INIZIAZIONE SPIRITUALE

 

 

Come abbiamo spesso ricordato, il Satanismo non è una dottrina a cui aderire bensì un culto dell’essere in cui una certa natura ritrova se stessa e la propria origine. In questo modo il Satanismo assume i contorni di ciò che è a tutti gli effetti una categoria dello spirito, una razza spirituale che in quanto tale presenta degli innatismi che caratterizzano chi ne fa parte. Considerato ciò sembrerebbe allora che nascere con un certo sangue e una certa anima sia sufficiente per essere Satanisti: non è così. Appartenere alla famiglia Gentile, ossia i diritti discendenti della Stirpe Sacra di Satana, non significa essere anche un Satanista. Potremmo dire che tutti gli autentici Satanisti sono Gentili ma non tutti i Gentili sono anche Satanisti. Ma in cosa consiste la differenza? Per fornirvi una risposta il più chiara possibile prendo in prestito l’esempio del passato, dove la maggior parte del popolo Gentile viveva seguendo la Tradizione, onorando gli Dei, facendo propria una certa etica e celebrando le festività pagane. Ma oltre a coloro che semplicemente aderivano al culto di stato esistevano anche coloro che, intimamente e segretamente, abbracciavano il culto misterico, la via esoterica, il lato più sotterraneo e profondo del Culto. Ora ho fatto l’esempio del mondo classico in cui esisteva la tradizione pagana comune a tutti e i culti misterici di Enna ed Eleusi per pochi iniziati, così come nel mondo celtico esisteva la via druida, così come in Giappone vi era la via del Samurai e in Egitto i Misteri di Iside. Ogni popolo ha sempre suddiviso il Culto in un lato più visibile ed essoterico, alla portata di tutti, ed un lato più iniziatico ed esoterico, riservato ai pochi. Questi sono dunque gli elementi necessari alla formazione di un autentico Erede di Satana: Appartenenza e Iniziazione. Appartenenza alla famiglia Gentile che lo lega in modo atavico a Satana e Iniziazione alla Via che Satana e gli Dei stessi hanno mostrato e gli Avi  tramandato.

Nel Razionalismo, movimento ateo d’ispirazione satanica nato in America nell’ultimo secolo per mano di Anton LaVey, c’è la tendenza a definirsi Dei di se stessi, considerandosi Dei soltanto perché esistiamo. Nel Satanismo effettivamente esiste il concetto di auto deificazione, l’essere umano (o per meglio dire un certo tipo di essere umano) non è in alcun modo sottoposto al divino, bensì ne fa parte per diritto naturale. Tutto questo però non può considerarsi sufficiente alla realizzazione di ciò che siamo, poiché la divinità che è in noi per definirsi realmente tale necessita di poter maturare. Mi spiego meglio:  lecito dire che ogni autentico Erede di Satana è potenzialmente divino, giacché in lui risiede il seme del Dio, ma questo seme, in quanto tale, ha bisogno di essere nutrito per poter divenire albero e dare il suo frutto. Un seme non nutrito è un seme che, per quanto potenzialmente fecondo, sarà condannato a seccare. È pertanto questo lo scopo dell’Iniziazione Spirituale, il percorrere una Via che ci consenta di nutrire quel seme e renderlo ciò che per natura era destinato ad essere.

Ogni Gentile è legato a Satana e agli Antichi Discesi, quindi ogni Gentile è potenzialmente divino, ma per essere tale deve accedere all’Iniziazione ed essa lo rende essenzialmente l’Essere Satanico, l’Iniziato, il Guerriero Spirituale, il Creato Creante. L’Iniziazione Satanica è naturale e spontanea, non si serve di maestri, sacerdoti, logge ed ordini, il Satanista è un Iniziato di natura e in quanto tale viene iniziato dalla natura stessa. Il suo rapporto con gli Dei è puro e privo di intermediari terreni e il Latte Sapienziale di Sophia passa dal suo seno alla sua bocca senza filtri. L’Iniziazione del Satanista è pertanto un’Auto-Iniziazione, un Cammino indipendente, duro, senza programmi preimpostati da seguire. La vita stessa viene concepita come principale via iniziatica e attraverso “la Via dei Segni” egli segue il percorso che il suo Guardiano traccia per lui, costruendo il proprio Sentiero personale passo dopo passo. Non esiste un Cammino satanico identico ad un altro, nonostante le verità a cui si giunge siano essenzialmente le stesse. Ogni Iniziato al Culto di Satana ha un’Iniziazione unica, un Cammino unico, un rapporto col Sacro unico, perché lui, nonostante sia parte di una Famiglia, è unico.

