SENTIERO DI MANO DESTRA SENTIERO DI MANO SINISTRA

 

 

I Sentieri di mano Destra e i Sentieri di mano Sinistra rappresentano oggi una sorta di denominazione convenzionale che racchiude però un significato più profondo legato ad un vero e proprio orientamento che un qualsiasi individuo che si muove attraverso le scienze esoteriche, si trova ad interpretare, incarnare e vivere.

Non si tratta semplicemente di scegliere una Via rispetto ad un’altra, ma di scegliere la propria dopo averle comprese entrambe. L’incontro tra la propria parte più luminosa e quella più in ombra è un passaggio obbligato per tutti i novizi, senza la quale non si riuscirebbe a conoscersi veramente. Alcuni decidono di focalizzarsi su uno dei due aspetti, perché pensano erroneamente che la cosa più importante sia quella di forzare la propria scelta in una sola conclusione, un ricercatore di se stesso dovrebbe invece prima o poi scontrarsi coraggiosamente con entrambe le parti e fondersi insieme a loro per poter finalmente capire chi è. Sarà a quel punto che la propria auto iniziazione si farà strada dentro di noi fino a diventare la più temibile forma di muta consapevolezza.

Ogni singola razza umana diversamente dipinta dalla natura stessa ha il suo Sentiero da percorrere in solitaria fino al raggiungimento del proprio grado. L’argomento nel suo insieme è forse la cosa più universale che troverete nel grande e variegato panorama iniziatico di stampo magico. Perché ha quel non so che, che sembra adattarsi facilmente a tutte le tipologie umanoidi. Ogni etnia, ogni personalità può sintonizzarsi verso la propria Via Interiore e ritrovarsi genuinamente. Non esistono presupposti di rilievo a cui dover rispondere al massimo conseguenze direttamente proporzionali a quello che produrrà la nostra più vera ed intima natura. Il tema generale si presenta dunque squisitamente neutro e alla portata (apparente) di tutti, siamo poi noi ad orientare la sua influenza in un'unica tonalità definita. Perfino l’imponente dualità intrinseca che ci mostra in un primo momento oltre a rappresentare la prima e forse la più dura prova nei confronti di noi stessi viene in qualche modo sorpassata, rivalutata sempre al servizio della nostra ambizione evolutiva.

Per capire di cosa parliamo dobbiamo prima comprendere da dove partiamo. Il lato “universalistico” a cui mi riferisco non è casuale ma è la conseguenza del fatto che all’interno della grande conoscenza degli aspetti Sinistro/Destro abbordabile a tutti ognuno di noi ha potuto in qualche modo attingere per riconoscersi, esistono infatti coordinate che sono riscontrabili da tutti i tipi umani esistenti, è come se determinate leggi naturali avessero generato aspetti che rimangono invariati nonostante la natura diversa di ognuno di noi. I Sentieri Oscuri rappresentano la realizzazione del seguente concetto applicato alla nostra capacità di fondere ciò che siamo dentro con ciò che riconosciamo e prendiamo dal di fuori. L’unica differenza che spezza tutto questo meccanismo apparentemente egualitario è quella relativa ai frutti generati successivamente dalla natura specifica dei differenti tipi umani esistenti. E’ infatti la loro specificità innata unita agli elementi contenuti in un certo “sapere oscuro” a generare il prodotto finale. La forma delle credenze, la loro indole e la loro gradazione pura o contaminata. Il modo in cui si proietterà l’esperienza soggettiva alle Vie tramite contenuti pratici o semplicemente teorici, influenzerà inevitabilmente anche tutto il resto del messaggio magico nella sua interezza. I risultati del processo appena descritto si possono vedere in tutta la loro varietà offerta all’interno delle più svariate culture del mondo. Ma se come abbiamo detto diversi tipi umani attingono dalla stessa fonte, il risultato finale non sarà però stavolta uguale per tutti ma differenziato sull’asse dell’essenza di base da cui si partiva. Ed ecco che il percorso fino ad ora descritto, subisce la sua prima vera trasformazione da apparentemente universale a tremendamente selettiva. Come per magia l’inclinazione destra l’inclinazione sinistra pur essendo sensazioni provenienti dalla stessa persona assumono contorni diversi, a seconda di chi li usa. Anche da un punto di vista culturale ritengo infatti che la conoscenza profonda di un sentiero non possa escludere la conoscenza altrettanto profonda dell’altro e solo entrambi ci possono traghettare dentro la parte più profonda di noi stessi. Se si parte da quest’ottica il panorama cambia drasticamente e quello che sembrava materia accessibile a tutti diventerà d’ora in poi accettabile per pochissimi.

