POSSESSIONI "DEMONIACHE"

 

 

 

Con la puntualità della morte, ogni anno ci ritroviamo nelle programmazioni cinematografiche almeno un film che parla di possessioni ed esorcismi, senza contare le frequenti repliche televisive, ultimamente anche in prima serata nonostante i contenuti poco adatti ai bambini. Il tutto associato per altro a programmi "d'informazione" in cui preti e psichiatri si affannano nel ricordarci che il “demonio esiste e ci vuole rubare l’anima e il corpo”, e quando la colpa non ricade sul diavolo, allora il posseduto diventa soltanto un caso clinico, letteralmente “un povero diavolo” affetto da disturbi psichici.

Non è un caso che determinati temi vengano ancora oggi trattati con tanta frequenza, come ben sappiamo una bugia per restare in piedi ha bisogno di essere nutrita, soprattutto quando certi poteri si accorgono di un crescente ed inesorabile risveglio spirituale collettivo. Molte persone esterne al Satanismo, e più genericamente sprovviste di conoscenze spirituali, quando ci contattano non tardano a chiederci, quasi da prassi, quale sia la nostra posizione rispetto al fenomeno della possessione demoniaca, rivelando nel modo stesso in cui pongono le domande un terrore profondo in cerca di rassicurazione. Eccolo l’elemento di controllo, ecco la chiave magica con cui preservare l’uomo nell’ignoranza del gregge: la paura. Il trucco sta nel tingere di buio la fonte della verità, affinché l’individuo ne stia lontano, spaventato come un bambino a cui si racconta dell'uomo nero.

Il terrorismo psicologico è un’arma utilizzata da sempre da quanti vogliono esercitare il proprio potere sugli altri, per mezzo della paura pochi uomini hanno potuto assoggettare le moltitudini. E quando la paura e l’ignoranza si fondono, allora è lì che nasce la superstizione, un morbo che attecchisce nel profondo della nostra anima e che nel corso della storia ha dimostrato di essere ben più infestante e pericoloso di qualsiasi fantomatica possessione. Per quanto concerne le strategie di potere cristiane e i subdoli meccanismi che da sempre hanno caratterizzato gli esorcismi, potete approfondire leggendo l’articolo “L'Esorcismo Cattolico. In tal sede, invece, ci limiteremo a spiegare le possibili reali cause della tanto temuta “possessione demoniaca”.

 


Spiriti disincarnati.


Gli spiriti, volgarmente detti “fantasmi”, sono la causa più comune di possessione. Ovviamente occorre premettere che stiamo parlando di casi reali di possessione, escludendo dunque la mitomania e la suggestione psicologica, che sono senza dubbio la causa primaria a cui imputare il fenomeno.

Qual è il meccanismo che spinge un spirito a voler possedere un’incarnazione umana? Quando sopraggiunge la morte fisica, non sempre esiste un solo destino valido per ogni anima. Solitamente, finché il defunto non raggiunge una certa consapevolezza spirituale, viene resettato delle sue memorie terrene e reincarnato, altre volte, invece, se ritenuto pronto, potrà accedere a piani più sottili ove determinare ulteriormente l’esito della propria evoluzione. Una fase a cui però accede ogni anima trapassata è quella di “fantasma”, della durata di tre giorni terreni dalla morte fisica. In questa sorta di passaggio catartico, vaghiamo sul piano fenomenico privi di corpo, in attesa che l'entità preposta alle trasmigrazioni ci conduca Oltre. Spesso però i “neo-morti” si rifiutano di oltrepassare la soglia, per paura o semplice attaccamento, restando così intrappolati nella nostra dimensione. La permanenza di uno spirito nella dimensione terrena è una condizione molto difficile, soprattutto per quei soggetti che nel corso della propria vita non hanno maturato una certa consapevolezza.