 

“Che cosa misera è l’umanità se non si sa elevare oltre l’umano” -  Seneca.

  

Ma questo cosa significa? Che un Satanista, in quanto libero e indipendente, non possa avvicinarsi a ordini o a maestri o programmi iniziatici guidati? Assolutamente no, sarebbe una contraddizione in termini, giacché un’anima libera  appunto libera di percorrere dove vuole e come vuole, senza dogmi e imposizioni. Nessuno vieta ad un Iniziato di mettere alla prova se stesso con più metodi, più vie, più sistemi, scoprendo in tal modo quelli più efficaci e più in linea con la sua natura e le sue necessità. Quello che però lo renderebbe incoerente con la natura satanica è semmai l’ancorarsi ad uno solo di questi sistemi, facendone una dottrina, diventando totalmente dipendente. Il Satanismo ha come ambizione la libertà e l’indipendenza spirituale, pertanto ogni via può essere conosciuta, sperimentata, ma mai idolatrata e mutata in un recinto con cui limitare noi stessi in una zona di confort. Ogni Iniziato è diverso, tutti noi nasciamo in un mondo metatronico in cui il Grande Serpente Arcobaleno scinde se stesso nei suoi singoli colori, e ognuno di noi trova in questi colori una parte di se stesso. È pertanto innegabile che una persona che ha già molta esperienza del bianco avrà più bisogno di scoprire il nero, così come chi conosce meglio il rosso avrà bisogno di circostanze che lo mettano in contatto con il blu. Ecco quindi che pensare di creare un percorso iniziatico valido per tutti è impossibile, e nessun ordine o maestro può pensare di divenire il demiurgo della vita di qualcun altro. Ognuno di noi  Creato e Creante e ha diritto pertanto di crearsi il proprio Cammino a seconda della sua essenza e delle sue necessità. Una persona che ad esempio fosse molto insicura e poco in confidenza con la sua ombra sarà sicuramente più attratta da una via iniziatica molto oscura in grado di spezzare i suoi tabù e le sue paure, così come chi è già abbastanza consapevole del suo lato oscuro sentirà il bisogno di esperire percorsi di natura differente. Ognuno è diverso, pertanto ciò che posso dirvi è che non esistono sistemi iniziatici “giusti o sbagliati”, tutto può essere utile, purché l’Iniziato sia abbastanza Essere Satanico da saper discernere in modo indipendente ciò che gli serve da ciò che invece sarebbe soltanto mera obbedienza ad una dottrina.

Anche nel caso dei Maestri la questione è la stessa. Sebbene oggi i veri maestri siano molto rari, (e i pochi che sanno esserlo sono gli stessi che mai si farebbero chiamare tali), non c’è niente di male nel condividere parte del proprio Cammino con qualcuno che, in virtù di una grande esperienza, sceglie di rendersi testimone diretto suo sapere. Nel mio percorso posso dire di avere imparato da molti Fratelli e Sorelle di percorso, ho imparato da Praticanti del Sentiero che hanno trasmesso il proprio vissuto esperienziale attraverso i libri, siti, semplici conversazioni. E a mia volta ho dato anche io parte della mia conoscenza, stimoli, ispirazioni. In una famiglia spirituale è normale essere connessi, confrontarci, insegnarci a vicenda, ma questo va ben oltre il sistema castrante di “adepto maestro”, dove c’è sempre qualcuno in alto che impartisce e qualcuno in basso che assorbe. Essere un autentico Iniziato significa osservare gli uccelli già capaci di volare e prenderne l’esempio, non certo restare fermo nel nido a bocca aperta aspettando che mamma uccello ci cali dentro un vermicello. Essere Satanisti significa imparare da tutti coloro di cui riconosciamo il valore, ma sempre senza dipendere da nessuno.