Considerandomi in prima persona, come appartenente ad uno dei tanti tipi umani che si è imbattuto nella conoscenza e nella fusione del sapere relativo ai Sentieri, ritengo storicamente parlando che le radici più autentiche nonché affini alla mia indole animica si possano rintracciare (soprattutto) nella Spiritualità di matrice Indoaria e di conseguenza nei territori appunto dell’India, del Tibet, del Laos, del Bhutan, della Cambogia, del Nepal. Ma di base potrei ritrovare tracce di un filo invisibile in cui mi riconosco, in tutte quelle civiltà che hanno fatto della fusione tra la propria “tenebra” e la propria “luce” un traguardo incancellabile firmato dalla propria coscienza. Sono in questi stessi luoghi che i miei più diretti antenati hanno manifestato e lasciato tracce della loro esperienza nell’approccio sia Destro che Sinistro al proprio mondo interiore, legati da una precisa discendenza lineare e consanguinea. Ma si potrebbero ritrovare tracce di quello a cui mi rifaccio anche nella mentalità di certi nativi americani, o in certe usanze latine e in tutto quel folclore raffinato dell’Europa più antica che tanto predicava un certa completezza dell’essere. E’ sull’antenato affine che non ha temuto di affrontare i propri opposti interiori che dobbiamo ritrovare il significato più profondo in termini di natura Destra/ Sinistra. Se ognuno di noi partisse dal presupposto che sto suggerendo, ritroverebbe più facilmente il proprio tipo umano di riferimento e di riflesso anche il metodo della propria ricerca personale assumerebbe contorni molto più nitidi ed autentici.

La Tradizione Indù è un patrimonio di prima qualità che serve per risvegliarsi spiritualmente ma anche per stravolgersi concretamente. Ci pone da un lato tutto l’integralismo austero del Vedismo, contrapposto al mondo degli impuri derivanti da una costola del tantrismo, che emarginati da ogni gerarchia riescono comunque a costruirsi uno spiraglio alternativo verso la propria illuminazione capovolta. Il primo sistema sembra conservare e tramandare solo seguendo la trasmissione degli avi, sono la casta dei mantenitori inflessibili. Il secondo movimento fuori dal coro dissacra e pone come unica legge la ricerca e la conquista di ogni cosa tramite il raggiungimento del proprio limite. Nel suo complesso tale quadro contiene solo apparentemente mentalità divise da una profonda dualità, come riscontrato da molti studiosi, in realtà la loro diversità nell’approccio a certe tematiche rappresenta solo un invito (ermetico) ad essere conquistate entrambe nella stessa identica misura. I suoi fattori possono sembrare discordanti solo se ci si sofferma con sguardo disattento, se si va oltre il centro della questione non diviene più la scelta di un sentiero ma la necessità di riconoscere solo quello che in entrambe le Vie è stato disseminato per essere riordinato da noi stessi. Siamo noi e quello che abbiamo dentro il centro di tutto, il fatto che successivamente ritroviamo frammenti di noi stessi suddivisi nel grande gioco dicotomico della scelta di una Via rispetto ad un’altra diventa secondario e serve solo per metterci alla prova.

Per risalire ad una prima definizione orientativa ci si deve rifare ai fenomeni culturali che hanno tracciato per primi il tema nelle sue caratteristiche principali. Esistevano scuole di pensiero che attraverso la configurazione positiva delle tre forme divine principali, Brahma: colui che crea, Vishnu: colui che conserva, e Shiva: colui che distrugge e rigenera - rappresentavano maggiormente gli aspetti ordinati e lineari per arrivare alla propria evoluzione, ogni attitudine dell’essere atta a creare e a mantenere verrà identificata come Tradizione Destra. Le scuole di pensiero che si sono invece concentrate nel configurare solo l’aspetto più sotterraneo di Shiva insieme a quello più oscuro della dea Kali, hanno tracciato il sentimento opposto, composto da un approccio più nudo e grezzo, di essenzialità per raggiungere sempre la propria evoluzione, da quel momento ogni attitudine dominata dalla voglia di sfidarsi per conoscersi venne considerata di Tradizione Sinistra. Alla base c’era sempre lo stesso istinto, ovvero quello di trovare un modo per svelare i limiti della maya bilanciandoli correttamente con i segreti contenuti nella realtà assoluta detta Brahman, solo così si poteva finalmente ottenere la propria divinizzazione. Con il passare dei secoli le due tradizioni si spezzetteranno nelle varia credenze e religioni filosofiche, i gruppi e i movimenti che ne abbracceranno i riflessi originari saranno migliaia, che ne marcheranno ancora di più non tanto l’obbiettivo comune quanto la differenza nel modo in cui bisognerà arrivare alla comprensione del segreto magico. Un vero peccato si potrebbe pensare, dato che la connessione rivelatrice tra le due Vie passa proprio attraverso l’importanza che entrambe danno della trasformazione della propria oscurità in luce eterna.