In certi popoli, come ad esempio quello Nativo Americano, per i defunti era consuetudine scegliere di restare ancorati alla terra, al fine di vegliare sui propri discendenti, ma per quanti invece son cresciuti in un regime religioso teso alla diseducazione spirituale, comprendere le dinamiche del post mortem può rivelarsi impossibile. Accade così che con il passare del tempo l’individuo disincarnato impazzisca, si senta profondamente frustrato nel permanere in una realtà con cui non può interagire, come se tutto fosse fumo, senza che nessuno possa vederlo o sentirlo, solo e in grado soltanto di osservare un mondo che va avanti senza di lui. Lì nasce dunque l’esigenza d’interferire con le stesse leggi divine che regolano l’esistenza terrena, arrivando ad invadere un corpo che non gli appartiene. Una volta riuscito a penetrare nel corpo di un soggetto debole, avrà luogo una lotta fra ospite e parassita per il dominio dell’incarnazione, lotta che porterà anche a tutte quelle distorsioni e spasmi corporali tipicamente associati alla possessione. A quel punto spacciarsi per un perfido demonio sarà solo un’inevitabile conseguenza, un meccanismo di difesa atto a spaventare chiunque cerchi di allontanarlo. Altre volte, invece, è l’ospite stesso a interpretare la presenza estranea come un’interferenza demoniaca, dal momento che, in quanto cristiano, ha ricevuto un certo tipo di insegnamenti.

NON sono dunque Dei e Demoni a possedere le persone, ma “fantasmi” che si spacciano per tali. Nessun Demone e nessun Dio può possedere una persona senza essere Invocato, Essi hanno bisogno del nostro consenso per via del libero arbitrio. E anche nei casi in cui lo ottengano, non tutte le persone hanno una biologia idonea ad ospitare l’energia di un Demone, notevolmente superiore a quella di spirito minore. Gli spiriti dei defunti, invece, essendo a tutti gli effetti ancora degli abitanti della dimensione terrena, come noi sono soggetti al libero arbitrio e possono scegliere di infrangere leggi divine che invece gli stessi Dei e Demoni, essendo anime evolute, solitamente non infrangono.  Le credenze che hanno influenzato la nostra vita saranno le stesse che influenzeranno la nostre morte. Se uno spirito muore cristiano e non passa oltre, restando confinato nell’incertezza della caducità terrena, continuerà a preservare le proprie credenze.

Mi rendo conto che la prospettiva di essere invasi da uno spirito anziché da un Demone non rende certo meno spaventosa la possessione, temibile esattamente come l’avere i ladri in casa o essere ostaggi di uno psicopatico. Tuttavia l’esorcismo cattolico si è dimostrato nel tempo una vera e propria barbarie, una forma bassa di magia che finisce per ferire sia il parassita che il corpo ospitante. Per quanto a nessuno piaccia essere derubati del proprio corpo, si dovrebbe sempre cercare di ricordare che lo spirito infestante è un individuo che ha maturato un forte disagio e che, esattamente come un vivo, avrebbe bisogno di un aiuto. Può far sorridere l’ipotesi ma l’esorcista genuino - che non è quello cattolico - dovrebbe avere una funzione più da “psicologo” che da poliziotto violento. Anticamente gli sciamani entravano nella dimensione astrale, un punto d’incontro fra dimensione terrena e spirituale, e cercavano di interagire con lo spirito, convincendolo a liberare il corpo e a passare oltre. Solo quando lo spirito si dimostrava ostinato allora interveniva con maggiore determinazione, catturandolo in sé ed espellendolo, per poi infine purificare e fortificare l’ospite liberato.

 


Interferenza aliena.


Un'ulteriore possibilità, prospettata dal ricercatore pisano Corrado Malanga, è quella dell’interferenza aliena. Tale teoria spiegherebbe la possessione come l’effetto del controllo di un’entità aliena sull’“addotto”, ossia quell’individuo selezionato e monitorato dagli alieni sin dalla nascita. La differenza con la possessione sta nella modalità di invasione: nel caso della possessione spiritica il soggetto viene fisicamente infestato dal parassita, mentre nel caso dell’interferenza aliena, il parassita controllerebbe il corpo dall’esterno, attraverso una condivisione di coscienza. Sulla base delle informazioni dei sostenitori del pensiero malanghiano, gli addotti spesso non sarebbero nemmeno consapevoli della propria abduction, se non fosse per alcune avvisaglie della presenza aliena, quali ad esempio frequente epistassi, sogni lucidi in cui si è sottoposti ad interventi chirurgici, comportamenti bizzarri e, nei casi più acclarati, strane cicatrici, bruciature e oggetti metallici all’interno del corpo.