Nel tempo ho sempre dimostrato avversione verso i maestri e gli intermediari terreni, perché dalla mia esperienza ho potuto appurare che spesso quanti si auto proclamavano tali erano nei fatti persone vuote, con conoscenze superficiali e una totale assenza di saggezza ed esperienza reale. Erano quasi sempre personaggi egocentrici, insicuri, banali, più interessati ad apparire che ad essere. Gente che tuttora esiste e che si approfitta delle persone più ignoranti per gonfiarsi l’ego e il portafoglio. Ho sempre messo in guardia gli Iniziati da questo genere di persone, li ho sempre incoraggiati a camminare con le proprie forze, in maniera libera e onesta, e il motivo era semplicemente quello di proteggere la purezza dell’animo che cerca conoscenza dalle derive che invece la subordinazione ad un maestro può comportare.

Altro errore comune è credere che la figura del maestro sia qualcosa di indispensabile all’inizio del Cammino: nulla di più sbagliato. Credo sia capitato a tutti all’inizio di cercare una figura di riferimento, una guida, qualcuno che possa gettare al posto nostro le basi sui cui cominciare. È un pensiero naturale e non c’è niente di male, ma è anche l’errore più grande che possiamo commettere per compromettere la nostra Iniziazione. All’inizio del Cammino ci troviamo forse nella fase più delicata, quella in cui siamo più vulnerabili, disorientati, malleabili e di conseguenza anche manipolabili. Quando partiamo abbiamo un’infinità di domanda e cerchiamo disperatamente risposte, siamo impazienti, siamo affamati, e chiunque appaia ai nostri occhi più sapiente diventerà per noi un salvatore, un idolo, una guida a cui affidarci. A quel punto se sarete fortunati troverete qualcuno che onestamente vi stimolerà a trovare le risposte, confrontandosi con voi e insegnandovi a recuperare da voi stessi ogni verità senza limitarsi ad impartirvi la sua. Inutile però dirvi che in pochi hanno avuto questa fortuna e che la maggioranza è stata invece indottrinata, passando dunque dalla coatta programmazione cristiana a quella di qualche nuovo guru. Il risultato sarà che avrete assorbito come spugne la conoscenza di questo maestro, avrete la vostra nuova dottrina e probabilmente non conoscerete mai davvero voi stessi, giacché non sarete più in grado di uscire dalla vostra nuova e comodissima zona confort.

Che voi possiate crederci o meno, all’inizio non c’è niente di più deleterio di un maestro. I migliori Iniziati che ho conosciuto, quelli che finiscono prima o poi loro malgrado per ispirare gli altri, sono sempre e solo quei pochi che si sono Auto Iniziati, trovando da soli le risposte alle proprie domande, sperimentando su se stessi senza l’ausilio di libri e intermediari. La maggior parte dei migliori Praticanti che conosco sono persone che fin da ragazzini erano solitari, si facevano domande a cui da soli cercavano di dare risposta, riempiendo diari con piccoli rituali personali nati da innocenti tentativi e fiumi di pagine sulla vita, la morte, il divino e tutti i segreti del mondo. Sono persone che fin dall’adolescenza avevano una sensibilità spiccata unita ad un carattere determinato e indipendente, individui spesso solitari ma capaci di ascoltare gli altri, persone che si mettevano sempre alla prova anche in modi apparentemente bizzarri, poiché affascinate dal proprio stesso mistero che cercavano giorno per giorno di svelare. Queste sono le persone che si sono Auto Iniziate e che hanno fortificato la propria identità in un modo tale da non essere più manipolabili. Se ad esempio foste all’inizio del vostro percorso e vi chiedeste banalmente “Cosa è la morte?” state pur certi che se lascerete ad altri la responsabilità di fornirvi la risposta allora voi per sempre farete vostra quella risposta. Se invece tenterete voi di darvi una risposta allora dopo ogni altra risposta, letta o sentita, sarà soltanto uno spunto di riflessione che potrà arricchirvi, qualcosa con cui vi confronterete ma che avendo strutturato una vostra idea, una vostra identità, non accetterete passivamente come se fosse oro colato.