Si arriva così a delineare l’esistenza delle Due Vie Tantriche dei Gradi Superiori, qui il concetto portante gira intorno all’ideale forse più alto della spiritualità Indù legato al decondizionamento dell’essere umano da ogni sorta di dualità limitante o come impone Parashakti . Deve avvenire un superamento graduale ma immutabile coerente allo spirito originario che ha mosso la figura dello Svecchacari ossia colui che può fare tutto ciò che vuole. Colui che E’ colui che Sa, perché ha raggiunto lo stato del vero Siddha-vira. L’insieme delle pratiche Vedico/Brahamane (Vedacara) partorisce indirettamente il concetto tantrico del Pashu contrapposto a quello dei Vira, da questi ultimi prendono forma le due pratiche differenziate e distinte chiamate appunto di orientamento destro e di orientamento sinistro. L’essere e l’identificarsi nella realizzazione Destra (Dakshinachara) si contrapporrà nell’essere e l’identificarsi con la realizzazione Sinistra denominata invece Vamachara. Come abbiamo vistoforme differenti di iniziazione generano successivamente anche forme differenti di orientamenti come lo Śaktismo contrapposto allo Shivaismo dimostrano chiaramente. Si potrebbe dire che la netta scissione dei due sentieri prende forma per la prima volta nel momento stesso in cui due differenti metodi di realizzazione si dividono per raggiungere però la stessa identica meta. La dicotomia è solo apparente, il punto focale rimane il fine di ogni sforzo, il sacrificio e la messa in discussione e poco importa se una Via spinge maggiormente alla contemplazione mentre l’altra si affida di più all’azione. Il messaggio centrale rimane comunque l’unico insegnamento che conta veramente.

Tale dualità nel metodo magico lo ritroverete anche nello Shivaismo kashmiriano, nella tradizione degli Aghora, nelle sette Saivasiddhanta e dei Kaula. I sacerdoti Bon parlano di “meridiani laterali" in riferimento al lato destro e sinistro del corpo umano, IL LATO DESTRO rappresentava la dimensione e la consapevolezza del nostro stato materiale, la forza o potere fisico, ma metteva in guardia anche i suoi viandanti dai pericoli a cui portavano le impurità dell'animo e le conseguenze della corruttibilità dell’animo. IL LATO SINISTRO incarnava invece la possibilità alla conoscenza illimitata, il potere spirituale, la saggezza e la vera purezza dell’essere. Queste due mentalità non erano considerate contrapposte ma diverse e non imponevano una scelta ma solo un confronto con la parte più sensibile di un individuo che con molta probabilità si sarebbe ritrovato ad incontrare entrambe le tendenze dentro ogni sfida che la vita gli avrebbe riservato.

Il “metodo Destro” traccia l’insegnamento guidato e sicuro più introspettivo/filosofico ma meno pratico. La pratica c’è ma viene vista come un momento quasi intimo da provare dopo innumerevoli momenti di meditazione e in cui la maturità interiore ha raggiunto il massimo della sua manifestazione. La ritualità è contemplata ma sempre circondata da un profondo spirito di rispetto e sacralità quasi discreta nei modi e mai ostentata. Il pensare Destro” è luminoso, dogmatico e geometrico, si ricollega ed è un’irradiazione diretta del metodo seguito fedelmente per molti, come un imponente tempio di struttura organizzata atto a garantire al novizio gradualità e sicurezza. Vuoi sfidare la montagna? Impara prima a studiarla per molto tempo nella forma e nei dettagli, quando sarai pronto a resistere alle sue inclinazioni andrai e nulla potrà più fermarti. Non esisterà persona più determinata di te e la montagna nella sua maestosità sarà tua per sempre. Il metodo unito al pensare destro costruiscono poi il destino su un piano prima filosofico e dopo Magico/Esoterico. L’essenza Destra è strutturale.