Secondo il professore pisano, esistono diverse razze aliene ed ognuna potrebbe far emergere inclinazioni differenti nell’addotto. Spesso l’individuo parassitato potrebbe finire per attribuire tali stranezze ad una possessione demoniaca, soprattutto se cresciuto in un ambiente cristiano. Il modo proposto dai malanghiani per liberarsi da un’interferenza aliena è l’ipnosi, che permette al terapista di entrare in comunicazione con l’alieno. Anche la presa di coscienza è molto importante, poiché l’addotto che con fermezza intima al parassita di non invadere la sua coscienza, teoricamente piegherebbe la volontà aliena. Sinceramente non ho mai avuto esperienze dirette con suddette entità aliene - sebbene taluni finiscano per far coincidere l’idea di alieno con quella di divinità - ma ho deciso comunque di riportare tale ipotesi per completezza.  

 

Larve astrali.


Una terza forma di parassitaggio, purtroppo abbastanza comune, è dovuta alle larve astrali. Per larve astrali s’intende quella tipologia di entità elementare, istintuale e poco intelligente, sortita dalle emozioni negative dell’essere umano o talvolta da certe sue ossessivi idee. La larva è una sorta di “forma-pensiero fuori controllo”, una creatura nata da un’idea o da un’emozione, che per perpetuare la propria esistenza continua a nutrirsi di quell’idea o emozione. Possono definirsi larve anche gli spiriti di defunti ormai completamente privi di coscienza, resi pazzi dall’eterno errare in una dimensione non propria o dalle proprie stesse colpe e ossessioni. Le larve si possono incontrare ogni qualvolta si aprono varchi dimensionali, pertanto in zone terrene sottoposte ad un forte rilascio di energie emotive - vedesi ad esempio luoghi del delitto o teatri di gravi incidenti o di qualche grande disgrazia. Ovviamente non è la negatività in sé di un’emozione a rendersi appetibile, dato che anche le ossessioni sessuali e amorose possono essere sfruttate dai parassiti, bensì è la carica energetica che esse apportano. Emozioni come ad esempio l’ansia e la paura alzano notevolmente le nostre stesse onde celebrali e producono una quantità elevata di energia. Talvolta si può aprire un varco e incappare in una larva anche pasticciando con l’Arte Magica, compiendo rituali ed evocazioni sprovvisti di adeguate conoscenze e preparazione spirituale.

Il più delle volte, comunque, il parassitaggio larvale è asintomatico. Esse sono come i parassiti intestinali, vogliono solo sopravvivere nutrendosi di ciò che gli è più utile. Le larve, quando trovano una porta aperta fra le dimensioni, prediligono attuare un parassitaggio silenzioso, in modo da potersi garantire energia gratuita senza correre il rischio di essere scoperte e cacciate. Le persone più deboli e cariche dell’energia di cui solitamente si cibano, sono ovviamente i soggetti più a rischio. Talvolta la larva potrebbe essere invece il risultato di un’azione nemica, ossia di una maledizione. Un Praticante preparato potrebbe essere in grado di generare una forma-pensiero da utilizzare come larva, tormentando il malcapitato fino a condurlo alla follia o alla morte.

Il modo migliore per liberarsi da una larva è intanto prendere coscienza della sua presenza, intuibile da alcuni sintomi a cui spesso non diamo peso, come strane patologie fisiche prima mai avute, strani tic nati dal nulla, strane nuove abitudini alimentari o allergie improvvise, nonché stati d’animo e idee ossessive che compaiono dal nulla e senza apparente ragione. Una volta consci del parassitaggio occorre lavorare su se stessi, ripulendo il proprio essere dal parassita, per mezzo di rituali e meditazioni atti a purificare il proprio corpo eterico. Altra cosa importante è smettere di nutrire il parassita, evitando di offrirgli quelle emozioni che solitamente c’induceva. Se ad esempio a causa della larva eravate soliti avere ansie e paure e immotivate, cercate di contrastare tali emozioni dedicandovi ad attività capaci d’innescarvi il buon umore. Se ad esempio la larva era infastidita dai luoghi aperti e luminosi, uscite di casa anche se non volete. Se vi rendete degli ospiti sgraditi, la larva autonomamente sceglierà di sganciarsi da voi per cercare lidi più accoglienti.