Il Sentire personale è un elemento chiave dell’Iniziazione, affidarsi ai propri sensi, alla propria anima, è un metodo infallibile per non perdere se stessi. E solo allora, quando avrete fortificato la vostra identità, che saprete godere a pieno del confronto col prossimo, anche con chi sarà più sapiente di voi. A quel punto saprete apprezzare gli insegnamenti altrui, discernendo ciò in cui vi riconoscete da ciò che invece è estraneo alla vostra natura, e scoprendovi così centrati nel vostro percorso e fastidiosamente incorruttibili. E se dico fastidiosamente è perché a quel punto per quanti vogliono approfittare di voi per imporvi il proprio sapere sarà molto difficile raggirarvi, poiché nonostante sarete disposti ad imparare da chiunque non sarete dipendenti da nessuno.

Lo stesso discorso si potrebbe fare con i Sacerdoti. In ogni culto del passato sono esistiti dei funzionari del tempio dediti al Sacro, persone che dedicavano la propria vita alla divinità e di conseguenza erano inclini ad ispirare gli altri. Questo è un concetto che può funzionare in molti cult pagani, dove a seguire la tradizione potevano esserci anche molti profani, persone che per abitudine seguivano il culto di stato senza tuttavia avere un contatto diretto con il mondo spirituale. Nel Satanismo però, dove ogni Iniziato è in cerca di connessione diretta con gli Dei, non ha nessun senso appoggiarsi ad un intermediario, dato che ogni Satanista è anche sacerdote di se stesso. Un autentico Erede di Satana è già per natura legato al Dio, affidarsi ad un intermediario sarebbe come chiedere alla segretaria di mio padre  o mia madre di mettermi in contatto con lui o con lei. Con questo non voglio dire che ogni Iniziato sia allo stesso livello dell’altro, ci saranno sempre persone più sapienti a causa di un bagaglio esperienziale maggiore o semplicemente per inclinazione naturale, tuttavia al giorno d’oggi definirsi sacerdoti e porsi da intermediari è a mio avviso un modo subdolo per assoggettare quanti magari sono ancora insicuri e legati ad un modus operandi cristiano. Molti ragazzi giovani, appena usciti dall’indottrinamento cristiano, sono ancora molto malleabili e influenzabili, per impostazione mentale sono abituati a identificare nel “prete” la figura di riferimento e pertanto un sacerdote di Satana ai suoi occhi avrà lo stesso potere e si fiderà ciecamente. Sinceramente trovo questo approccio abbastanza scorretto, dato che il Satanismo si contraddistingue da molte altre vie spirituali non tanto per la verità sacra che rivela quanto più che altro per il modo stesso in cui si arrivare ad essa. A fare il Satanista genuino non è il chiamare il proprio Dio Satana anziché Gesù, bensì l’approccio stesso che un Satanista ha col sacro, un approccio onesto, libero, pulito, per l’appunto Gentile.