Il “metodo Sinistro” appare controverso, oscuro e caotico, si distacca da ogni schema prestabilito e collaudato per farti ricominciare da zero. La sua parola d’ordine è ricostruire diversamente per poterlo dimostrare, il suo campo d’azione privilegiato è la sperimentazione che tutto crea e da cui tutto deve partire. La teoria la si costruisce dopo aver provato in prima persona e non viceversa, è la pratica che deve poi istruire la teoria sul campo, sull’asse di un imperativo che va non a caso sempre contro corrente. Prima si prova una cosa e solo dopo la si potrà giudicare veramente pericolosa o tutto sommato utile grazie proprio alla sua pericolosità. Il “pensare Sinistro” ragiona al contrario per mettere alla prova ogni cosa esistente in natura. Non ha limiti e ogni limite va conquistato per penetrarlo al meglio in modo da non temerlo mai più. L’approccio al percorso è irruento ma anche realista, in evidenza rimane il ricercare ed il provare l’emozione forte che ti cambia per sempre. Forza, visione e azione sono unite nel viaggio sinistro, si crede fortemente in una trasmutazione violenta di se stessi, che deve essere il più possibile veloce, terribile ed intensa (Sighra-Ugra-Tivra) L’essenza Sinistra è sperimentale.

Ognuna delle rispettive visioni suggerisce il suo metodo, che trova concordanza nell’assenza di tabù nei confronti della sfera sessuale e a quello della paura per la morte. Il sesso viene visto come un mezzo di piacere e di realizzazione magica dove sentimento e ritualità si intrecciano fino a sacralizzarsi vicendevolmente. La morte non viene vissuta con timore ma semplicemente come una fase dell’esistenza umana che non crea interruzione ma dove anzi permette al meccanismo della reincarnazione di entrare nel suo gioco eterno. La Sakti o energia divina è il collante che cerca di rendere questi due mondi coerenti e accessibili solo ai predestinati. Gli stessi che capendo come UNIRE la struttura suggerita da una via alla sperimentazione predicata dall’altra via, troveranno forse anche l’unica chiave di lettura che vale la pena di cogliere per comprendere il senso più  profondo della propria liberazione spirituale.

Il termine “Mano” aggiunto alla definizione dei due orientamenti principali avverrà successivamente tra il XIX e il XX secolo tramite madame Blavatsky e la sua opera intitolata La Dottrina Segreta, dove appunto si parlerà per la prima volta in termini di “Left Hand Path”. Una delle tante speculazioni sul tema narra che l’attribuzione a determinate condizioni umane ai due orientamenti opposti degli arti fisici, nasce forse anche dalla volontà di trasmettere indirettamente la concezione di due blocchi definiti e contrapposti, che influenzando il percorso di scoperta interiore di un qualsiasi individuo ne determinano inevitabilmente anche il destino dei suoi risultati. Lobo sinistro e lobo destro incrociati tra di loro, perchè la parte sinistra si rifà all'emisfero destro del cervello, quello femminile, quello animico e la parte destra si rifà all'emisfero sinistro del cervello che è invece la parte spirituale cioè la parte maschile del Se. In alcuni circoli occultisti si teorizzerà su come la mano destra sia più portata a trattenere o catturare e quella sinistra più sensibile nel’indirizzare e rilasciare la propria energia corporea.

Da questo momento storico l’argomento per come lo abbiamo conosciuto si apre ad una precisa metamorfosi macchinata in età moderna da un certo ambito esoterico, che lo porterà a mutare la sua essenza in una traduzione troppo riduttiva. La mistica poesia aristocratica del tradizionalismo indù viene relativizzata ad un cristianismo orientale, o per meglio dire la religiosità contenuta nei sentieri iniziatici viene strumentalizzata per essere messa impunemente sullo stesso piano dell’esempio Giudeo/Cristiano. Come se una cultura come quella indiana precedente e superiore per spessore ed identità, potesse essere paragonata anche solo per un minuto ad un semplice programma per le masse che nulla ha mai avuto di anche lontanamente Spirituale, o se vogliamo religioso. Una volta radicatasi una tale valutazione fuorviante tale tendenza si è manifestata anche sulla sponda opposta, banalizzando il sentiero o la via sinistra come quella dove concentrare semplicemente tutte le cose che la morale comune cristiana riteneva proibita. La materia sui sentieri viene cristianizzata su un piano divulgativo e in tal modo la dualità (funzionale) contenuta nell’argomento principale muterà in dogmatica perdendo ogni sua proprietà originaria . Su questa scia prendono forma le due definizioni occidentali ormai comunemente accettate che in realtà rappresentano l’apoteosi dell’imperfezione.