Doppio oscuro.


Questa è semplicemente una mia teoria. Son dell’idea che spesso i posseduti siano posseduti da se stessi. Questa teoria farebbe coincidere in qualche modo sia i fattori psicologici a quelli preternaturali. Lo spirito che invade è reale, ma nasce come risultato della mente del posseduto. Se la mia teoria fosse corretta, sarebbe lecito affermare che la possessione è frutto dell’indottrinamento cristiano, il quale costringe l’individuo a reprimere una fetta importante della propria natura. La morale cristiana porta spesso le persone a percepire come sbagliata la parte di sé più istintuale, quella meno addomesticabile, quella più oscura non perché malvagia ma perché sotterranea, divina, profonda. Accade così che talvolta questa parte oscura repressa, stanca di sentirsi annullata dalla morale dell’individuo, si distacca completamente, diventando un’individualità a se stante. Questa spaccatura genera una sorta di doppia personalità, che il posseduto percepirà come un’invasione demoniaca. Non occorre dire che in tal circostanza, l’unico modo per risolvere il problema, è quello di affrontare il proprio doppio oscuro, accettarlo e reintegrarlo nella propria coscienza.

 

Conclusioni.


Esiste dunque la possessione? Ovviamente sì, sebbene i casi reali siano più rari di quanto si paventi. Il più delle volte la possessione è Demonomania, altre volte invece prevede un’effettiva interferenza, che però nulla ha a che fare con i Demoni. Satana e i Demoni possono dunque possedere un corpo? In un certo senso sì, ma non si definisce possessione, dato che non consiste nel ferire o nell’impadronirsi di un’incarnazione. La possessione divina è semmai il risultato di un’invocazione [in-vocazione, ossia chiamare dentro di sé l’entità] ed era pratica comune nello sciamanesimo e persino nell’arte oracolare. La Divinità o il Demone entrava nel corpo del Praticante, un individuo, biologicamente e spiritualmente predisposto ad accoglierlo, e attraverso di lui/lei poteva dare dei messaggi, per mezzo della voce, della scrittura o dell’arte. Era, ed è, una condivisione di coscienza volontaria e non invasiva. Ciò che molti non sanno, ad esempio, è che questo accade anche all’interno del Cristianesimo. I movimenti carismatici e pentecostali [per approfondire leggere La Mia Esperienza in una Setta Cattolica] credono infatti che lo Spirito Santo possa “pervadere i loro corpi” e conferirgli dei “carismi”, cioè dei doni che li renderebbero in grado di fare cose prodigiose, come ad esempio doti taumaturgiche e “glossolalia”, la capacità di parlare altre lingue. Anche i “posseduti dal Demonio” vengono spesso accusati di parlare altre lingue, ma la faziosità del Cristianesimo sta proprio nel condannare ogni forma di “possessione” per poi invece santificare la propria, definendola “pervasione dello spirito”.

L’argomento è molto ampio e so bene che questo scritto non è sufficiente a rassicurare quanti sin dall’infanzia hanno subito un potente indottrinamento. Purtroppo l’unico modo per superare la paura è affrontarla, andando così oltre l’ignoranza, i pregiudizi e la superstizione. Auguro a tutti la capacità di vedere oltre la coltre di menzogna che da millenni cerca di condizionare le nostre menti e spero che questa lettura vi possa far guardare ai soliti filmetti sulle possessioni con un occhio più critico e consapevole.

 

 

 

 

 

 

Jennifer Crepuscolo

Anno MMXI

 

 

 

 

 

 

 

 

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