Lo scopo principale dell’Iniziazione è il raggiungimento dellEvoluzione Spirituale. Ogni via ha sempre avuto questo scopo, sebbene poi ognuna di esse possa proporre metodi diversi per raggiungerla. Anche il concetto stesso di Evoluzione può essere in parte diversa da culto a culto, nella religione cristiana, ad esempio, l’evoluzione è data dall’immortalità dell’anima concessa unicamente dal proprio Dio, una religione salvifica dove seguire i dettami di Dio garantisce la vita eterna nel suo regno. In altre vie più spirituali, invece, il senso primo dell’Evoluzione è l’auto deificazione, il rendersi uguali agli Dei e la conseguente immortalità conquistata. Ogni via di ascensione porta l’essere umano a conoscersi e a potenziarsi. Il Satanismo incarna a pieno questo concetto, facendo dell’Iniziazione lo strumento perfetto per conseguire la propria Evoluzione personale, facendo in modo che ciò che siamo per natura divina fiorisca totalmente. È il famoso seme di cui parlavamo all’inizio dell’articolo, il seme che diventa ciò per cui è nato, ciò che potenzialmente doveva essere. Ascendere significa per noi Satanisti semplicemente crescere, passare da bambino umano ad adulto divino. Evoluzione è tornare perfettamente consapevoli di ciò che siamo, fare dell’Origine la meta pur mantenendo tutto il Raccolto accumulato durante il percorso.  Durante la Via Iniziatica il Satanista raccoglie le mille parti del Sé disseminate fra gli innumerevoli io, al fine di conoscersi e completarsi. Il passo seguente all’evoluzione personale sarà poi operare per l’evoluzione della propria razza spirituale.

Solitamente in Occidente le vie iniziatiche si suddividono tradizionalmente in via della mano destra e via della mano sinistra, concetto che trae origine dal tantrismo indiano, dove prendevano il nome di vama marga (la via della mano sinistra) e dakshina marga (la via della mano destra). Questa suddivisione fu poi ripresa da noti esoteristi del passato, in primis la Blavatsky e in seguito Crowley, e lentamente il concetto stesso di via della mano destra e via della mano sinistra ha assunto così sempre nuove forme a seconda dell’interpretazione personale di coloro che vi si avvicinavano. Personalmente credo che la colpa più grande dell’Occidente nei confronti delle due vie sia stata quella di averne estremizzato la dualità, caricandole per altro di valenze ideologiche viziate dalla religione GiudeoCristiana. In Occidente, infatti, il concetto di via della mano sinistra e via della mano destra viene spesso moralizzato, ad ognuna delle due vie vengono attribuiti connotati positivi o negativi e identificando così nella mano destra una via di luce e quindi “buona”, e nella mano sinistra una via oscura e quindi antagonista, “cattiva”. In verità queste due vie in origine erano libera da concezioni morali di questo tipo e si limitavano a rappresentare semplicemente due sistemi con metodologie differenti per raggiungere però uno stesso scopo: l’Ascensione personale. Oggi molte logge e ordini occidentali si sono quasi arrogati il monopolio su queste vie, definendosi apertamente di mano destra o di mano sinistra e finendo così per ridefinire l’idea stessa di Left Hand Path e Right Hand Path a seconda delle proprie ideologie personali. In realtà queste due vie, nonostante le differenti tecniche praticate, erano abbastanza complementari e un autentico Iniziato doveva esperirle entrambe. Oggi, almeno in Occidente, potremmo dire che alla via della mano sinistra è associato un percorso per l’appunto più sinistro, ctonio, lunare, oscuro, mentre alla mano destra è associato un sentiero più maschile, luminoso e solare, sebbene molto spesso si tenda a usare termini come LHP e RHP quasi come sinonimi di Cammino Esoterico e Cammino Essoterico, conferendo al LHP uno spessore e una profondità degna dell’autentica Iniziazione e al RHP qualcosa di più dozzinale, popolare, e New Age.

 

"Il Sentiero della Mano Sinistra ha attirato su di Sé l'attenzione per le gesta di quelle anime stolte che cercano uno sviluppo Spirituale rapido e facile senza alcuna rinuncia preliminare alla gratificazione dei sensi. Il risultato di questa avventatezza è invariabilmente l'indulgenza del tipo peggiore e più eclatante, che ha danneggiato la reputazione del Sentiero della mano Sinistra" - tratto da Aghora alla sinistra di Dio di Robert Svoboda.