Il Sentiero di mano Destra << viene accostato idealmente al rigido dogma religioso, adatto per i dormienti passivi schiavi della contemplazione che non porta a nulla, se non all’annullamento graduale del Sè. E’ il sentiero degli uniformati alla mentalità religiosa ritagliata sui credenti passivi, lenti e meccanici >>. Peccato solo che il vero sentiero di mano destra non dovrebbe avere a che fare originariamente con nulla che richiami all’esempio abramitico, questa versione del sentiero destro è un’offesa a tutto quello che la profonda e ricca tradizione dei saggi Indù ci ha lasciato orgogliosamente tramite i propri sacri testi suddivisi tra Rig-VedaYajur-VedaSama-Veda, di molto precedenti alla formulazione della bibbia cristiana. Per non parlare dei poemi, degli inni e dei propri sistemi religiosi formulati in lingua sanscrita e che derivano da una genesi opposta a quella Giudeo/Cristiana. Tutti hanno attinto qualcosa da questa tradizione Spirituale ancestrale senza tempo che con i suoi riti devozionali e le sue adorazioni cerimoniali ha dimostrato a tutti i popoli venuti dopo come ci si potesse rapportare nel modo più alto e dignitoso alla propria profondità divina. Se solo la gente scoprisse di possedere un sentimento Destro precedente e completamente indipendente dal cristianesimo scoprirebbe tutto il potenziale incontaminato della vera religiosità, priva di obblighi e sensi di colpa e con molta probabilità tornerebbe a costruire templi invece di chiese. Nell’esempio induista non si insegna attraverso i divieti ma attraverso moniti, è la teurgia la base di ogni tecnica evocativa e non la magia di stampo salomonica. La Via destra autentica dei nostri padri rappresenta tutto quello che potevamo essere senza l’avvento del monoteismo abramitico. Esseri religiosi e profondamente spirituali per natura.

Andiamo adesso alla definizione generalista del Sentiero di Mano Sinistra, partorita da un istinto mal stereotipato di anticlericalismo e trasformata in un richiamo irresistibile per accattivanti ribelli. << La Via sinistra verrà associata essenzialmente alla sfera pratica senza padroni, dall’approccio iper individuale tendente ad invertire e forzare ogni conclusione nel suo opposto più eccessivo. La magia come il Satanismo vengono visti come la massima espressione di una ritualità fuori dagli schemi ordinari e quindi coerentemente accettati. Ogni mezzo è permesso per raggiungere i propri scopi, la morale come ogni buon senso etico vengono banditi perché non coerenti con la figura del praticante anti tutto che non teme pericoli>>. E’ un peccato che il messaggio originario tantrico tanto forte quanto trasfigurante sia stato ridotto ad un sotto prodotto al servizio della trasgressione. Ho sempre visto lo spirito sinistro ben più profondo e complesso della semplice trasformazione violenta che consigliava attraverso il suo linguaggio estetico, senza la sua affermazione e la sua conoscenza oggi non avremmo una rivalutazione di concetti come oscurità e tenebra, che altro non sono che metafore per sottolineare l’importanza della nostra parte più profonda ed inaccessibile. Credo che nella nota formula metafisica dell’Ulta Sadhana (l’andare contro la corrente) ci sia racchiuso tutto il sunto più romantico dell’intera mentalità sinistra, che si rifà sul ritorno al vuoto puro del corpo di diamante. Un invito alchemico che non vuole limitarsi a formare semplici oppositori sociali ma che vuole trasmetterci qualcosa di molto più sottile. La Via Sinistra è di fondamentale importanza esattamente come quella Destra, perché incarna quel lato nudo che dobbiamo affrontare almeno una volta nella vita anche solo per temprarci grazie proprio alla sua forza estatica. A patto però che prima venga da noi attentamente epurata da tutte quelle caricature deviate che gli hanno fatto indossare a forza. Sarà solo allora che vedrete termini come purezza e luminosità apparentemente in antitesi con l’agire sinistro intrecciarsi all’interno della stessa Via in modo perfettamente coerente ed è in questo stesso stato che le dovremo mantenere per poter accedere finalmente oltre la soglia. I due regni destro/sinistro devono mantenersi comunicanti tra di loro e non isolati per poi essere alterati, ne va della salute del nostro percorso.

