE quando trovate un modo per contenere senza disperdere ogni vostra singola esperienza personale, dentro il grande mosaico chiamato sapienza.

Siete il vostro ORDINE quando grazie a quello che avete imparato a sistemare, sapete anche come insegnare a qualcun’altro.

Siete stati ORDINE soprattutto nei momenti difficili, nella rinascita e nell’immortalità.

Siete ORDINE quando vi potenziate giornalmente grazie al Satanismo e diventate sempre più sicuri della vostra esperienza.

E’ Grazie ad un vostro ORDINE se molti altri si perdono lungo il tragitto e voi No.

 

Incarnate L’ORDINE quando nonostante il tumulto incessante generato dalle distorsioni che intorno a voi cercano di confondervi in ogni modo, dentro di voi regna sempre quella stessa certezza incrollabile nel sapere perché siete davvero dei Satanisti. Non potete fare altro che diventare la miglior risposta a chi pensandovi ormai smarriti, vi ritroverà invece ordinati sull’asse della vostra forza interiore.

Il CAOS invece lo incarnerete facilmente nello smarrimento dei valori, nell’imbruttimento dei comportamenti e nelle incertezze che si trasformano in paure paralizzanti.  Siete il vostro peggior CAOS quando diventate più vulnerabili e qualcun’altro intuendolo vi colpisce. Attraverso il CAOS si trasmette molto più facilmente la disinformazione, la demonizzazione e il pregiudizio. Il Non essere più sicuri di se stessi rappresenta forse il potere dello spirito del Caos al suo meglio.

Il Satanismo è sopravvissuto al Caos grazie al suo Ordine interiore, ed in sintonia alle leggi naturali da cui proviene ha sempre trovato un modo per manifestare la propria essenza. Oggi siamo tutti in trincea e osserviamo gli effetti di un Caos disorientante vincere su quasi ogni fronte, da quello ideologico a quello esistenziale, sessuale, identitario ed infine Spirituale. La gente non sa più nulla di Se, dove si trova e da dove proviene. Si accontenta degli sprazzi sfuggevoli che del Caos momentaneo loro elemosina senza garantire poi nulla. Non ci vuole un genio per capire che quando i giochi si fanno più seri ci si affida sempre ad un metodo personale ordinato per sopravvivere, un metodo affidabile che in un modo o nell’altro farà sempre la reale differenza per la nostra stessa sopravvivenza di esseri fatti di istinto e ragione. Il Satanismo restaurato di oggi ha bisogno del ritrovato Ordine degli unici Satanisti consapevoli in grado di lasciare agli eredi di domani ciò che non potrà mai essere cambiato.

Se il Caos “promette” … l’Ordine MANTIENE

 

 

Mandy Lord

Anno MMXVIII

 

 

 

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