 

Fin dall’antichità l’uomo ha ricercato l’Evoluzione Spirituale attraverso diverse tecniche, alcune più in linea con la via della mano sinistra ed altre con la via della mano destra. Ma una delle basi fondanti, comune ad ogni via iniziata, sebbene con tecniche differenti, è senza dubbio la Meditazione, pratica antichissima capace di connettere l’essere umano a se stesso, alla sua parte divina e al sovrasensibile. Esistono diverse tecniche di Meditazione, alcune incentrate sulla mera contemplazione e il silenzio, altre sulla visualizzazione o il mantra, altre persino sul movimento, come ad esempio lo Yoga e certi tipi di arti marziali. Scopo primario dell’Iniziazione è sempre stato infatti il raggiungimento del Magnus Opus, ossia l’opera alchemica in grado di trasformare l’essere umano da piombo in oro. Attraverso certe tecniche di Meditazione l’Iniziato diventa consapevole dei centri energetici del suo corpo, impara a lavorare con i suoi Chakra fino all’ascesa della Kundalini, il Grande Serpente che giace arrotolato alla base del nostro Muladhara. Queste tecniche di visualizzazione che portano l’Iniziato a concentrarsi sull’energia di ogni Chakra sono indispensabili al fine di risvegliare e riattivare questi centri di potere, permettendo così all’essere umano in Azione di riequilibrare le sue parti e riconnetterle fra loro. Spesso, infatti, la principale causa del torpore spirituale è dovuto proprio ad una scissione interna della nostra Monade e tramite la Meditazione noi possiamo ricostituire la nostra integrità animica.

Vorrei però aggiungere anche una mia personale idea riguardo al lavoro sui Chakra, una considerazione nata direttamente dall’esperienza personale che spero possa farvi riflettere. Come ho spesso detto considero la vita il mio Cammino Iniziatico e pertanto il Vivere stesso, se fatto con la consapevolezza di un Iniziato, può letteralmente diventare il Rituale per l’Evocazione di se stessi. L’Iniziato genuino vivendo scopre ogni frammento di sé, scopre il suo vero volto oltre le mille maschere, il tutto per poi Ascendere e completarsi, evocando appunto il suo vero Sé. Tutto ciò che abbiamo attorno è energia coagulata e in quanto tale è direttamente collegata alla nostra coscienza. Chiunque abbia letto l’articolo La Via dei Segni sa bene di cosa sto parlando, quindi eviterò di dilungarmi inutilmente. Se ho fatto questa breve premessa è perché lavorando con i Chakra mi sono resa conto che essi, oltre ad essere centri energetici del mio corpo spirituale, erano anche delle Porte da oltrepassare per comprendere appieno il mio Mistero, un mistero  che veniva riflesso nel mondo e pertanto esplorabile. Quando ad esempio lavorai per sbloccare e riattivare il mio Muladhara (chakra sacrale), mi resi conto che concentrarmi sulla sua energia stava richiamando attorno a me esattamente quel tipo di energia. Come certo saprete ogni chakra ha le sue caratteristiche e governa aspetti fondamentali del nostro corpo e della nostra anima (link per approfondire i chakra) ed io mi son resa conto che ogni qualvolta che per settimane lavoravo su uno di essi anche la mia vita assumeva lo stesso colore di quel chakra, la sua energia, attirando a me situazioni che in qualche modo mi portavano a mettermi alla prova e a vivere letteralmente dentro quel chakra.

Quando ad esempio operavo per riattivare Muladhara mi si presentavano nella vita delle circostanze atte proprio a risvegliare la mia parte istintuale governata da questo chakra, così come meditando su Svadhisthana mi sentivo artisticamente molto ispirata e mi capitavano situazioni tali che sembravano concretamente volermi offrire gli strumenti per creare. Lo stesso avvenne con Manipura, il chakra del plesso solare che patrocina la volontà e il fuoco, ricordo che in quel periodo mi scottai gravemente senza però farmi niente e allo stesso modo piombarono nella mia vita degli eventi complessi che spronarono in maniera determinante la mia volontà. Potrei farvi molti altri esempi ma preferisco lasciare a voi il piacere di scoprire da soli ciò di cui parlo, cominciando a considerare i chakra non solo come centri del potere del nostro corpo bensì vere e proprie chiavi per aprire porte iniziatiche, una sorta di sigillo che se sbloccato può richiamare dentro di noi e attorno a noi esattamente quel tipo di energia di cui è composto, proiettandola nella nostra vita per metterci alla prova e farci crescere. Ogni chakra è energia da Vivere, una Porta da oltrepassare per conoscere davvero noi stessi.