 

"Il Sentiero della Mano Sinistra ha attirato su di Sé l'attenzione per le gesta di quelle anime stolte che cercano uno sviluppo Spirituale rapido e facile senza alcuna rinuncia preliminare alla gratificazione dei sensi. Il risultato di questa avventatezza è invariabilmente l'indulgenza del tipo peggiore e più eclatante, che ha danneggiato la reputazione del Sentiero della mano Sinistra" - tratto da Aghora alla sinistra di Dio di Robert Svoboda.

 

La falsificazione storica, antropologica ed esoterica ha operato su vari livelli per alterare entrambe le Vie Iniziatiche. In realtà la tendenza ad abbracciare tutto quel Cerimoniale Magico corretto e depotenziato, la Cabala Ebraica insieme alla sua influenza nefasta, è contenuta in tutto il panorama occultista in modo variegato e indistinto e non solo nella tradizione Destra moderna. Insieme al controllo operato dietro le quinte da parte di tutte quelle Società Segrete corrotte e di tutte le forme di magia angelica, bianca, Wicca o comunque cristianizzata nei punti giusti. In questo la versione contemporanea delle due mani sono identicamente incatenate dallo stesso morbo. Come anche la famosa “emancipazione magica” di cui tanti praticanti sinistri si riempiono la bocca, non appartiene esclusivamente alla Via Sinistra come si potrebbe credere, ma è presente – seppur sotto mentite spoglie – anche nella tradizione Destra. E’ tutta questione di allargare la visuale ristretta momentaneamente da traduttori improvvisati, e cogliere a trecentosessanta gradi tutto il nettare necessario proveniente dai nostri avi. Va fatto un preciso distinguo dunque, tra la definizione contemporanea di sentiero di mano destra/sinistra e quella pura. E’ di estrema importanza approcciarsi per la prima volta ai Due Sentieri nella loro forma originaria, prima della contaminazione post moderna guidata dalla cristianizzazione sistematica di ogni fonte di sapere.

Nel Satanismo autentico la consapevolezza di fusione totale alla propria Via è ben chiara fin dall’inizio, l’adepto in fase di risveglio integra le informazioni, le distingue per poi riordinarle unendoleOgni satanista sperimenta in egual misura sia il fuoco Sinistro che la tempra Destra, non crede che solo un sentiero sia quello giusto, ma fa più un lavoro di collegamento tra le parti. Inizierà acerbo a sperimentare senza certezze e con un alto rischio personale per poi accumulare esperienza pratica da fargli nascere la voglia di tracciare un metodo che ne rappresenti la sintesi perfetta. All’apice della sua maturità avrà il grado naturale concesso dalla sue sole forze che lo porterà a mettere le proprie conoscenze al servizio degli altri. Le tramanderà, si ergerà su una giusta gerarchia, parlerà attraverso una filosofia vissuta in prima persona e non raccontata e si farà comprendere tramite simbologie che risulteranno evocative ai pochi. Senza nemmeno accorgersene ricostruirà sul campo le due Vie vivendole dall’interno in modo consequenziale. Siamo guidati da un’essenza sinistra ogni qualvolta affrontiamo le nostre paure, ci feriamo, sanguiniamo e ci rialziamo per riprendere lo stesso cammino più forti di prima. E rimaniamo sul lato sinistro di noi stessi finchè non ci realizziamo sul verbo destro delle nostre cicatrici divenute ormai saggezza.

Tutti quelli che hanno subito una violenta trasformazione iniziatica sono passati da dalle nude mani della Dea Terribile, Identificata nel corso della storia sotto il nome di Kali, Lilith o la greca Cibele. Il creato ed il tempo vengono metaforicamente divorati dalla potenza di Kali danzante sul pallido cadavere di un praticante delle arti magico/spirituali, con il collo circondato da una collana di cinquanta teste recise simboleggianti le altrettante lettere dell’alfabeto sanscrito concepite come gli archetipi della realtà in tutti i suoi gradi. Senza la forza travolgente Bhairavi che rappresenta il principio tantrico del femminino distruttivo (inteso come forza di trascendenza immediata) non ci sarebbero i presupposti per ascendere ai principi superiori. E se non ci spingiamo fino alle terre proibite non possiamo permetterci successivamente di rappresentare nessuna forma di pensiero istituzionale per chi verrà dopo di noi. La metafisica delle esperienze della vera tradizione Destra scandite da una precisa metrica non sono costruite sul nulla ma sul tutto provato. VEDI IMMAGINE.

 

“Solo i morti possono morire, non i vivi. Ciò che di vivo c’è dentro di te è immortale. Nell’immobilità della mente, nella profondità del silenzio interiore, l’eterno si rivela” - antico detto vedico

 

Da satanista ho sempre trovato limitante definirmi esclusivamente una creatura sinistra, solo per rispettare una sorta di copione mentale tra me e la cristianità. La mia diversità naturale con il dna Yahwista è palese e tale rimarrà anche se deciderò di non collocarmi dividendo tutto in destro/sinistro, bianco o nero, buono o cattivo. Da viaggiatori distaccati quali dovremmo essere non è conveniente farsi coinvolgere troppo dalle trame cristiane, non essendo fortunatamente una loro creazione o una loro estensione, il modo migliore per dimostrarlo parte certamente da qui. Riconosco che il lavoro di un certo satanismo tradizionalista moderno non aiuti moltissimo dall’uscire dalla banalizzazione stereotipata del satanista ribelle e poco originale ma d’altra parte l’influenza di certe tematiche come abbiamo detto all’inizio della seguente trattazione, non dipendono dall’argomento in se ma dalla natura di chi traduce. Oggi si parte da una condizione di squilibrio dove la tradizione sinistra viene enfatizzata per eccesso e la tradizione destra dogmatizzata per superficialitàEppure i due Sentieri rappresentano due voci di una stessa natura, per la trasformazione dell’anima in divinità. Entrambe le vie seguono un metodo, entrambe le vie si fissano degli obbiettivi ed entrambe le vie si determinano seguendo la stessa dedizione nel rappresentare iconograficamente la loro scoperta interiore. La loro simbologia è diversificata ma mai totalmente duale, e non deve esserlo nemmeno la nostra percezione nel guardarla. Altrettanto sbagliato è considerare il percorso sinistro troppo semplicistico, dove basta ricercare arbitrariamente il gesto forte della situazione per ritrovare la propria parte oscura. La nostra vera parte oscura non è scollegata da tutto il resto ma ha un prima necessario e un dopo regolato. La cornice fenomenica segue una logica ancestrale altrettanto oscura e apparentemente intellegibile ma con un senso super partes che alla fine riunisce e fissa tutto sotto la legge naturale prima individuale e dopo universale. Il disegno finale deve avere la stessa fisionomia dettata dagli antichi o quello che si è intrapreso non deriverà dal miglior finale sperato. La Via Sinistra come quella Destra dovrebbe essere sempre svelata dalla spontaneità di una mente onesta ed il meno possibile condizionata.

Ragionare e orientarsi in "destra" o "sinistra", indica psicologicamente una dualità di riferimento palese e quindi una possibile dipendenza, limitante per la nostra piena e profonda comprensione delle cose che ci circondano. La natura stessa della dualità è finta, totalmente fittizia per antonomasia, esiste soltanto per rendere l'uomo e le sue scelte, dapprima prevedibili e successivamente controllabili. Bisogna cercare di andare oltre l'assimilazione ed il dominio della dualità sulla mente umana, solo così l'uomo stesso non sarà più limitato e potrà vivere la sua esistenza nel pieno delle sue libere capacità. Nello studio occulto della nostra mano destra e della nostra mano sinistra riconosciamo l’esigenza di comprendere che l’una non può escludere l’altra. Ciò che siamo si deve unire a ciò che riconosciamo come nostro perchè vero, non basta indossare come un abito quel determinato sapere per diventare quel sapere. Non basta conoscere solo un lato per poter ignorare del tutto l’altro. Le nostre mani devono avanzare insieme sul sentiero della conoscenza di noi stessi.