Oltre alla Meditazione, un altro elemento necessario alla corretta formazione dell’Iniziato è il contatto diretto con gli Dei. Satana e gli antichi Discesi sono per un Satanista gli unici veri maestri dell’anima, egli ne segue l’esempio e comunica con Loro al fine di poter evolvere. Oggi però si tende a credere che tradizione satanica sia per l’appunto la Goetia, mentre nei fatti essa è solo un’alterazione poco nobile generata da maghi GiudeoCristiani. In origine l’approccio fra Praticante e Divinità era molto più simile a quello fra un padre e suo figlio, mentre con il metodo salomonico il rapporto è diventato molto più simile a schiavo e padrone. Per rintracciare in ambito Occidentale la forma più nobile di Magia Evocativa dovremmo rifarci alla sacra Teurgia, un’Arte a cui personalmente sono molto legata e che trovo molto più in linea con la natura Gentile rispetto alla Goetia. Il termine Teurgia nasce in ambito ellenico e significa “Opera Divina”, dove  theós sta per “dio” ed érgon per “opera”. La Goetia diverrà poi nel Medioevo l’alterazione blasfema dell’antica Teurgia, dove gli Dei verranno declassati al rango di spiriti malefici e sfruttati unicamente per fini materialisti. Nella Teurgia invece l’Iniziato evocava gli Dei per conoscere se stesso, lavorava con il suo Daimon non per sfruttarlo ed ottenere benefici terreni, bensì lo trattava con affetto e rispetto ricevendone in cambio consapevolezza.

Il nome stesso di Teurgia ne rivela il suo senso più profondo, ossia l’opera divina compiuta direttamente sull’uomo, il Magnus Opus dell’alchimista. Sotto questa dicitura rientra ogni sistema di comunicazione nobile in cui l’Iniziato evoca il suo Dio non per avere ma per essere, dove lo stesso Dio offre all’Iniziato gli strumenti per poter comunicare e sentire. I rituali teurgici ci arrivano direttamente dagli Dei poiché il loro scopo è sempre stato quello d’innalzarci, di renderci a tutti gli effetti a loro immagine e somiglianza. Gli Dei Caduti hanno da sempre accompagnato gli Eredi di Satana lungo il Cammino e contare su di Loro non significa affidarsi ciecamente ad un dio padrone, ma semplicemente fidarsi di chi realmente ha sempre avuto fiducia in noi. Quindi, sebbene sia assolutamente stupido contattare Satana solo per dei capricci, non abbiate paura di chiedere qualunque cosa possa essere utile alla vostra Evoluzione, perché gli Dei per questo ci sono e saranno sempre disposti a fornirci gli strumenti necessari per ottenere le nostre risposte.

 

Non si può sperare di ottenere Libertà e Conoscenza senza essere stati capaci di rischiare il salto nell'Abisso. Ma nessun prezzo è troppo alto per il privilegio di elevarsi sopra ogni cosa e possedere davvero se stessi.

 

Altro elemento fondamentale dell’Iniziazione è senza dubbio il superamento dei propri limiti e in questo entrano in gioco le Prove Iniziatiche. Come ho sempre detto la Via di Satana non è un sentiero adatto alle persone deboli, è un percorso spesso duro che ti porta a dover affrontare te stesso, con tutte le tue paure, debolezze e dipendenze. Lo scopo finale del Satanismo è la liberazione, una libertà salvifica che rende l’Iniziato immortale e totalmente consapevole di ciò che è. Spesso il Dio e il vostro Guardiano vi metteranno alla prova, vi metteranno davanti cose che avreste preferito non vedere e spesso l’impegno richiesto sarà notevole. Nella mia esperienza personale posso dire di aver trascorso fasi del mio Cammino davvero dure, a volte legate direttamente a pratiche che io sceglievo di perpetrare al fine di fortificarmi e altre volte semplici circostanze casuali, anche di vita, in cui ho dovuto comunque mettermi in gioco e superarmi. Ci son stati momenti in cui ne ho sofferto, in cui forse avrei voluto qualcosa di più facile ma ogni volta che una prova scelta o casuale veniva superata io ero cambiata e così cambiava anche il mio mondo, migliorando e fortificandosi insieme a me. Questo non significa che nel Cammino di un Satanista non esista anche gioia, semplicità, bellezza, tutt’altro! Accanto a Satana ce n’è così tanta che son riuscita a trovare luce anche nelle notti più buie. Quello che cerco di dirvi è semplicemente che il Satanismo è un percorso da vivere e che non può limitarsi alla lettura di qualche libro per quanto ispirante sia.