Si può cercare di delineare delle forme di riferimento abbastanza attendibili, ma l’istinto satanico tenderà da un certo punto in poi a trascendere per natura una qualsiasi "condotta di rappresentanza" legata a questo nostro mondo virtuale che chiamiamo realtà. Il meccanismo duale "Sentiero della mano Destra o Sentiero della mano Sinistra" contiene quindi un valore soltanto nel mondo fisico materiale in cui viviamo e in cui ci muoviamo. Ha a che fare con noi ma solo in parte, ci coinvolge perchè può contenere verità ma solo in un certo senso e riuscendo a interpretare il tutto solo in un certo modo, fino ad un certo punto. Non esiste un sentiero assolutamente retto ed un altro assolutamente dannato. Esistiamo noi, il nostro punto di osservazione e la nostra esperienza soggettiva, che nei casi più alti e rari coincide con le esperienze dei nostri simili animici. Indubbiamente il Satanismo Spirituale rappresenta la perfetta congiunzione tra le due dimensioni sdoganate dai paesi orientali, perché contiene sia l’aspetto sperimentale che quello ideologico, l’approccio sinistro si manifesta dalle grandi alle piccole cose ma sempre su una nota comune, la prativa vissuta. Mettere le mani in una cosa per comprenderla veramente è satanismo sinistro allo stato puro. Se parliamo invece di approccio Destro satanico, lo vedremo manifestarsi al suo meglio nella nostra predisposizione alla meditazione o dal modo in cui trasformiamo un’esperienza in insegnamento. La nostra etica, la nostra natura e la nostra memoria, il nostro rispetto verso gli Dei sono emanazioni di Via destra e si fortificano nell’approccio Destro alla comunicazione divina/infernale. Se vogliamo anche il senso del tempo utilizzato come alleato prezioso per ottenere una cosa in modo lento ma almeno poi definitivo. Il piano astrale è il nostro piano di lavoro ideale che accomuna le due Vie e dove elementi di luce ed ombra si alternano in un perfetto e cadenzato gioco evolutivo.

Una trattazione a parte andrebbe fatta sulla falsificazione che un certo satanismo (tra molte virgolette) sta causando attraverso il parallelismo tra le due Vie Spirituali e la filosofia proveniente dalle speculazioni della Cabala eretica. Nella voluta contrapposizione tra l’albero della vita e l’albero della conoscenza vi è tutto il piano occulto di accentuare ancor di più la trappola duale su un piano mentale, mantenendo sempre i demoni (identificati come gusci o scarti) sottomessi e controllati all’interno di un disegno ritualistico Yahweiano. Il principio positivo delle strutture luminose delle sefiroth, contrapposto al principio negativo delle qlifoth. Qui mi limiterò a dire che secondo il mio punto di vista tutte le considerazioni che vengono costruite da questa corrente siano fortemente fuorvianti oltre che blasfeme nei confronti delle entità coinvolte, tra cui soprattutto Lilith. Ma parlo ovviamente da satanista dedicato e non da semplice ricercatore occultista.

Se cercherete lo spirito e l’anima di Satana li troverete su entrambi i sentieri battuti da ogni buon viandante o guerriero spirituale. La capacità di discernimento oggi più che mai in questa era di falsificazione storica è fondamentale per capirci qualcosa, non basterà leggere dei testi con dei titoli apparentemente convincenti per non cadere nell’interpretazione eccessiva. Troppa staticità logorroica vi renderà troppo fermi e quindi sbilanciati da un verso, ma dall’altro verso troppa dinamicità vi renderà informi e dispersivi, la soluzione come sempre sta nel mezzo di ogni cosa che assorbiamo. La maggior parte dei ricercatori attuali se non ha scritto in mala fede ha quasi sempre deviato verso conclusioni abbastanza discutibili. Non è affatto vero che l’argomento generale sembra più adatto a individui senza un dio di riferimento, questo è solo uno dei tanti messaggi fuorvianti che hanno voluto far passare per confondervi ulteriormente imponendovi di scegliere tra l’essere il mago anarchico o quello più ordinario. Pochi hanno compreso il potenziale della terza Via quella PROPRIA, raggiunta solo da quegli individui che sono riusciti a seguire fin dall’inizio le giuste fasi di cambiamento, la loro attenzione, la loro identità e la loro perseveranza li ha premiati anche perché sono riusciti a leggere oltre quello che vedevano o gli facevano credere gli altri. La loro indole elitaria li ha resi quello a cui molti altri aspireranno; Satanisti sulla Via di Satana.

 

 

Mandy Lord

Anno MMXIX

 

 

 

APPROFONDIMENTI E RIFERIMENTI:

I VEDA - LA MILLENARIA CONOSCENZA SPIRITUALE INDIANA

TANTRA DELLA GRANDE LIBERAZIONE. MAHANIRVANA TANTRA

VIJNANABHAIRAVA, LA CONOSCENZA DEL TREMENDO

LA VIA OSCURA, INTRODUZIONE AL SENTIERO DI MANO SINISTRA. ALBERTO BRANDI

SAGGI SULL’IDEALISMO MAGICO. JULIUS EVOLA

AGHORA, ALLA SINISTRA DI DIO. VOL 1.2.3. ROBERT SVOBODA. EDIZIONI VIDYANANDA

DIZIONARIO DELLA SAPIENZA ORIENTALE. Buddhismo - Induismo - Taoismo – Zen. AUTORI VARI

 

 

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