Il Satanismo è Via Iniziatica e in quanto tale si fonda soprattutto sulla pratica, sul camminare, sul provare sulla propria pelle. Gli Dei useranno la vostra stessa vita per fornirvi prove utili alla vostra Educazione Spirituale ma anche voi dovrete saper metterci del vostro incedendo nel sentiero come un Ente dinamico e mai come un Ni-Ente statico. Sappiate mettervi alla prova, interrogate sempre voi stessi quanto basta da scoprire i vostri limiti, i vostri nodi, le vostre paure e ferite, elaborate sistemi funzionali per affrontarli e superarli, sempre con coraggio, determinazione ma anche lucidità, saggezza e buon senso. Ogni via iniziatica può proporre differenti programmi da seguire ma io credo che da essi si debba solo prendere soltanto qualche spunto per poi elaborare un nostro metodo personale. Come vi ho detto pocanzi ogni Satanista ha un suo vissuto, un suo carattere, differenti punti deboli e punti di forza, quindi sarebbe davvero impossibile creare un sistema efficace per tutti. Il mio consiglio è quindi quello di prendere ispirazione ma sempre senza cedere all’indottrinamento. Ponetevi semplicemente degli obbiettivi e superateli, a volte possono anche essere piccole cose, prove fisiche, mentali, emotive, piccoli passi verso un’esponenziale fiducia in voi stessi. Non cercate da principio prove estreme, cose fuori dalla vostra portata, usate sempre il cuore ma anche la testa perché l’idiozia e lo strafare non vi faranno crescere prima ma solo bruciare prematuramente. Le Prove servono a rafforzarvi e non a indebolirvi, devono aiutarvi a superare i limiti e non a creare traumi e quindi nuovi limiti. Siate sempre come Satana: determinati, audaci e saggi. Agite lucidamente.

Queste sono dunque le colonne portanti dell’Iniziazione Spirituale: il Sentire, l’intuizione unita alla logica, l’indipendenza nel crearsi il proprio percorso, accettare ispirazioni da altri senza però dipendere mai da nessuno, avere una sincera confidenza con le proprie emozioni senza tuttavia farsi dominare dalle stesse. E poi tanta, tanta volontà, e il coraggio di attingere dal Caos unito però alla capacità di Creare tramite l’Ordine. La meditazione, i rituali, il contatto con gli Dei, le prove iniziatiche, la via dei segni, lo studio, la comunicazione con altri Satanisti e il confronto con chi non lo è, tutto serve all’Iniziazione Spirituale sulla Via di Satana. Ed io mi auguro che questo breve articolo sull’argomento possa avervi dato i giusti spunti per creare (o migliorare) il vostro personale sistema iniziatico. Auguro a tutti un Cammino fecondo e un’Evoluzione autentica. E se mai avrete dubbi o paure ricordatevi che siete figli di Satana, che in voi scorre il suo sangue e che pertanto non sarete mai e poi mai degli sconfitti… nemmeno quando la stessa storia ve lo farà pensare! Un Erede di Satana brilla per sua natura anche nel buio più profondo e accanto a voi camminano gli Dei, le Donne e gli Uomini migliori che questo e ogni altro mondo abbiano mai conosciuto. Siatene sempre coscienti e non scordatelo mai.

 

 

Jennifer Crepuscolo

Anno MMXIX

 

 

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